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Scritto Domenica 12 giugno 2016 alle 16:23

30 anni fa/7: ''La Colombina chiede un centro sociale. Al via i lavori per le piscine, a Besana timori per le sorti del 'Viarana'

Gli abitanti del rione ''La Colombina'' vogliono un centro sociale. E' la richiesta che tra fine maggio e inizio giugno 1986 viene portata all'attenzione di sindaco di Casatenovo e della sua giunta. Un desiderio alimentato da un impellente bisogno di socialità sentito dai residenti, dal momento che il popoloso quartiere si trova sprovvisto di infrastrutture e servizi di qualsiasi tipo. Un comitato ad hoc si costituisce per portare all'attenzione degli amministratori questa richiesta, affinchè il nuovo rione non corra il rischio di trasformarsi in una sorta di ''parcheggio per famiglie''. L'ipotesi al vaglio dei residenti è quella di creare un'associazione che gestisca poi il centro sociale, la cui costruzione sarebbe finanziata oltre che dal Comune, dai cittadini stessi che intendono così colmare una carenza sia urbanistica che sociale, provvedendo all'edificazione di un centro che possa essere concepito come luogo di aggregazione per le tante famiglie della zona.

Un'immagine odierna del centro sociale ''La Colombina'' a Casatenovo

A Monticello invece, il Comune diviene affidatario di due bambini di origine cilena, ospiti insieme alla madre della comunità ''Grande Casa'' di Cortenuova. Con il provvedimento di espulsione della donna dall'Italia - emesso dal tribunale di Lecco - i due piccoli vengono affidati dal tribunale dei minori all'amministrazione monticellese. Nonostante i primi scetticismi, una vera e propria catena di solidarietà si crea intorno ai bambini, rispettivamente di tre a quattro mesi. La ''Grande Casa'' intanto, si conferma un centro un centro di accoglienza dalle grandi potenzialità, capace di accogliere ospiti di ogni razza e religione. Proprio in questo periodo si studia un intervento di ristrutturazione dell'antico monastero - situato nel centro storico di Cortenuova - che ospita la comunità, in maniera tale da poter potenziare il numero di posti a disposizione degli utenti: una dozzina ad oggi. Una grande festa riunisce molti cittadini e sostenitori di questa bella realtà sociale, esempio di integrazione.

Un'immagine della festa svoltasi alla Grande Casa nel 1986

Nel frattempo si apre il cantiere per la realizzazione - a Barzanò - del centro natatorio fortemente voluto - oltre che dal comune ospitante - anche dai sindaci di Casatenovo, Cremella, Missaglia, Monticello e Sirtori. Si tratta del primo lotto di lavori, che prevede la costruzione di una piscina coperta; essa sarà composta da due vasche, una palestrina di 40 mq e una gradinata con oltre duecento posti a sedere. Si prevede un anno di cantiere, con l'apertura del centro nell'estate 1987.

L'impianto natatorio di Barzanò come appare oggi

Iniziati i lavori per il primo lotto, i sindaci del Consorzio presieduto da Giuseppe Aldeghi, primo cittadino di Barzanò, si apprestano a chiedere al Credito sportivo finanziamenti per il secondo step di opere, ovvero la parte estiva dell'impianto. Intanto si ragiona sulla viabilità, cercando di trovare una via di collegamento da Monticello e Casatenovo che possa fungere da alternativa a Via Colombo, strada che si snoda dal centro di Barzanò sino alla frazione Villanova dove sorgerà la struttura.
Sul medesimo fronte - quello sportivo - a Monticello il sogno è quello di una nuova palestra. Il consigliere delegato allo sport Guerino Colombo in particolare, lavora alla costituzione di una Polisportiva, che unisca le associazioni che operano in paese.

L'ingresso all'ospedale Viarana di Besana

A Besana infine, si assiste alla lenta agonia dell'ospedale Viarana, nonostante la petizione siglata da ottomila persone per ''salvare'' il presidio sanitario ubicato in centro città. Bocciata la mozione del consigliere Rodolfo Massey che proponeva di far confluire il nosocomio nell'Usl di Merate, staccandolo dunque da quella di Carate. Intanto la pediatria viene trasferita nell'ospedale del comune limitrofo, con un anticipo sui tempi previsti. Un brutto segno che non fa che alimentare le preoccupazioni.
G.C.
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