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Scritto Lunedì 09 maggio 2016 alle 18:34

Molteno: i lavoratori della Konig sfilano per le strade della città, sede del vertice in Provincia. 'Siamo persone, non numeri'

"Per uccidere un uomo non serve togliere la vita, basta togliere il lavoro" e ancora "Siamo persone, non numeri". Sono questi alcuni degli striscioni che nel pomeriggio di oggi, lunedì 9 maggio, sono comparsi alla stazione di Lecco. 



I lavoratori della Konig in corteo



A "dagli voce" i lavoratori della Konig di Molteno, riuniti in presidio in vista dell'incontro in Provincia alla presenza dei vertici aziendali, delle rappresentanze sindacali unitarie e dei rappresentanti sindacali delle tre sigle lecchesi che stanno seguendo la vicenda (Fim, Fiom e Uil), oltre al sindaco Mauro Proserpio.




L'azienda, acquisita lo scorso settembre dall'austriaca Pewag, ha comunicato alla fine di aprile l'esubero di oltre cento posti di lavoro con l'obiettivo di fermare la produzione in Italia per trasferirla in Carinzia e Repubblica Ceca. In viale Lombardia, dove vengono prodotte catene neve di alto livello qualitativo, resterebbero solo la logistica e gli uffici commerciali. 



Dopo l'incontro dello scorso mercoledì all'agenzia regionale per l'istruzione, la formazione e il lavoro della Regione Lombardia (Arifil), si è tenuto oggi il vertice in Provincia. Proprio in quest'occasione i lavoratori hanno voluto far sentire la loro voce per gridare il loro diritto di conservare il posto di lavoro. 




Un corteo si è quindi snodato dalla stazione di Lecco fino alla sede provinciale di via Matteotti, bloccandone la strada. Anche sotto gli uffici dell'ente, i dipendenti Konig hanno continuato a fischiare, sventolare bandiere e gridare la loro rabbia per quella decisione giunta come una doccia fredda, dopo che la società si era presentata annunciando un rilancio dell'attività e una festa in vista del cinquantesimo del marchio. 




"Questa delocalizzazione avviene con il tacito assenso del governo. In questo modo stanno portando via anche un pezzo di territorio che non tornerà più" ha spiegato Emiliano, l'ultimo "arrivato" in Konig, con una famiglia e un mutuo sulle spalle.
Per Luciana, 58 anni di cui 23 nell'azienda moltenese, il colpo è stato "duro": "Mi mancano sei anni alla pensione: ora resterò isolata e senza ammortizzatori sociali". Un grido disperato anche quello del collega Riccardo, 24 anni in Konig e una pensione ancora lontana, ma non troppo: "Vogliamo il nostro lavoro o quantomeno vorremmo che ci venga data la possibilità di usufruire di ammortizzatori sociali con una continuità lavorativa". 




Il sindaco di Vendrogno Cesare Galli

Una sensazione di delusione crescente serpeggia tra i lavoratori. A loro si è voluto unire, in qualità di primo cittadino e di presidente del Consorzio del bacino imbrifero montano, Cesare Galli, sindaco di Vendrogno ed ex lavoratore per quasi un decennio, dal 1986 al 1995. "Sono qui per offrire la massima solidarietà a queste famiglie che si ritrovano senza posti di lavoro: è una situazione assurda". Un sostegno politico importante per i lavoratori: è lo stesso su cui in questo momento si conta per riuscire a dare continuità a una società che si è destinata in tutto il mondo per l'alto livello dei propri prodotti.
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M.Mau.
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