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Scritto Giovedì 19 maggio 2016 alle 14:44

Molteno,Konig: altro incontro in Regione in attesa della convocazione al Ministero

Un nuovo incontro in sede regionale per la Konig di Molteno. Il vertice si è tenuto questa mattina in quarta commissione, dopo quello svoltosi presso l'agenzia regionale per l'istruzione, la formazione e il lavoro (Arifil) all'inizio del mese di maggio.
Al tavolo erano presenti, oltre ai funzionari dell'agenzia regionale, l'amministratore delegato di Pegaw, le rappresentanze sindacali unitarie, i rappresentanti sindacali delle tre sigle lecchesi che stanno seguendo la vicenda (Fim, Fiom e Uil).
"Abbiamo illustrato la situazione e chiesto ai politici di fare qualcosa per trovare una soluzione" ha commentato Luigi Panzeri della Fiom Cgil. Anche l'incontro di quest'oggi, infatti, è stato di tipo interlocutorio, per mettere al corrente l'ente regionale della situazione aziendale.

Il presidio dei dipendenti Konig aderenti alla Uilm questa mattina sotto gli uffici di Regione Lombardia

Il gruppo austriaco Pewag, che ha acquisito lo storico marchio lo scorso settembre - inglobando la svedese Thule presente nel sito produttivo dal 2004 - ha infatti annunciato la dismissione del sito produttivo di viale Lombardia, dove resterebbero soltanto gli uffici commerciali e logistica. Una decisione che prevede un esubero di oltre cento lavoratori a fronte dei 130 attualmente impiegati nell'azienda produttrice di catene da neve.
Come già era emerso in Arifil, i dipendenti, per via di quanto contenuto nel Jobs act, non potranno accedere allo strumento di salvaguardia della cassa integrazione straordinaria per la cessazione di attività.
La Regione si sarebbe quindi messa a disposizione per avviare una serie di politiche attive, che tuttavia, al momento, non coinciderebbero pienamente con gli obiettivi delle organizzazioni sindacali, preoccupate per il futuro aziendale e dei lavoratori.
"Ringrazio le istituzioni per aver dimostrato sensibilità e attenzione alla vicenda" ha affermato Giovanni Gianola di Fim Cisl.

Da sinistra i sindacalisti Giovanni Gianola, Luigi Panzeri ed Enrico Azzaro

"Dobbiamo fare cambiare idea alla Pewag: la Uilm chiede che sia cambiato il piano attraverso un progetto nuovo industriale che vada ad implementare le attività attraverso una riconversione dal momento che Pewag è una società a carattere globale con stabilimenti e centri ricerca in grado di potenziare lo stabilimento" ha commentato Enrico Azzaro, segretario dei metalmeccanici Uil. "Delocalizzare significa depredare il nostro territorio di competenze, know out, brevetti per un volume di 30 milioni di euro di vero valore Konig".
La Uilm, nella giornata odierna, ha proclamato lo sciopero dei lavoratori, che hanno preso parte ad un presidio sotto la sede regionale. "E' una vertenza industriale con carattere politico in quanto i soggetti coinvolti sono gli svedesi della Thule e gli austriaci della Pewag. E' mai possibile che non si siano chieste garanzie occupazionali e di investimento sul sito di Molteno?" ha proseguito Azzaro.


Diversa la situazione per Fim e Fiom. Secondo le due sigle non sussistevano le condizioni per fare un simile passo. "Martedì 17 maggio abbiamo avuto un'assemblea con la forza lavoro: in quella sede abbiamo concordato di non effettuare alcun presidio. Per questo, i dipendenti oggi sono rimasti in azienda, consapevoli che questo passaggio sarebbe stato di tipo interlocutorio. Siamo da anni in questa realtà dove abbiamo costruito sempre buoni rapporti a tutela dei lavoratori che sono rimasti sorpresi da quanto è accaduto oggi".
Nel frattempo, lo scorso giovedì, le organizzazioni sindacali hanno inviato una richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere un confronto a livello nazionale, ma si è ancora in attesa di conoscere gli sviluppi. Dal punto di vista aziendale, infine, sembrerebbe essere imminente l'apertura della procedura di mobilità.
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Michela Mauri
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