Casatenovo: il GSO San Giorgio incontra l’arbitro di serie A Galloni e il preparatore Chieppa
Erano due gli ospiti speciali che i piccoli calciatori del GSO San Giorgio hanno potuto incontrare sabato pomeriggio, nel salone dell'oratorio di Valaperta.
Fabio Galloni - ex arbitro e assistente di calcio con più di 120 presenze in serie A e una decina a livello europeo - e Giuseppe Chieppa - professore, allenatore e preparatore atletico arbitrale - hanno chiacchierato con ragazzi e genitori in un incontro inserito in un percorso ben preciso.
"Abbiamo proposto a tutte le squadre quattro incontri: uno dedicato ai ragazzi, uno ai genitori, uno sia a ragazzi e genitori, cioè quello di stasera, e, infine, la possibilità di partecipare come pubblico ad una partita dell'Inter", ha spiegato Tony Supino, che insieme a Claudia Cecini è educatore di Comunità Nuova e referente del progetto educativo del GSO San Giorgio di cui don Andrea Perego è presidente. Presenti anche i membri del direttivo e l'assessore casatese Fabio Crippa.
Poi, la palla è passata a Fabio Galloni, che fino a qualche mese fa calpestava l'erba dei grandi stadi come arbitro e assistente. "L'ultimo giorno su un campo di serie A è stato a giugno dell'anno scorso: un'emozione grandissima. Ma anche poter incontrare voi è molto bello: due emozioni diverse ma a livello di cuore uguali; è un piacere poter portare in un oratorio il profumo dell'erba di un campo di serie A", ha esclamato, salutando tutti i presenti.
Con slides e immagini, parlando direttamente con i bambini, Galloni ha spiegato concetti importanti e fondamentali. "Facciamo finta di essere un treno che corre sui binari. A differenza del treno, abbiamo un cuore e possiamo provare amore, felicità, dolore e fatica. Anche sul campo da calcio siamo liberi di scegliere il binario su cui viaggiare, facendo attenzione a non confondere la libertà con il fare quello che si vuole". E su un campo di calcio, i binari sono le regole, che occorre rispettare per giocare insieme.
"Se il treno è la partita noi, che la giochiamo, siamo i passeggeri. Ma chi c'è ancora sul treno? Il controllore controlla che ogni viaggio sia un buon viaggio: l'arbitro fa proprio questo grazie al regolamento".
Galloni ha poi raccontato ai piccoli quale aneddoto della sua esperienza arbitrale. "È possibile fare il corso per diventare arbitri già a 15 anni. Occorre essere fisicamente preparati, ma anche saper comunicare: in uno stadio con 60.000 persone non è semplice comunicare in sei tramite auricolare. L'arbitro fa attenzione dove, secondo la sua esperienza, sa che si verificherà l'evento e si arrabbia per il bene di entrambe le squadre, quando vede che la partita esce dai binari e rischia di schiantarsi: allora ci mette tutte le sue energie".
Poi, alcuni consigli a ragazzi e genitori. "Stefano Braschi, arbitro di serie A, mi ha insegnato che quando non c'è un collegamento tra il cuore e il cervello è un disastro. Ragazzi, vi auguro di sapere imitare il positivo. Il campo educativo, la famiglia, l'oratorio, la scuola e lo sport devono collaborare per far si che i più piccoli possano scegliere, in modo guidato, il proprio binario. Come genitori, se vediamo l'arbitro arrabbiato è perché vede che il treno si sta schiantando, fuori dai binari, quindi dobbiamo mettere in atto tutto quello che può portare quel treno a destinazione".
E dopo un piccolo quiz sulle regole, che ha messo alla prova adulti e piccoli, la parola è passata a Giuseppe Chieppa, preparatore atletico arbitrale. "Gli arbitri sono persone di grande personalità. Per stare dietro alle corse dei giocatori di serie A devono allenarsi molto, almeno tre volte a settimana con un preparatore e poi individualmente, per la preparazione atletica, la potenza aerobica, la velocità e la corsa. Non sono professionisti: hanno un lavoro e spesso si allenano in pausa pranzo, rinunciando anche al tempo che potrebbero passare con la loro famiglia. Si tratta di un'attività da molte soddisfazioni ma che richiede grossi sacrifici!".
Al termine della serata, i piccoli atleti e genitori hanno potuto gustarsi una pizza tutti insieme. "Grazie a Fabio e Giuseppe per essere stati con noi. Iniziamo a rispettare le persone che ci permettono di vivere uno sport: tutti possono sbagliare e il nostro compito è aiutare l'arbitro. Nel calcio, come nel campo educativo, ci vuole tanto tempo: semino oggi per raccogliere tra cinque, dieci o quindici anni" ha concluso Tony Supino.
Da sinistra Fabio Galloni e Giuseppe Chieppa
Fabio Galloni - ex arbitro e assistente di calcio con più di 120 presenze in serie A e una decina a livello europeo - e Giuseppe Chieppa - professore, allenatore e preparatore atletico arbitrale - hanno chiacchierato con ragazzi e genitori in un incontro inserito in un percorso ben preciso.
"Abbiamo proposto a tutte le squadre quattro incontri: uno dedicato ai ragazzi, uno ai genitori, uno sia a ragazzi e genitori, cioè quello di stasera, e, infine, la possibilità di partecipare come pubblico ad una partita dell'Inter", ha spiegato Tony Supino, che insieme a Claudia Cecini è educatore di Comunità Nuova e referente del progetto educativo del GSO San Giorgio di cui don Andrea Perego è presidente. Presenti anche i membri del direttivo e l'assessore casatese Fabio Crippa.
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Poi, la palla è passata a Fabio Galloni, che fino a qualche mese fa calpestava l'erba dei grandi stadi come arbitro e assistente. "L'ultimo giorno su un campo di serie A è stato a giugno dell'anno scorso: un'emozione grandissima. Ma anche poter incontrare voi è molto bello: due emozioni diverse ma a livello di cuore uguali; è un piacere poter portare in un oratorio il profumo dell'erba di un campo di serie A", ha esclamato, salutando tutti i presenti.
Con slides e immagini, parlando direttamente con i bambini, Galloni ha spiegato concetti importanti e fondamentali. "Facciamo finta di essere un treno che corre sui binari. A differenza del treno, abbiamo un cuore e possiamo provare amore, felicità, dolore e fatica. Anche sul campo da calcio siamo liberi di scegliere il binario su cui viaggiare, facendo attenzione a non confondere la libertà con il fare quello che si vuole". E su un campo di calcio, i binari sono le regole, che occorre rispettare per giocare insieme.
Tony Supino di ''Io tifo positivo''
"Se il treno è la partita noi, che la giochiamo, siamo i passeggeri. Ma chi c'è ancora sul treno? Il controllore controlla che ogni viaggio sia un buon viaggio: l'arbitro fa proprio questo grazie al regolamento".
Galloni ha poi raccontato ai piccoli quale aneddoto della sua esperienza arbitrale. "È possibile fare il corso per diventare arbitri già a 15 anni. Occorre essere fisicamente preparati, ma anche saper comunicare: in uno stadio con 60.000 persone non è semplice comunicare in sei tramite auricolare. L'arbitro fa attenzione dove, secondo la sua esperienza, sa che si verificherà l'evento e si arrabbia per il bene di entrambe le squadre, quando vede che la partita esce dai binari e rischia di schiantarsi: allora ci mette tutte le sue energie".
Poi, alcuni consigli a ragazzi e genitori. "Stefano Braschi, arbitro di serie A, mi ha insegnato che quando non c'è un collegamento tra il cuore e il cervello è un disastro. Ragazzi, vi auguro di sapere imitare il positivo. Il campo educativo, la famiglia, l'oratorio, la scuola e lo sport devono collaborare per far si che i più piccoli possano scegliere, in modo guidato, il proprio binario. Come genitori, se vediamo l'arbitro arrabbiato è perché vede che il treno si sta schiantando, fuori dai binari, quindi dobbiamo mettere in atto tutto quello che può portare quel treno a destinazione".
E dopo un piccolo quiz sulle regole, che ha messo alla prova adulti e piccoli, la parola è passata a Giuseppe Chieppa, preparatore atletico arbitrale. "Gli arbitri sono persone di grande personalità. Per stare dietro alle corse dei giocatori di serie A devono allenarsi molto, almeno tre volte a settimana con un preparatore e poi individualmente, per la preparazione atletica, la potenza aerobica, la velocità e la corsa. Non sono professionisti: hanno un lavoro e spesso si allenano in pausa pranzo, rinunciando anche al tempo che potrebbero passare con la loro famiglia. Si tratta di un'attività da molte soddisfazioni ma che richiede grossi sacrifici!".
Al termine della serata, i piccoli atleti e genitori hanno potuto gustarsi una pizza tutti insieme. "Grazie a Fabio e Giuseppe per essere stati con noi. Iniziamo a rispettare le persone che ci permettono di vivere uno sport: tutti possono sbagliare e il nostro compito è aiutare l'arbitro. Nel calcio, come nel campo educativo, ci vuole tanto tempo: semino oggi per raccogliere tra cinque, dieci o quindici anni" ha concluso Tony Supino.
L. V.


















