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Scritto Venerdì 08 aprile 2016 alle 15:24

"Portoghesi" su treno e metro

Gentile redazione,
vi scrivo per denunciare ancora una volta l'atteggiamento che molte persone riservano nei confronti dei mezzi pubblici. In particolare, la mia esperienza di pendolare che ogni giorno si reca per studio nell'area milanese, riguarda i treni e la metro.
Per raggiungere l'università prendo quotidianamente il famoso Besanino. Treno spesso oggetto di critiche da parte di tutti per i suoi ritardi e disagi vari, che fortunatamente nella mia breve esperienza non si sono ancora verificati se non un'esigua manciata di volte.
Oggi comunque sono stato triste testimone di una vicenda che, ahimè, si ripete incessantemente dacché esistono i treni e che probabilmente mai si estinguerà. Di chi parlo? Ovviamente di chi vuole fare a tutti i costi il furbo. Gente che non paga il biglietto e che in un modo o nell'altro la fa sempre franca.
Siamo realistici, a tutti o quasi è capitato di farsi un viaggio "gratis" in treno almeno una volta. Però un conto è l'episodio unico, magari contornato da sensi di colpa e dalla promessa di non fare mai più il portoghese. Un conto invece è fare di proposito e costantemente il furbo per evitare di pagare quei pochi euro che ti regalano il titolo di viaggiare legalmente su di un mezzo pubblico.
Siamo nei pressi di Monza quando il controllore passa nella mia carrozza per svolgere il suo lavoro. In buona fede. Aspettandosi che anche i passeggeri lo siano.
«Buongiorno, il biglietto per favore». «Lo devo fare». E fin qui va tutto bene. Poi arriva la famosa domanda «Dove è salito?». Al che il passeggero mente, sapendo di mentire, e CURIOSAMENTE nomina la fermata immediatamente precedente. Mai nessuno oserebbe mentire, nominando la fermata più lontana. Siamo matti!? Se dobbiamo mentire, facciamolo almeno bene e risparmiamo quanto più possiamo risparmiare!
Peccato comunque che il tizio fosse salito alla mia fermata, cioè ancora in provincia di Lecco. Occhiali da sole, jeans alla moda risvoltati, scarpe modello Nike, un buon smartphone tra le mani. Eppure senza 4,00€ per pagare tutta la tratta su cui ha viaggiato. Triste, vero?

Qualcuno magari si sarebbe assunto anche il compito fastidioso e antipatico della spia, di quello che alle elementari dice "maestra, X ha copiato!". Eppure non è neanche facendo la spia che si può risolvere il problema. Perché magari per una volta si viene multati, ma dalla prossima volta si tornerà a fare ancora la stessa cosa: a mentire, a fare i furbi. Poi però se i mezzi non funzionano, se i servizi sono scadenti, la colpa è sempre degli altri. Mai che ci si faccia un esame di coscienza. Mai che ci si interroghi sul fatto che esistono dei beni comuni che in quanto tali vanno rispettati. Pagando per il servizio.

Dopotutto, perché io devo pagare, mentre tu no? Siamo tutti uguali anche in questo. O tutti paghiamo, o nessuno paga. Il resto sono soltanto ingiustizie al contrario.

Comunque, un altro comportamento che nessuno oramai fa più presente, per arrendevolezza e sfiducia forse, è quello di certe persone [tante] che alla vista del controllore a inizio vagone, o ancora nel vagone precedente, si alzano dal loro posto e fuggono in direzione opposta. Anche qui, chissà come mai. Desiderio di visitare gli altri vagoni del treno per vedere quanta gente c'è oppure coscienza sporca? Mah.

Vorrei infine portare l'attenzione anche alla situazione della metro milanese. Da febbraio è diventato obbligatorio obliterare il proprio biglietto anche ai tornelli di uscita. La motivazione è nobile: voler fermare i nostri amici furbi. Ottimo. Peccato che i furbi continuano a circolare indisturbatamente e a farla franca lo stesso.

Fermata di Sesto 1° Maggio FS (M1), ore 7.30. Un fiume di gente passa dai tornelli per accedere alla metro, obliterando il biglietto. Qualcuno invece si ferma e si guarda attorno per qualche attimo, ma sempre tenendo d'occhio la guardia di turno. Non appena essa si gira dall'altra parte, ecco che il temerario si appoggia ai tornelli e salta la sbarra con disinvoltura. Grande atleta. Ma anche grande buffone.

Ok, qualcosa piano piano si muove per cercare di porre fine alla situazione. Che bisogna ricordarlo, non finirà mai del tutto perché comunque il mondo è fatto di furbi.

Alcune soluzioni che mi sono venute in mente per questi problemi:
1) per quanto riguarda i treni, forse sarebbe meglio iniziare a non dare più la possibilità di fare il biglietto direttamente sul treno;
2) rimettiamo in ogni stazione la biglietteria automatica (nelle stazioni minori a volte la si trova rotta o non funzionante);
3) mettiamo in ogni stazione una macchinetta automatica che rilascia un biglietto con scritto "Stazione di X, numero X, data X", un po' come davanti al banco dei salumi al supermercato. Il controllore almeno potrà far pagare il giusto prezzo a tutti.


Per la metro invece proporrei: non sarebbe possibile mettere dei sensori sui tornelli di modo che, se qualcuno passa senza lo scatto della sbarra, essi si attivano e suonano, un po' come succede nei supermercati?

Vi ringrazio per lo spazio concessomi sul vostro sito.

A. Ripamonti
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