Cesana B.za: riposa al Santuario della Madonna del Carmelo il Cav. Giuseppe Redaelli. Curò la 2° edizione de ''I Promessi Sposi''

C'è una presenza illustre sepolta a Cesana Brianza. E' il Cavaliere Giuseppe Redaelli, figura che ha lasciato una traccia indelebile nella comunità, oltre ad avere avuto, per via della sua professione, contatti con letterati dell'epoca. Una lapide funebre sulla parete sud del Santuario della Madonna del Carmelo - subito a destra entrando nel luogo di culto - ricorda che lì sono custodite, in maniera perpetua, le sue spoglie mortali.

L’esterno del Santuario della Madonna del Carmelo a Cesana Brianza

Dell'uomo si conoscono poche informazioni, ad eccezione delle vicende che lo hanno indissolubilmente legato a Cesana. Abbiamo raccolto qualche notizia grazie ai volumi redatti da don Tarcisio Valsecchi (1928-1994), "Documenti di Cesana" e "San Fermo alla montagna. Le memorie di Cesana Brianza".
Il Cavaliere nacque a Giussano, ma intorno al 1855, forse per sfuggire agli austriaci che lo ricercavano a Milano - fu tra i primi firmatari di una richiesta per ottenere maggiore libertà di stampa durante l'occupazione - prese casa a Cesana, dove vi rimase fino alla morte, a 75 anni.

La lapide funebre

Di professione tipografo con una bottega alle spalle del Duomo di Milano, sembrerebbe che a lui Alessandro Manzoni affidò la seconda edizione de "I promessi sposi", la pubblicazione dell'ode "Marzo 1821" nell'opuscolo titolato "Pochi versi inediti" e la seconda edizione delle "Osservazioni sulla morale cattolica".
Al suo nome sarebbero inoltre legati il libretto "Le poesie liriche di Alessandro Manzoni recate in versi latini da Francesco Pavesi col testo a fronte, Milano, coi tipi di Giuseppe Redaelli, 1858" e la seconda edizione dell'opera classica, in due volumi comprensivi di illustrazioni, di Ignazio Cantù "Vicende della Brianza".

Una rara incisione di Giuseppe Redaelli raffigurante la peste nel 1630 conservata in Municipio

La sua morte risale al 16 novembre 1879: nel testamento venne nominato erede universale dei beni il nipote Giuseppe Redaelli ed esecutore testamentario il dottor Giosuè Oriani. Il Cavaliere lasciò inoltre al Comune di Cesana una cedola del debito pubblico con una rendita annua di mille lire, oltre a un pezzetto di terra in località Lazzaretto, sul quale costruire un asilo infantile, a patto che le sue spoglie mortali fossero state conservate presso l'oratorio di San Giuseppe - ora denominato Santuario della Madonna del Carmelo - di proprietà di Umberto Conti, Luigi Conti e dell'ingegnere Natale Castelnuovo.
La chiesa sussidiaria, collocata poco distante dalla parrocchia dei Santi Fermo e Rustico con una pregevole vista sul lago di Pusiano, risale al 1704, anche se i lavori di costruzione durarono dodici anni, con l'inaugurazione nella domenica di Pentecoste del 1716.
La richiesta del Cavaliere fu accordata dai proprietari dell'Oratorio il 1 marzo 1880 e nella petizione indirizzata al governo italiano dall'allora sindaco Enrico Tajetti si legge: "L'istituzione di un asilo in questo Comune sarebbe di assoluta necessità, essendo un fatto deplorevole che un numero ognora crescente di fanciulli va a zonzo per le vie del paese mancando di custodia e sorveglianza per parte di parenti che durante la giornata si trovano occupati nei lavori camperesti e serici".

L’interno del Santuario

Il Prefetto di Como autorizzò lo spostamento delle spoglie mortali, deposte provvisoriamente nel cimitero comunale, presso l'Oratorio di San Giuseppe purché fosse "predisposta la cella mortuaria per l'immediata ritumulazione del cadavere, da costruirsi con buona muratura e in modo da restare definitivamente chiusa".
La nascita dell'asilo risale al dicembre 1880 e, come riportato sullo statuto, "ha per iscopo di ricevere gratuitamente per avervi la prima educazione i figli d'ambo i sessi e di sana costituzione delle famiglie povere del Comune. Essa riceverà pure i figli delle famiglie possidenti ed industriali, mediante pagamento, il quale sarà regolato secondo lo stato delle medesime". Quanto alle modalità di sostentamento dell'Ente Morale si esplicita: "Essa si mantiene e provvede ai bisogni per cui fu istituita coi redditi provenienti sa Certificato del Debito Pubblico della rendita di lire mille e del pezzo di terra denominato Lazzaretto, del valore circa di lire 754.20".
Il Cavaliere aggiunse una nota curiosa al suo testamento: "Se per la sorveglianza all'Asilo Infantile da istituirsi come al capitolo 9 del mio testamento fosse necessaria l'assistenza di un religioso, questi dovrà essere eletto dal mio Esecutore Testamentario o dal mio Erede Generale, o da suoi successori di famiglia, fra Preti non Papisti, cioè, voglio dire, di principio non Retrogradi, senza pregiudizi, che abbiano ad immassimare nelle menti dei fanciulli la Carità, l'Amore del prossimo, l'essere giusti, industriali e aver rispetto delle Leggi dello Stato".

L’attuale sede della scuola d’infanzia

Questa l'interpretazione che ha fatto don Tarcisio del codicillo: "Dovremmo allora pensare che qualche prete milanese abbia malamente impressionato con atteggiamenti intolleranti, allontanato dalla Chiesa e amareggiato un uomo come Giuseppe Redaelli, che noi oggi non esistiamo a definire "un'anima naturalmente cristiana".
L'istituzione, che ha visto la presenza delle Suore Rosminiane dal 1933 fino poco dopo gli anni Duemila e le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret dal 2009 al 2013, è viva ancora oggi, come scuola d'infanzia paritaria, presso la sede attuale costruita dal Comune nei primi anni Ottanta.

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Michela Mauri
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