Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 303.695.509
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 20 maggio 2016 alle 12:40

Casate: gli Oblivion chiudono la positiva rassegna teatrale

Si è chiusa martedì sera, fra applausi scroscianti, la sedicesima rassegna teatrale dell’Auditorium di Casatenovo, con un appuntamento davvero d’eccezione.
Dopo un tour di sei mesi fra Trento, Genova, Bologna, e Roma, gli Oblivion hanno infatti fatto tappa a Casatenovo per regalare una serata fuori dalle righe a tutti gli spettatori.

Il gruppo comico musical-teatrale ha portato in scena il “The Human Jukebox”, uno spettacolo in cui è il pubblico a decidere quali canzoni sentire, poi sapientemente mixate dal quintetto bolognese nel corso della serata.
L’Auditorium di Casatenovo è stato l’ultimo appuntamento anche per gli stessi Oblivion, che concludono un tour non senza imprevisti. “Il primo aprile eravamo in provincia di Padova – raccontano – e abbiamo visto in giro che c’erano cartelli che indicavano una disinfestazione in corso dall’acaro della scabbia: siamo andati nel panico. Il nostro tour manager aveva degli eczemi sul petto: siamo andati nel panico totale. Poi abbiamo scoperto che al mattino si era strappato i peli per farci credere di avere la scabbia: era solo un pesce d’aprile…”.

Divertenti e scanzonati sul palco ma anche nella vita, gli Oblivion ci hanno raccontato qualche segreto della loro storia e del loro percorso durante la conferenza stampa che ha preceduto lo spettacolo, e in cui non hanno mancato di far divertire tutti i presenti.
I Promessi Sposi in dieci minuti, La Divina Commedia in sei minuti, oltre a innumerevoli tributi e mash-up: gli Oblivion sono un gruppo dalla versatilità straordinaria, con cui è praticamente impossibile annoiarsi. Ospiti fissi di Zelig per alcuni anni, si sono rivelati al grande pubblico con YouTube e la televisione, ma il teatro rimane sempre il teatro, carico di una magia introvabile altrove. “In teatro è meraviglioso avere lì davanti a noi le persone, qui e ora. Addirittura in questo spettacolo scendiamo in platea per far scegliere al pubblico il loro autore preferito, cerchiamo di tenere un clima divertente dovuto anche alla vicinanza fisica. E poi, qui si sente il nostro odore, che su YouTube non è possibile sentire, ma non sappiamo se sia un bene o un male”, scherzano. E in particolare questo spettacolo è unico nel suo genere: dato che è il pubblico a scegliere il menu della serata, non c’è una performance identica all’altra. “La scaletta cambia ad ogni replica: non è mai la solita ora e mezza. A Roma eravamo in scena tutti i giorni e chi tornava il giorno dopo trovava uno spettacolo completamente diverso”.

Ma guai a parlare di improvvisazione: “Abbiamo un repertorio sconfinato, di musica nazionale e internazionale. Possiamo fare degli omaggi davvero a tantissimi cantanti”. Dal rap al rock, dal pop alla musica melodica, gli Oblivion non conoscono confini. Anche se sono un po’ in difficoltà quando devono indicare la canzone adatta ad un brianzolo: “Noi siamo un po’ come voi brianzoli: dei grandi lavoratori. Forse sceglieremmo Celentano, che comunque è di Milano. Anche se nel nostro repertorio abbiamo anche Emis Killa, di Vimercate”. Spigliati, sempre ironici e con la battuta pronta, gli Oblivion si sentono a loro agio sul palco. E si vede: loro si divertono e il pubblico anche di più. E dire che la loro avventura è nata quasi per caso, a partire dal nome: “Ma non c’è un motivo per cui l’abbiamo scelto, e sappiamo che è una risposta deludente. Addirittura un critico una volta ha detto che ci chiamiamo così perché peschiamo le canzoni dall’oblio. Può essere. È un nome che ci siamo trovati, anche se al nostro manager non piace: ce lo storpiano sempre. In tantissimi ci chiedono le ragioni del nostro nome, a noi piace sentire tutte le ipotesi della gente che ci riflette su, e farle nostre”. Scavando ancora più indietro nel tempo, si arriva agli inizi: “Ci siamo formati quasi per strada, in realtà nel nucleo originario siamo in quattro. Ora c’è Clara che sostituisce Francesca in maternità, e a parte Fabio siamo nati assieme tanti anni fa. C’era la Fondazione Bancaria di Bologna che aveva bisogno di spettacoli, e siamo andati da loro con le nostre proposte, ma a loro non piacevano. Allora ci hanno proposto di fare degli omaggi ai grandi del teatro musicale del ‘900: noi avevamo bisogno di lavorare e abbiamo accettato senza sapere di cosa stessimo parlando. Ed eccoci qua”. Ed evidentemente hanno fatto bene, come si vede anche dal successo dello spettacolo che ha chiuso la rassegna dell’Auditorium di Casatenovo.

Gli Oblivion sono stati l’ultimo di una serie di successi iniziati a dicembre.
È stata una stagione fantastica in termini di numeri e di qualità, come sottolinea il direttore Massimo Locati: “Abbiamo fatto il record di abbonati a teatro, mentre al cinema il record di spettatori. Quando eravamo l’unica sala del territorio, nel 2001, siamo arrivati a 28.000. Quest’anno abbiamo toccato quota 29.000. Sono risultati che si sperano sempre, ma quando si avverano è una soddisfazione meravigliosa. Grazie a tutti i nostri spettatori e al nostro staff di volontari”, ha concluso.

FOTO DI GUGLIELMO PENNATI - AFCB
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco