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Scritto Mercoledì 23 marzo 2016 alle 16:57

Oggiono: un successo 'Gli intoccabili', lo spettacolo della 3°B sulla legalità

Standing ovation al termine dello spettacolo realizzato dagli alunni di 3° B della scuola secondaria di primo grado "Marco d'Oggiono". E' stato davvero apprezzato il progetto a cui i ragazzi hanno lavorato in quattro mesi grazie al laboratorio teatrale promosso come negli anni scorsi dalla biblioteca comunale all'interno dei progetti di promozione della lettura nelle scuole.
L'aula magna dell'istituto, nella serata di martedì 22 marzo, si è riempita di genitori e parenti dei giovani che hanno portato in scena "gli intoccabili", una sceneggiatura con al centro il tema della legalità e della lotta alla criminalità organizzata. 



Da sinistra l'insegnante Donatella Biffi, Sarah Paoletti e Salvatore Aronica


La classe 3°B alla fine dello spettacolo consegna un pensiero alle curatrici laboratorio

La classe, con l'insegnante di lettere Donatella Biella, ha lavorato sul tema partendo dalla lettura del testo "Per questo mi chiamo Giovanni" di Luigi Garlando che narra la storia del magistrato vittima di mafia nella strage di Capaci nel 1992. A partire da questo volume Sarah Paoletti dell'Associazione PuntoTeatroStudio di Milano ha sviluppato il testo teatrale, del quale ha poi curato anche la regia insieme al collega Salvatore Aronica. Lo spettacolo si è quindi sviluppato su due piani paralleli: la narrazione di una storia di ragazzi al fianco dei fatti tragici accaduti realmente. 



Al centro della scena ci sono due squadre di rugby: i bianchi che portano i nomi delle vittime di mafia e i neri a cui sono affibbiati i nomi dei mafiosi. Un ragazzo dei bianchi cade durante gli allenamenti: si frattura un arto e questo gli impedisce di prendere parte alla partita finale. Un suo compagno vede quanto accaduto, ma non ha il coraggio di denunciare. Convinto dai suoi amici, Giovanni racconta che anche suo padre pagava il pizzo e decide così di denunciare il bullo Totò che viene espulso dal gioco. La partita finale si tiene "ad armi pari" e si conclude con la vittoria dei bianchi e con il trionfo del rispetto delle regole e del dovere morale. 



All'interno dello spettacolo si alternano momenti in cui entrano in scena anche i personaggi che raccontano gli avvenimenti del passato. In questo contesto si inseriscono i due audio originali: uno tratto dai funerali di Vito Schifani, quando la moglie Rosaria chiede ai mafiosi di inginocchiarsi per ottenere il perdono e l'altro è l'audio delle prime cronache sulla strage di Capaci in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morbillo e tre uomini della scorta. 



Sopra il pubblico presente e sotto il momento conclusivo dello spettacolo con il ricordo delle vittime di mafia


Il testo è stato bene interpretato dai ragazzi che si sono immedesimati con passione nelle parti loro assegnate. In conclusione ciascuno ha portato il nome di una vittima di mafia che ha appeso all'albero al centro della sala. Un arbusto che ha voluto ricordare l'albero Falcone di Palermo, che raccoglie poesie e pensieri scritti a seguito dell'attentato opera di Costa Nostra.
Oltre alla riflessione e alla sceneggiatura ben curata anche con audio e luci, i ragazzi hanno affrontato un tema difficile con la genuinità e la freschezza delle menti che saranno il domani del nostro Paese.
M.Mau.
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