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Scritto Giovedì 05 maggio 2016 alle 17:56

LRH: Cavallier presidente, nel cda insieme a Canzi e a Papini

Lelio Cavallier, Monica Papini e Marco Canzi
Cambia la forma ma non la sostanza: Lario Reti Holding passa dall’Amministratore Unico al Consiglio di Amministrazione.
Ma alla guida rimane sempre Lelio Cavallier, l’A.u. uscente. Già Amministratore Unico di Idrolario srl dal 6 Novembre 2013, Cavallier, commercialista esperto di curatele fallimentari, aveva già ricoperto l'incarico di membro del collegio sindacale di LRH. Lo scorso anno era stato scelto come successore di Vittorio Proserpio, improvvisamente scomparso il 2 maggio 2015.
E’ ricompensato con un posto come consigliere del Cda anche Marco Canzi, assessore di Olgiate e uno dei registi – insieme a Virginio Brivio, Antonio Rusconi, Giuseppe Conti e non solo – di tutta l’ “operazione Lario Reti”.
Infine è stata eletta consigliere Monica Papini, professoressa di geologia al Politecnico di Milano.
Ma – come specificato anche da Virginio Brivio - i due consiglieri non avranno deleghe di carattere operativo: “Si attribuiscono al presidente tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione sul Servizio Idrico, ad esclusione di quelli di competenza del nuovo comitato di indirizzo e controllo”, composto da Antonio Rusconi, Dario Brambilla, Ernesto Longhi, Riccardo Fasoli e ancora Marco Canzi.
Ma vediamo ora i compensi. Cavallier percepirà uno stipendio annuo di 32 mila euro all’anno, cui va aggiunta un’indennità di risultato legato al conseguimento degli utili che potrà arrivare a un massimo di 19 mila euro all’anno.
I due consiglieri Canzi e Papini percepiranno invece 11 mila euro lordi all’anno.
Fino allo scorso anno il compenso dell’Au (sempre Cavallier) era di 36.000 euro lordi. In totale gli emolumenti, lordi, del nuovo CdA potranno toccare i 73 mila euro.
La lista dei 3 membri è stata votata a favore da tutti i presenti ad esclusione dei due sindaci di Oggiono ed Ello.
“Le due figure dell’ex Amministratore Unico e dell’assessore di Olgiate sono una chiara scelta di continuità verso l’operato di Lrh negli ultimi anni, che mi ha visto molto spesso critico. Non ne ho condiviso le linee tracciate e non posso votare a favore della loro elezione” il commento di Roberto Ferrari.
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