Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 223.683.135
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 14/03/2020

Lecco: V.Sora: 66 µg/mc
Merate: 65 µg/mc
Valmadrera: 68 µg/mc
Colico: 63 µg/mc
Moggio: 85 µg/mc
Scritto Giovedì 14 aprile 2016 alle 14:07

Referendum: domenica voterò SI. Va bene favorire gli investimenti privati ma non a danno del valore dei beni pubblici ''concessi''

Veronica Tentori
Per prima cosa, domenica 17 aprile è importante andare a votare per il referendum. Come autorevolmente ribadito anche dal Presidente della Corte Costituzionale, attraverso la partecipazione al voto si realizza pienamente il nostro status di cittadini. Il voto, afferma la Costituzione, è un dovere civico. E' chiaro che nel PD ci sono posizioni diverse sul quesito, tanto che sei presidenti di Regione democratici sono tra i promotori della consultazione: un errore quindi invitare a non recarsi alle urne, piuttosto invitare ad informarsi e partecipare, ognuno con la propria legittima posizione.

Sono inoltre convinta delle ragioni del SÌ, le stesse che mi portarono a non appoggiare quelle misure contenute nello Sblocca Italia che prevedevano il rinnovo automatico delle concessioni relative a beni pubblici, siano essi giacimenti o autostrade. Misure poi migliorate nei successivi passaggi legislativi, tanto che dopo l'ultima legge di stabilità cinque degli originari sei quesiti referendari promossi sono stati considerati risolti. Resta a mio giudizio discutibile l'approccio che per facilitare gli investimenti privati si riduca il valore esigibile delle concessioni pubbliche. Sono infatti convinta della necessità di favorire gli investimenti, ma questo non può avvenire a discapito del valore dei beni pubblici oggetto di concessione.

Sono perfettamente consapevole che una vittoria del SÌ non determinerà automaticamente una svolta nella politica energetica italiana, ma altrettanto certa che non ci sarà alcuno scenario apocalittico, poiché nei 21 impianti interessati le concessioni giungeranno semplicemente alla scadenza originariamente prevista. Anche alla luce degli impegni internazionali assunti dal nostro Paese in merito alla riduzione dei combustibili fossili, credo che la vittoria del SÌ, pur nella cornice appena descritta, possa costituire un ulteriore segnale della rinnovata coscienza dell’Italia rispetto a tematiche decisive come la tutela dell’ambiente, la difesa del territorio e la lotta ai cambiamenti climatici.
On. Veronica Tentori
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco