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Scritto Giovedì 08 aprile 2010 alle 15:24

Faida tra cosche calabresi: udienza del processo per il duplice tentato omicidio di Oggiono del 93



Rinviato al 26 aprile il processo " Bubbo ", che vede coinvolti per l'appunto i due fratelli Bubbo (difesi dagli avvocati Francesco Laratta e Pietro Pittari), Carlo Mazzei (Zaira Cicoria) e Federico Pettinato (Stefano Pelizzari) per il duplice tentato omicidio premeditato accaduto a Oggiono ai danni di Alfredo Covelli e Alberto Carpino.
Ifatti risalgono al 27 novembre 1993. Secondo la ricostruzione dell'allora PM Luca Masini, i cui atti sono stati "ereditati" da Rosa Valotta, quel giorno uno degli imputati convinse Covelli e Carpino a seguirlo in una località  boschiva tra Oggiono e Dolzago. Qui scattò la trappola ma i due riuscirono a sfuggire al presunto agguato e a rifugiarsi in una villetta vicina di proprietà  di Raffaele Straniero. L'ex sindaco di Oggiono in una precedente udienza aveva confermato la circostanza spiegando che i due dapprima avevano chiesto aiuto a causa dell'auto in panne poi avevano finito per confessare di essere sfuggiti a un agguato.

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Il procedimento era stato aperto a seguito dell'assunzione di prove durante il processo "Oversize" che ha visto condannati in primo grado al termine del processo tenutosi nell'aula bunker del tribunale di Milano alcuni appartenenti alla ndrangheta lecchese. Il tentato omicidio viene incasellato dall'accusa all'interno proprio di una faida tra cosche calabresi che operano nel lecchese. La scorsa udienza era stato sentito Alfredo Covelli che aveva mostrato un elevato grado di timore nel raccontare il fatto di cui era rimasto vittima. Oggi avrebbe dovuto sfilare in aula l'altra vittima, Alberto Carpino. Ma il Pubblico Ministero Rosa Valotta ha informato il Collegio giudicante composto dal Presidente di Sezione Ambrogio Ceron e dai Giudici a latere Federica Trovò e Massimiliano Noccelli del decesso dell'uomo.
Ha reso testimonianza invece il colonnello dell'Arma dei Carabinieri Roberto Caporusso ora in servizio a Padova, all'epoca del fatto Capitano presso la sezione di polizia giudiziaria. Purtroppo l'ufficiale non ha potuto fornire indizi utili al fine di chiarire la complessa vicenda che si sta protraendo da ormai 17 anni. Ha solamente spiegato di aver collaborato con la Procura della Repubblica di Catanzaro, sporgendo al riguardo una denuncia oltre ad aver fornito i nomi dei sottufficiali che collaborarono all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Alfredo Covelli, parte lesa in questo procedimento, e che a suo tempo era stato indagato, e poi assolto, per l'omicidio di Santo Bubbo, fratello dei Bubbo coinvolti nell'odierno procedimento. È probabile che vengano citati alla prossima udienza come testimoni le persone indicate dal Colonnello.
S.B.
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