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Scritto Venerdì 03 giugno 2016 alle 18:00

Poste: sciopero per le condizioni di lavoro, portalettere in calo, il servizio è ''a rischio''

Antonio Pacifico
Dall’inizio della “sperimentazione” relativa al recapito della posta a giorni alterni, attuata a Lecco e Merate da lunedì 30 maggio, in Provincia di Lecco sono andati “persi” (riassorbiti in altre mansioni o avviati a prepensionamento) circa 20 portalettere e altri 50 faranno con ogni probabilità la stessa fine entro la fine del mese, a seguito dell’avvio della nuova regolamentazione del lavoro anche a Calolziocorte e Barzanò, dal 13 di giugno.
Lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e straordinarie dei dipendenti del settore postale, già attuato dal 26 aprile al 25 maggio, proseguirà dal 10 giugno all’8 luglio. Questo significa che i postini si rifiuteranno di svolgere alcuni compiti “extra” rispetto all’attività ordinaria, come quello di sostituire i colleghi assenti.
La situazione territoriale, come denuncia il segretario SLP – Cils Antonio Pacifico, presenta una serie di criticità. “Proseguiamo lo sciopero perché lo scenario attuale mette seriamente a rischio la qualità e l’efficienza del servizio nei confronti di cittadini e imprese, nonostante i grandi proclami della direzione aziendale” ha spiegato. “In una settimana come questa, ad esempio, raccomandate e missive non sono arrivate perché con il 2 giugno e il weekend di mezzo la posta è rimasta bloccata nei centri si smistamento. Quello di Merate, in particolare, serve un territorio molto vasto che va da Airuno a Lomagna, da La Valletta Brianza a Verderio. Prima della riorganizzazione che prevede la consegna della posta a giorni alterni, in Provincia c’erano 180 portalettere, ora sono in calo”.
Altro problema è quello dello “spostamento” dell’orario di lavoro dei portalettere, iniziando più tardi la mattina. “Questo potrebbe comportare l’arrivo dei postini nelle aziende e nei negozi negli orari centrali della giornata, per molti di chiusura, con le conseguenze che si possono immaginare” ha spiegato Pacifico, che lo scorso 23 maggio con una delegazione di 50 lavoratori lecchesi ha raggiunto Milano per protestare contro questa situazione. “Dal 13 giugno partirà anche Barzanò, un contesto dove i portalettere sono ancora legati agli uffici postali, che in quel caso sono 14. Un bel problema per i lavoratori cosiddetti “plus”, incaricati di recapitare pacchi e raccomandate prioritari , che devono cioè arrivare a destinazione in in un giorno”. Allo stesso modo la presenza a Calolziocorte di un centro maggiore unitamente ad un ufficio decentrato creerà problemi che si ripercuoteranno su chi lavora e, soprattutto, su chi deve ricevere la posta.

Questo il comunicato a firma del sindacato:

Partenza disastrosa per i Centri di Recapito di Lecco e Merate: regna il caos con difficoltà per i lavoratori che si ripercuotono sulla consegna della corrispondenza che si accumula nei centri, e che già domani vedrà i portalettere chiamati a rendere prestazioni straordinarie per cercare di recuperare, ma la qualità è già un lontano ricordo.
I portalettere si sono visti stravolgere la vita, e non solo lavorativamente, infatti sono stati cambiati anche gli orari di lavoro che impattano pesantemente sulla vita privata dei lavoratori: a Lecco per esempio si inizia alle 8.30 (prima alle 7.00), mentre Mandello e Introbio alle 9.00 (prima alle 8.00), nonostante l’orario di arrivo della corrispondenza dai Centri meccanizzati di smistamento non abbia subito cambiamenti.
Sicuramente questi nuovi orari non porteranno nulla di buono nella percezione di un servizio di qualità alla cittadinanza, ma soprattutto alle aziende alle attività e alle attività commerciali i cui orari di chiusura coincideranno sempre con il passaggio del PTL e quindi con l’impossibilità di ritirare le missive a firma.
Mezzi strumenti e infrastrutture sono ormai inadeguati rispetto alla nuova organizzazione e fatiscenti dal punto di vista della salute e sicurezza, mentre l’Azienda fa finta di non vedere le segnalazioni effettuate dai Rappresentanti della Sicurezza.
Sono stati recuperati alcuni mezzi da centri di recapito di altre province dove, in virtù della nuova organizzazione, erano ormai in sovrannumero, ma risultano inutilizzabili in quanto necessitano di riparazioni importanti, così i PTL sono chiamati ad effettuare i propri giri di recapito a staffetta oppure in due per auto.
L’Azienda aveva promesso che gran parte della corrispondenza sarebbe arrivata suddivisa in base ai percorsi di ciascun portalettere, ma i palesi errori commessi nella preparazione dei singoli itinerari ha reso impossibile finalizzare il prodotto, quindi i portalettere sono costretti a lavorare nuovamente e manualmente il prodotto perdendo tempo ed aumentando la percentuale di fallibilità.
Nonostante questo l’Azienda ha comunicato che procederà già a partire dal 13 giugno p.v. ad implementare la nuova organizzazione anche nei centri di Calolziocorte e Barzanò, ove già oggi esistono problemi gravi quale la mancanza dei siti produttivi in cui raccogliere tutti i portalettere e provare a rendere attuabile il recapito a giorni alterni.
La fase di rottura delle relazioni industriali, che vuole ridare dignità a chi lavora fra mille difficoltà, ha impedito la possibilità di affrontare queste tematiche in modo costruttivo con un’Azienda sempre più legata alle manovre dell’alta finanza e sempre più lontana dalla sua missione originaria anche di coesione sociale, ecco perché mentre anche nel resto d’Italia si stanno organizzando proteste sull’esempio della nostra Regione, in Lombardia è stato proclamato nuovamente lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e straordinarie dal 10 giugno all’8 luglio 2016.

Antonio Pacifico
Segreteria SLP-CISL
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