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Scritto Lunedì 25 aprile 2016 alle 11:34

Canali, Sirone: fusioni Comuni inutili, prima i costi standard. Il debito lo crea lo Stato. Nel 'piccolo' c’è più partecipazione

Matteo Canali
Gentile Direttore,
leggo da casateonline che sul tema dei piccoli comuni prosegue la campagna di convincimento sulla pretesa necessità della loro fusione.
In questa mia lettera non intendo occuparmi di chi ha tanto a cuore quest'opera di persuasione, ma come mio primo dovere di Sindaco, penso a come dare risposte concrete ai bisogni dei miei cittadini di oggi e di domani.
Mi permetto pertanto di intervenire sul tema dei piccoli comuni solo per evitare che l'adozione sistematica della teoria della persuasione con messaggi che attirano l'attenzione o che esprimono opinioni e idee astrattamente condivisibili, possa finire con il convincere l'opinione pubblica della reale necessità di dover "sopprimere" i comuni con meno di 5000 abitanti.
Inizio con una necessaria premessa informativa. Chi produce debito pubblico nel nostro paese: per il 97,88% Stato, enti previdenziali, Regioni e Province, mentre solo per il 2,1% i comuni (tutti, non solo i piccoli, ma anche le grandi città, compresa la Capitale sulle cui condizioni di bilancio è sufficiente leggere i giornali nazionali) (dati Anci Lombardia). Non aggiungo commenti, il dato numerico esposto credo sia più che sufficiente per comprendere dove è necessario intervenire.
Vorrei invece fare un esperimento simulando la fusione dei comuni di Molteno, Garbagnate Monastero e Sirone (non me ne vogliano i due colleghi Sindaci è solo una simulazione) e prendendo, per essere positivamente pragmatico e non parlare solo di numeri teorici, due "bisogni" per esempio cultura e salute, verificare se in effetti a questi due bisogni, grazie alla soppressione dei tre comuni si potranno dare risposte/servizi migliori ai nostri cittadini.
Partiamo ovviamente dalla situazione attuale riportando un semplice dato di realtà con due servizi che riguardano due bisogni cultura e salute.
Oggi a Sirone, così come negli altri due comuni, c'è una biblioteca, raggiungibile a piedi dalla maggior parte dei sironesi, in particolare dagli alunni delle scuole ed in particolare dagli alunni della scuola primaria che vi possono anche accedere direttamente dalle aule oppure al termine delle lezioni. Nella biblioteca è presente una sala lettura/studio con possibilità di utilizzo pc e connessione alla rete, vengono svolti laboratori, organizzate serate con gli autori, rassegne cinematografiche e fotografiche, vi è un gruppo di lettura che si riunisce regolarmente, vengono regolarmente organizzati momenti di incontro/visita di avvicinamento alla lettura anche con la scuola materna e momenti di aiuto/sostegno allo studio grazie anche alla collaborazione dei volontari. È il luogo naturale in cui vengono elaborate e programmate da sironesi e proposte ai sironesi le attività culturali. Ovviamente anche la nostra biblioteca, con personale professionale, è inserita nel sistema bibliotecario intercomunale ed è pertanto possibile richiedere e ricevere libri presenti in tutte le biblioteche del sistema.
A Sirone, così come negli altri due comuni, c'è l'ambulatorio del medico di famiglia, inserito all'interno di una struttura comunale nel centro del paese, raggiungibile a piedi dalla maggior parte dei sironesi ed in particolare dalle persone anziane che altrimenti dovrebbero farsi accompagnare con l'auto fuori paese.
Sommando gli abitanti dei tre comuni virtualmente soppressi avremmo un nuovo comune con circa 8.500 abitanti.
Avete mai visto un comune di 8.500 abitanti con tre biblioteche e tre ambulatori medici? Risultato, dopo un certo tempo (non molto) dalla avvenuta fusione, utilizzando il termine razionalizzazione delle risorse, saranno chiuse due biblioteche e due ambulatori! Lo stesso varrà evidentemente per gli altri servizi.
Non nego, ovviamente, che alcuni servizi erogati dai comuni, ma non solo dai comuni possano/debbano essere riorganizzati, rilevo però, per ritornare agli esempi sopra proposti che i tre comuni chiudono i loro bilanci con avanzi di amministrazione ed in particolare per quanto riguarda il Comune di Sirone i bilanci vengono chiusi in avanzo senza aver mai applicato l'odiosa addizionale irpef comunale (odiosa perché incide su coloro che dichiarano i propri redditi e sui quali già vengono applicate le imposte).
Orbene, richiamando anche la premessa fatta, gli sprechi devono essere eliminati là dove sono realmente sprechi e non dove sono servizi resi alla propria comunità, è illogico promuovere le fusioni con lo specchietto per le allodole degli incentivi economici, che, tra l'altro, non dureranno per sempre.
Si faccia una reale operazione di verifica sui costi standard, che interessi non solo gli enti locali ma tutta la pubblica amministrazione, da nord a sud, da est a ovest, senza sacrificare inutilmente la nostra storia e soprattutto senza negare la possibilità a tutti i cittadini, anche a coloro che non sono iscritti a partiti o movimenti, di partecipare attivamente e responsabilmente alla gestione della cosa pubblica e all'amministrazione del proprio Comune (anche o meglio soprattutto se piccolo) o forse proprio quest'ultimo è il vero nodo della questione ....
Spero di non essermi dilungato troppo.
Saluti e buon lavoro,
Matteo Canali - Sindaco del Comune di Sirone
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