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Scritto Sabato 30 aprile 2016 alle 18:30

Molteno, Konig: avviate le richieste per i tavoli istituzionali in Provincia e Regione. Proserpio, ''Preoccupati per le famiglie''

Le sigle sindacali hanno già formalizzato le richiesta per incontri in Provincia e in Regione Lombardia per portare sui tavoli istituzionali la pesante ristrutturazione annunciata da Konig Spa di Molteno nell'incontro che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, venerdì 29 aprile, presso la sede di Confindustria Lecco alla presenza delle organizzazioni sindacali, della rappresentanza sindacale unitaria e della direzione aziendale.




Sono infatti 106 gli esuberi - su un totale di 130 dipendenti - annunciati dall'azienda moltenese, recentemente acquisita dal gruppo austriaco Pegaw, che da settembre ha inglobato la svedese Thule. Una decisione che di fatto svuoterebbe l'impresa, lasciando soltanto 24 lavoratori in forze presso il sito di Molteno. 
L'intenzione manifestata dai vertici aziendali, sarebbe infatti quella di cessare completamente la produzione di catene da neve, ambito per cui l'impresa si era distinta a livello territoriale, per lasciare solo un presidio commerciale e logistico. In merito all'avvio del piano industriale non sono ancora state avviate procedure formali. Sembrerebbe però, secondo quanto emerso, che non intercorrerà molto tempo prima dell'avvio della procedura visto che la decisione assunta dal gruppo austriaco sembrerebbe difficilmente modificabile. 



Da sinistra i sindacalisti Luigi Panzeri e Giovanni Gianola

In particolare, secondo il piano di dismissione, la produzione verrebbe spostata nelle aziende in Carinzia e in Repubblica Ceca.
"Stiamo cercando tutte le strade percorribili per trovare una soluzione che possa dare continuità ai lavoratori che non sono numeri, ma risorse" ha commentato Luigi Panzeri della Fiom, sigla che stanno seguendo la vicenda insieme a Fiom e Uil di Lecco. I dipendenti hanno già usufruito negli scorsi anni della cassa integrazione ordinaria. Quella straordinaria potrebbe non essere più una strada percorribile in quanto le riforme introdotte dal Jobs Act hanno di fatto eliminato la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali che consentivano di accompagnare i processi di ristrutturazione aziendale. "La nostra intenzione è quella di rivolgerci anche al Ministero dello Sviluppo economico e a quello del lavoro per cercare di trovare una risposta che possa agevolare la produzione".
Dovranno ancora essere calendarizzate le giornate di sciopero, previste in concomitanza con gli incontri sul piano istituzionale, come ha annunciato Giovanni Gianola della Fim. "Prevediamo di organizzare un presidio nel giorno in cui sarà convocato il tavolo provinciale".
Quello che per il momento è certo è che domani, nella giornata dedicata ai lavoratori, interverrà al comizio di Lecco Maurizio Colombo, rappresentante sindacale unitario e "storica" figura all'interno dell'azienda. Le conseguenze occupazionali sono infatti drastiche e i risvolti sociali importanti perchè si rifletteranno sulle famiglie dei lavoratori.



Il sindaco Mauro Proserpio
 
Proprio su questa pesante ricaduta che si avrà sull'intero territorio oggionese - da dove proviene la maggior parte dei lavoratori - ha riflettuto anche il sindaco di Molteno Mauro Proserpio: "Siamo davvero preoccupati per le famiglie che stanno vivendo questa situazione di difficoltà. Come Amministrazione intendiamo metterci a disposizione per qualsiasi eventualità, per quanto possa essere possibile".
Ripercussioni sulle famiglie che si riflettono anche sul tessuto produttivo moltenese: "E' l'ennesimo marchio storico che se ne va. E' l'ennesimo impoverimento non solo numerico - dal punto di vista della perdita dei posti di lavoro - ma anche della capacità di essere produttivi sul territorio".
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M.Mau.
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