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Scritto Lunedì 06 giugno 2016 alle 13:14

Elezioni: il simbolo esclusivo di partito perde. Sconfitta la Lega vincono le civiche. Altri due comuni con la sola maggioranza. Brutto segno

Civica o di schieramento. La lista con un solo simbolo non paga. Lo provano i dati di Barzanò e Viganò dove la Lega Nord ha voluto scendere in campo col proprio esclusivo simbolo. Eppure a sostenere i candidati, entrambi donne, erano arrivati i big del movimento, da Roberto Maroni a Matteo Salvini, e poi Grimoldi, Antonio Rossi.... Ma niente da fare. Le civiche di Aldeghi e Bertarini hanno vinto alla grande.
A penalizzare la formazione di Claudia Ferrario a Barzanò può essere stata la scarsa esperienza amministrativa, dal momento che - ad eccezione dello storico consigliere di minoranza Mario Tosetti - tutti gli altri erano assoluti neofiti della politica. E' riuscito invece a ''bissare'' il successo del 2011 il sindaco uscente Giancarlo Aldeghi, pure lui al voto con una squadra fortemente rivoluzionata rispetto a quella di cinque anni fa.

Quello che è mancato a Barzanò tuttavia, è stata una lista di ''moderati'' del centrodestra. Gli elettori si sono trovati a scegliere fra una civica più vicina al centrosinistra, quella appunto di Aldeghi, e una targata Lega Nord ed evidentemente questo li ha spiazzati. Si è sentita, a nostro parere, l'assenza di una formazione come quella di Vivere Barzanò (il gruppo di minoranza rappresentato in consiglio comunale da Franca Colombo e Roberto Conti) che non è riuscita a trovare un candidato sindaco e ha preferito ''passare la mano'' per questa tornata.

Da segnalare - per quanto riguarda invece la vicina Viganò - che Fabio Bertarini, il sindaco eletto, è stato per anni uno storico militante della Lega Nord. Il suo vice sarà con tutta probabilità Stefano Cazzaniga, già assessore e in quota PD. Resta quindi da capire se questa alleanza bipartisan ''terrà'', anche se Bertarini ha rinunciato a restare nella Lega pur di proseguire l'esperienza amministrativa con la maggioranza uscente. Della squadra che ha conquistato la fiducia dei viganesi fa parte anche Renato Ghezzi, il quale, molto probabilmente, continuerà ad occuparsi di servizi alla persona. Proprio il sindaco uscente è quello che ha raccolto la maggioranza delle preferenze, ben 88: ulteriore dimostrazione che nel decennio in cui ha guidato il piccolo comune viganese ha convinto.
Buon risultato per la lista "Per Viganò", una civica presentatasi a sorpresa un mese fa soltanto, che è riuscita a guadagnare il 24% dei consenti e un posto in consiglio comunale, riservato a Daniele Valtolina, candidato sindaco e già assessore anni fa con Valentino Pelucchi. Chissà come sarebbe andata a finire se non si fosse presentata alle urne: il testa a testa fra Maria Vittoria Sala e Fabio Bertarini avrebbe forse potuto conoscere un epilogo diverso.

A Sirtori e Nibionno - entrambi con un'unica lista in campo - il quorum è stato raggiunto per un soffio. Ai casi di Cremella e Bulciago del 2014, si aggiungono dunque quelli di altri due comuni del circondario casatese, che da oggi vedono la presenza della sola maggioranza in assise. Un brutto segnale per la democrazia e la partecipazione dei cittadini alla ''res pubblica''.

Veniamo infine a Cesana Brianza, unico comune del circondario oggionese al voto. Eugenio Galli, sindaco uscente, ha battuto l'ex primo cittadino Pier Giuseppe Castelnuovo che nel 2011 gli aveva passato il testimone divenendo vicesindaco, salvo poi dimettersi l'anno successivo e ripresentarsi a questa tornata (per la terza volta) nel ruolo di candidato sindaco. I cesanesi, nonostante l'iniziale testa a testa, hanno dato fiducia a Galli, promuovendo il lavoro svolto dalla sua squadra in questo quinquennio.

Gloria Crippa
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