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Scritto Venerdì 08 aprile 2016 alle 10:22

17 aprile: referendum "trivelle", il Movimento 5 Stelle vota SI

Il Referendum del 17 Aprile chiama i cittadini a dare una prima risposta su un tema caro a tutti noi e al Movimento 5 Stelle: lo sfruttamento del nostro territorio e soprattutto la scelta di quale futuro volere e immaginare per l'Italia. Per tutto questo dobbiamo andare a votare. E dobbiamo votare SI. Questo è un Paese che può trovare un'occasione di sviluppo solamente puntando sulla qualità del paesaggio, delle coste, dell'offerta turistica, dell'offerta alimentare di qualità.  
Puntare sulle rinnovabili per l'indipendenza energetica
Perché noi diciamo No alle trivellazioni, ma a TUTTE le trivellazioni. Offshore e terrestri. Perché l'energia fossile è il passato mentre il futuro è e deve essere rinnovabile. Oltretutto è ormai risaputo che il petrolio italiano è di scarsa qualità. Qualora fosse estratto totalmente basterebbe a soddisfare la domanda interna per nemmeno due anni. E noi vogliamo mettere a rischio il nostro equilibrio ambientale, la sostenibilità, correre il rischio di incidenti rilevanti, a mare e a terra, vogliamo inquinare e rendere aridi i nostri territori? No. Le politiche di questo governo hanno già fatto perdere migliaia di posti di lavoro tagliando sulle rinnovabili e sull'efficienza, mentre investendo in questo settore possiamo generare migliaia posti di lavoro. Gli effetti negativi degli interventi del governo sono già visibili e si aggiungono a quelli dovuti alle mutazioni del clima, che già influiscono sulla vita di noi tutti. Noi dobbiamo cambiare verso a questo Paese, ma per davvero. 
I rischi delle perforazioni in mare
Incidenti legati ad attività di perforazione e movimentazione di combustibili fossili possono accadere, purtroppo, ovunque. Ce ne sono stati nel Mediterraneo, tra l'altro nelle piattaforme gestite da società italiane come ENI, al largo delle coste egiziane qualche anno fa, per fortuna sino ad ora senza grave impatto sui nostri mari. Il punto è capire se gli impianti esistenti creano problemi all'ambiente. Tutti assicurano, a partire dal Ministero dell'Ambiente, che questi impianti sono monitorati e sicuri, quindi abbiamo chiesto di vedere questi dati di monitoraggio ed abbiamo ottenuto SOLO i dati riguardanti a 34 piattaforme su 135.  Per circa 100 impianti di trivellazione il Ministero dell'Ambiente sembra non avere dati di monitoraggio. 
Il 17 aprile si voterà per il referendum sulle trivellazioni in mare entro le 12 miglia. 
Malgrado il silenzio dei media nazionali è bene puntualizzare che la valenza politico-emotiva del risultato della consultazione sarà di una forza straordinaria, al pari del famoso referendum del 2011 inerente il modello di gestione dell’acqua, che ebbe un esito a noi particolarmente caro e che proprio in questi giorni sta subendo ignobili attacchi a causa di partiti sedicenti democratici abituati a calpestare la volontà popolare sia in provincia di Lecco che a Roma. 
Stupisce che sia proprio il partito che ama definirsi democratico a suggerire l’astensione, dimostrandosi sempre più allergico alla partecipazione popolare. 
Con il quesito referendario ci verrà chiesto in sostanza: “volete voi che, quando scadranno le concessioni di estrazione entro le 12 miglia, quelle attività vengano fermate anche se sotto c'è ancora gas o petrolio?”
Perché andare a votare? Perché è una delle poche occasioni che abbiamo a disposizione per chiedere a gran voce che si inverta la pericolosissima tendenza introdotta con lo Sblocca-Italia in materia di politica energetica. Le tecnologie rinnovabili già esistono ed il nostro paese dispone di innumerevoli fonti di energia pulita, quello che manca è SOLO la volontà politica di impiegarle in una graduale riconversione degli impianti e in una ricollocazione dei dipendenti del settore. 
Per questo motivo voteremo e voteremo SI.   

Gruppi del MoVimento 5 Stelle della Provincia di Lecco
Abbadia – Ballabio – Casatenovo – Galbiate – Mandello – Merate – Lecco

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