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Scritto Mercoledì 27 luglio 2016 alle 15:28

30 anni fa/9: guasto alla rete idrica, Casatenovo senza..acqua. A Barzanò il preside va in pensione e Monticello lavora al Prg

''Black out'' idrico a Casatenovo. Nel luglio 1986 si registra un guasto alla rete che rifornisce di acqua l'intero territorio comunale, costringendo i cittadini a farne a meno - di quella del rubinetto s'intende - per più di due giorni. Un disagio che crea non poco malumore in paese, con decine e decine di telefonate pervenute in municipio e i vigili urbani che, ''armati'' di megafono e di tanta buona volontà, fanno il giro del paese per comunicare l'improvviso disservizio.

Il sindaco di Casatenovo, Giovanni Maldini

A causare il guasto è un piccolo intoppo all'impianto di potabilizzazione dell'acqua potabile del consorzio di Valmadrera, che fa però rimanere all'asciutto l'intera popolazione casatese. Una situazione non di certo rosea, ma che il sindaco Giovanni Maldini definisce in via di miglioramento, visto che è atteso entro la fine di agosto, il raddoppio dell'impianto. Intanto il Comune cerca di ripristinare i pozzi di sua proprietà ubicati al confine con il territorio di Usmate, invitando i cittadini ad evitare inutili sprechi che non potrebbero far altro che peggiorare la situazione.
Problemi sul fronte idrico anche per il limitrofo Comune di Barzanò. In questo caso però, il disagio non è legato all'approvvigionamento di acqua, bensì alla sua qualità. Il pozzo di Oriano, dalla quale vengono pescate le scorte idriche non sembra infatti particolarmente efficiente, visto il cloro immesso nell'acqua nonostante il processo di potabilizzazione. Per questa ragione il Comune barzanese e quello di Cassago, interessato dal medesimo problema, decidono di predisporre un intervento di sistemazione igienica da 200milioni di lire. Previsto altresì il potenziamento della rete in alcuni punti del terrritorio comunale: da Via Cassinetta passando per Via da Vinci, Via dei Mille, Via Matteotti, Via Marconi e Via Grandi.

La chiesina di Torricella a Barzanò e a destra, il ''besanino''

In paese intanto, si registra un pensionamento ''illustre''. Quello del professor Salvatore Catalano, da ventisei anni preside della scuola media Enrico Fermi, fin da quando essa era ospitata all'interno del palazzo municipale. In frazione Torricella invece, i cittadini si ''auto-tassano'' per restaurare la chiesina dedicata alla Madonna Assunta, risalente al 1600.
A Monticello invece, si lavora alla stesura del PRG, il piano regolatore generale del Comune. Il tecnico al quale è stato assegnato l'incarico, dovrà occuparsi altresì di predisporre uno studio viabilistico e uno geo-morfologico del territorio. Per quel che concerne quest'ultimo, l'obiettivo è quello di svolgere un'accurata indagine sulla collina, per saggiarne composizione e portata, a seguito delle crepe comparse su alcuni degli edifici di proprietà comunale e parrocchiale.

Il professor Salvatore Catalano, storico preside della scuola media di Barzanò

Per quanto riguarda invece il trasporto pubblico, al centro della discussione nell'estate 1986 c'è ancora una volta il ''besanino'', il convoglio che transita sulla linea ferroviaria Lecco-Monza via Molteno. Dopo aver allontanato lo spauracchio della soppressione della tratta, i trenta comuni che ad essa fanno riferimento chiedono a gran voce di potenziarne le capacità. A questo proposito è pronto un ordine del giorno da sottoporre nei consigli comunali: tra le richieste inserite nel documento, anche quella di prolungare la linea fino a Sesto San Giovanni, per assicurare un collegamento con la città di Milano e la sua metropolitana.

La collina di Monticello. Si notano a sinistra la biblioteca e accanto la parrocchia di S.Agata

Chiudiamo con Missaglia, dove è emergenza...atrazina, il pericoloso diserbante che ha già provocato gravi inquinamenti idrici nella bergamasca, interessando anche alcuni pozzi del casatese. Nonostante l'iniziale preoccupazione però, l'allarme pare rientrare nel giro di pochi giorni. Sul piede di guerra invece, alcune famiglie di Maresso che hanno acquistato casa tramite una cooperativa che attraversa però una grave crisi finanziaria. I timori di perdere quanto faticosamente guadagnato si fanno sempre più insistenti per una quarantina di persone e le rispettive famiglie.
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G.C.
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