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Scritto Sabato 28 maggio 2016 alle 12:31

Lettera aperta ai sindaci lecchesi

Quindici mesi fa il Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero si costituiva e come primo atto scriveva proprio a voi Sindaci, con una lettera aperta, motivando le ragioni delle nostre richieste. La questione dei rifiuti, la relativa gestione in provincia, le scelte fatte sull'impianto di incenerimento (incremento delle quantità bruciate al massimo carico del forno con rifiuti non solo della nostra provincia) e le proposte di investimenti sulla rete di teleriscaldamento venivano poste al centro del dibattito dalla rete di cittadini che è nella sostanza il Coordinamento lecchese Rifiuti zero.
Oggi circa 1000 cittadini e 15 associazioni hanno aderito al coordinamento, settemila firme sono state raccolte nel lecchese, soprattutto nei comuni posti attorno all'impianto di Silea ed abbiamo deciso di organizzare questo presidio il giorno dell'assemblea dei soci, voi Sindaci che ci rappresentate, per chiedere ancora con più forza :
Una nuova strategia di gestione dei rifiuti orientata al riciclo, all'economia circolare come l'Europa ci chiederà nei prossimi 10 anni e che riporti la provincia di Lecco nelle prime posizioni a livello nazionale (laddove era nei primi anni del 2000), posizioni ormai lontane e dimenticate. Oggi la provincia di Lecco si attesta dagli ultimi dati ISPRA attorno al quarantesimo posto.

L'introduzione della tariffa puntuale su tutto il territorio provinciale. Questo sistema di raccolta ormai non più sperimentale in diverse provincie italiane, da dati consolidati in molte realtà del nostro paese porta ad incrementi notevoli della differenziazione e risparmi per i cittadini virtuosi che operano correttamente nella selezione dei rifiuti.

Un progetto alternativo all'inceneritore (fabbrica dei materiali - selezione a freddo) che preveda la conversione dell'impianto alla fine dell'attuale ammortamento (2023) con costi ben inferiori a quelli del progetto di teleriscaldamento (70 milioni preventivati tra nuovo turbogruppo, ammodernamento dei forni e rete di distribuzione, quest'ultima a carico di un operatore non ancora individuato) . Il rientro finanziario dall'investimento che comporterà il teleriscaldamento è tutto da dimostrare. In 6 anni è possibile invece puntare alla riconversione dell'impianto allineandosi alle direttive Europee deliberate a dicembre 2015 con probabili conseguenze positive in Silea (incremento degli occupati) .

Un'analisi epidemiologica che verifichi l'impatto dell'inceneritore in questi 36 anni di funzionamento dei quali i primi 28 anni solo con un elettrofiltro e quindi con elevati livelli di emissione. In particolare chiediamo un'analisi fatta con il metodo "caso controllo sui casi acuti" volta ad esaminare in tempi brevi eventuali criticità sanitarie presenti sui residenti nell'area di ricaduta delle emissioni. E' un atto dovuto alle popolazioni che risiedono attorno al forno. Non un euro né dei bilanci di Silea né delle compensazioni ricevute dal comune di Valmadrera è stato destinato in questi anni a tal fine. Sappiamo che Silea finanzierà un'analisi epidemiologica complessiva della durata di diversi anni. Nel frattempo però, prima che altri investimenti vengano proposti, chiediamo di sapere con questa analisi rapida esattamente quale sia la situazione. Non possiamo non ricordare risultati di analisi fatte sia a breve che a lungo termine in altri siti di incenerimento (Vercelli, Filago, Coriano ecc.) con risultati molto preoccupanti e incrementi significativi di percentuali dei tumori e di altre malattie cardiovascolari e polmonari . Ci chiediamo perché non venga allora utilizzato da voi Sindaci, il cui primo dovere è la salvaguardia della salute dei cittadini, il principio di precauzione prima di legare questo territorio per altri decenni a tale sistema di smaltimento. Una volta finanziati i lavori, se le analisi dessero incidenze significative sulla salute, risulterebbe difficile fermare il forno senza perdite ingenti di capitali e ci chiediamo con che coraggio potreste rivolgervi ai cittadini del territorio.

Inoltre chiediamo di non puntare al nuovo contesto creato dal decreto sblocca Italia che porterebbe a Valmadrera grosse quantità di rifiuti da fuori provincia e regione, come invece è indicato dall'Amministratore unico di Silea nel progetto di bilancio che vi accingete a votare. In questo modo chi è stato virtuoso in passato verrà ulteriormente penalizzato (dal punto di vista ambientale e della salute) mentre chi non ha fatto gli inceneritori ne trarrà beneficio. Ricordiamo che la produzione di rifiuti indifferenziati della provincia è di 49.000 tonn anno. Il resto, per arrivare alle circa 100.000 tonn incenerite anno proviene da ritorni discutibili della raccolta differenziata e dagli ingombranti (in buona parte riciclabili), da altri rifiuti indifferenziati lombardi e non, dai rifiuti ospedalieri provenienti da tutto il nord Italia. Il mantenimento dei forni collegati al teleriscaldamento al massimo carico e quanto ci chiede l'Europa (aumento della differenziazione e riciclo) costringerebbe a far arrivare i rifiuti da fuori regione con ulteriore conseguenza dell' aumento del traffico necessario. Già oggi per il funzionamento del forno stimiamo più di 20.000 passaggi di autocarri/anno.
Abbiamo letto con favore il documento di indirizzo proposto nella vostra assemblea di coordinamento il 19 maggio e che alcuni Sindaci cortesemente ci hanno fatto avere. Chiediamo che quanto contenuto nel documento ed in linea con questa nostro comunicato diventi dai prossimi mesi il campo di azione per il rilancio di una strategia moderna della gestione rifiuti nella nostra provincia.
Come auspicavamo alla fine della nostra lettera citata all'inizio, siate promotori di questa trasformazione a partire dalla non attuazione del progetto di teleriscaldamento alimentato a rifiuti.
Grazie

Il Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero
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