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Scritto Martedì 05 luglio 2016 alle 09:54

Dopo l’archiviazione del ''Gip'', Lovisari: '''Giustizia è fatta ma  l’amaro resta. Sono orgoglioso di quanto realizzato per l’AO''

Un calvario durato lunghi mesi, sofferenze personali e famigliari, la sospensione dal servizio con l'interruzione dei programmi di sostegno e sviluppo all'attività dei presidi ospedalieri dell'ex azienda della provincia di Lecco. Avvocati e tribunali, "sentenze" politiche emesse senza un minimo di riscontro e, peraltro in contrasto con comportamenti diversi per cui un indagato viene sospeso dal servizio e un rinviato a giudizio riconfermato. E ora, a più di due anni di distanza dai terribili momenti vissuti, Mauro Lovisari è completamente riabilitato dalla giustizia, semmai abbia un senso parlare di giustizia che riabilita un ... innocente. Il Gip ha archiviato definitivamente il fascicolo a carico dell'ex direttore generale per l'insussistenza del reato.

 

L'ex direttore generale Mauro Lovisari
Dottor Lovisari, una dichiarazione a caldo, dopo la definitiva archiviazione.


Stranamente mi sono venuti in mente coloro che volevano vedere scorrere il sangue appena al corrente dell'avviso di garanzia ed i politici che si sono addirittura stupiti, dopo mesi di sospensione (ingiusta) dello stipendio, che mi venisse erogato il premio contrattuale relativo all'anno precedente; una vera follia giacobiniana. Mi verrebbe da dire: piano a giudicare colpevoli i semplici indagati....

Il Gip di Lecco, in tempi brevi rispetto ad altri Tribunali, ha archiviato il procedimento aperto contro di Lei decretando "l'insussistenza del reato". Quale il suo commento?

Le sentenze, a mio avviso, non si commentano; ne prendo atto con grande soddisfazione poiché il decreto cancella il sospetto odioso di un reato meschino mai compiuto a Lecco dal Direttore di un'Azienda Ospedaliera che si era distinta nel triennio per ben altri fatti e per coraggiose realizzazioni piccole e grandi.

Comunque giustizia è fatta, ne sarà felice.

Indubbiamente sì, ma mi resta l'amaro in bocca sia per il lungo tempo trascorso nell'accertamento dei fatti dall'avviso di garanzia (8 maggio 2014), sia perché questa mia estraneità era evidente sin da allora e poteva essere presa in considerazione sin dalla conclusione dell'indagine interna operata da Regione Lombardia (16 luglio 2014). Probabilmente sarebbe stato sufficiente analizzare subito la prova regina della regolarità della gara: l'attribuzione dei punteggi tecnici, documento che comunque era stato consegnato anche a Regione Lombardia sin dal 18 maggio 2014.

Ma allora c'è stato più di uno sbaglio, si poteva fare meglio.

Non sta a me giudicare l'operato di altri, ma due cose mi hanno veramente stupito, perché incomprensibili e sbagliate, a mio avviso: l'omologazione dell'errore della Procura di Milano da parte del Tribunale del Riesame, peraltro sottolineato con forza in Cassazione e la sospensione dal servizio da parte di Regione Lombardia che, preso atto della sentenza di Cassazione, che escludeva i gravi indizi ipotizzati, mi ha dovuto riammettere in servizio.

A quel punto sarebbe stato meglio a Lecco, nel posto che aveva brillantemente occupato nei quaranta mesi precedenti.

Sarebbe stato certamente più corretto, visto che ad altri colleghi è stato concesso questo privilegio. Io ho amato molto quell'Azienda e quella Squadra, e i risultati si sono visti, eccome. Il suo giornale ha seguito passo passo le realizzazioni, i progetti, gli sviluppi, la vita dell'Azienda Ospedaliera, ora Asst di Lecco. Sono molto fiero dei risultati ottenuti e dei lavori messi in cantiere, alcuni dei quali stanno ora per essere portati a termine.

Forse queste progettualità troveranno compimento con la riforma in atto nella sanità lombarda?

Mi permetto di esprimere i dubbi che ho espresso in tempi non sospetti, sin dal dibattito suscitato dall'uscita della prima bozza del progetto di riforma, nell'estate del 2013. Il Presidente ha avuto grande intuito nell'affrontare il cambiamento. L'invecchiamento della popolazione e le risorse limitate spingevano verso la riprogettazione e l'integrazione, ma credo che si sia dialogato poco con i principali attori (Medici di Famiglia, Medici Ambulatoriali, Medici Ospedalieri) e non si siano fatte sufficienti simulazioni economiche delle nuove dinamiche ipotizzate.

 

Lei crede allora che questa riforma sarà difficile da applicare?

Anche recentemente io ho parlato di una riforma giusta, coraggiosa e complessa. Nonostante il mio ruolo sia cambiato per limiti di età, la mia esperienza è rimasta a disposizione di coloro che vogliono una corretta applicazione della riforma del Welfare, e non mi sottrarrò al dibattito che certamente avrà luogo ad inizio settembre. Quello che è certo è che questa riforma non potrà essere fatta a "isorisorse", che richiederà tempi lunghi ed accordi forti fra le parti. Per ora abbiamo programmi software che non si parlano, risorse su base storica, mancati confronti con gli attori che citavo prima, con una difficoltà imprevista regalataci dall'Europa dei tecnocrati, l'imposizione sugli orari dei Professionisti, che rende ancora più problematico il loro utilizzo fuori dagli ospedali, nel territorio.

Sembra che Lei abbia deciso di non fare il pensionato o il nonno.

Guardi, io sono molto arrabbiato con chi pensa di rottamare a prescindere dai neuroni che uno ha ancora in funzione. Credo che l'esperienza delle persone non vada gettata alle ortiche, anzi, essa può essere propedeutica per un sano ricambio generazionale. Una macchina vecchia si butta quando non funziona più; io sono innamorato delle macchine d'epoca, quelle che fanno ancora le mille miglia partendo da Brescia. Per quanto riguarda il nonno, ho visto che i nipoti sopravvivono anche solo con le nonne.

Come vede il futuro dell'Asst di Lecco?

Spero di poterlo seguire molto da vicino, così come seguirò da vicino quello della Brianza per conto del Movimento di cui faccio parte. Credo che i nuovi Direttori debbano trovare un buon equilibrio fra le risorse disponibili, in modo da non depauperare gli ospedali a favore del territorio. Non deve essere questo lo spirito della riforma: le capacità e le professionalità nei Presidi Ospedalieri vanno premiate e supportate, il collegamento Ospedale Territorio nel lecchese è realtà da anni e vanno incoraggiate le collaborazioni fra professionisti, discutendo con essi ed elaborando strategie concordate. Alcuni solchi sono già stati aperti dai tre DG precedenti, ora occorre consolidare il rapporto con l'Università, mantenere alta la capacità di risposta del Mandic in ambito Chirurgico, introdurvi la Pneumologia e Riabilitazione; necessita realizzare progetti su Villa Eremo e Villa Mira e dare risposte alla Psichiatria territoriale. Non si conoscono ancora i dettagli della riorganizzazione in atto, ma sono certo che la realtà lecchese rimarrà nelle posizioni alte della classifica, così come io l'ho lasciata il 20 maggio del 2014, mio malgrado. Faccio i migliori auguri a tutti Voi ed al nuovo DG Dr. Manfredi, nell'interesse dei veri azionisti delle nuove Aziende, i cittadini.

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Claudio Brambilla
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