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Scritto Mercoledì 11 maggio 2016 alle 17:08

Molteno: don Massimo esprime solidarietà ai lavoratori della Konig su ''Il Martinetto''

Un pensiero di vicinanza ai lavoratori della Konig e alle loro famiglie in questo difficile momento. E' quanto ha espresso don Massimo Santambrogio, responsabile della comunità pastorale dei Santi Martino e Benedetto, sul settimanale "Il Martinetto" in distribuzione nelle tre parrocchie di Brongio, Molteno e Sirone. 



Don Massimo Santambrogio

Il sacerdote ha tratto spunto dal discorso che il Santo Padre aveva tenuto, poco più di un due anni fa, nell'aula Paolo VI ai dirigenti e agli operai delle acciaierie di Terni, facendo riferimento al lavoro non solo come necessità economica e di profitto, ma anche e soprattutto legata all'uomo e alla sua dignità e alla sua valorizzazione in quanto persona: "Il valore primario del lavoro è il bene della persona umana, perché la realizza come tale, con le sue attitudini e le sue capacità intellettive, creative e manuali".
"Queste Parole del Papa mi aiutano a capire la preoccupazione che, in questi giorni, passa nella mente e nel cuore dei dipendenti della Konig che, abbastanza a sorpresa, di fatto si sono sentiti dire con l'eufemismo "esubero", tu non ci servi più, la tua famiglia da crescere o da progettare non è affare nostro, non ci interessa la professionalità che hai dimostrato in questi anni, al tuo diritto al lavoro ci penserà qualcun altro, non c'è il tuo futuro nei nostri progetti aziendali" ha commentato don Massimo, offrendo una parola di conforto per gli oltre cento lavoratori che rischiano di ritrovarsi senza un lavoro, dopo che la società austriaca Pewag, subentrata a Thule nel settembre 2015, ha annunciato un piano di dismissione produttiva per lasciare in viale Lombardia solo uffici commerciali e logistica. 



L'ingresso della sede Konig in viale Lombardia

"Anche noi come comunità cristiana seguiamo con preoccupazione quanto sta accadendo ai lavoratori della Konig, ai quali vorremmo far giungere la nostra solidarietà, assicurando loro il sostegno della preghiera perchè non si scoraggino e perchè, in chi ha responsabilità, possa prevalere sul puro calcolo di interesse economico, la creatività della solidarietà che sa inventare sempre nuove strade per non lasciare nessuno impoverito nella sua dignità di persona".
Sì, perchè riprendendo il titolo che don Massimo ha attribuito alla sua riflessione, le "catene spezzate" - espressione che rievoca le catene da neve, prodotto di punta del marchio - sono quelle di un sistema che continuamente acuisce la distanza tra l'interesse economico e una forza lavoro sempre meno valorizzata.
M.Mau.
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