Oggiono: sinti disperati per il 'dietro front' del Comune sulla nuova area, dopo gli arresti
L'arresto dei tre giovani domiciliati presso il campo nomadi di Oggiono ha riacceso l'annosa questione della permanenza del gruppo Sinti nella zona adiacente al cimitero del paese, non lontano dalla sede dell'Ats.
Colti in flagranza di reato dai Carabinieri della locale stazione durante un tentativo di furto in Via per Dolzago, l'atteggiamento dei ragazzi - di cui uno minorenne - ha causato un vero e proprio cambio di rotta da parte dell'amministrazione comunale che ad oggi non sembra più intenzionata a collaborare nell'individuazione di una nuova area che possa ospitare la numerosa comunità nomade.
Le famiglie residenti a ridosso del camposanto erano state aiutate dal Comune oltre quindici anni fa - sotto l'amministrazione Straniero - quando, data la loro precaria situazione economica, era stata individuata una zona ritenuta idonea ad ospitare roulotte e piccoli prefabbricati per soddisfarne le esigenze abitative.
E' da diverso tempo però che si discute sul futuro dell'attuale campo nomade, vista l'esigenza di ampliare il cimitero; è almeno dal 2011 che Comune e Sinti sono in trattativa per trovare una soluzione.
Una questione che ha visto impegnato anche l'attuale sindaco Roberto Ferrari, che proprio poche settimane fa aveva annunciato l'individuazione nel PGT di un'area in località Bersaglio, quindi poco distante dal campo, dove i nomadi avrebbero potuto iniziare dei lavori di manutenzione e creare - con l'appoggio dell'associazione Opera Nomadi - delle vere e proprie abitazioni.
Indignato per il reato commesso lo scorso 30 settembre da alcuni soggetti domiciliati presso il campo oggionese però, il
sindaco ha espresso pubblicamente il suo rammarico attraverso i canali social: "Ritengo si dovrà fortemente ripensare ad un campo ad Oggiono, non possiamo avere aree in cui trovano rifugio criminali. O ci si integra completamente o...pedalare!" le parole del primo cittadino oggionese che hanno messo in discussione l'intera trattativa, che avrebbe dovuto sfociare in un'apposita variante al Pgt.
Una notizia che ha gettato nello sconforto la comunità Sinti, che si ritiene estranea a quanto accaduto. "Non vogliamo pagare noi l'errore commesso dai ragazzi'' ci hanno detto quest'oggi alcuni esponenti del campo nomade oggionese. ''La loro famiglia ha capito che cosa hanno fatto i figli e infatti hanno detto che se ne vogliono andare via. A parte che loro erano arrivati da poco - hanno aggiunto - ma comunque anche se qui ci conosciamo tutti fra di noi è come se fossimo un condominio. E ora siamo disperati".
Eppure l'amministrazione oggionese non sembra intenzionata a fare marcia indietro, come ha spiegato il consigliere - e capogruppo - di maggioranza Ferdinando Ceresa, sostenendo la decisione del sindaco. "Quando si è ospiti si devono rispettare le regole - ha commentato riferendosi ai tre fermati - e delinquere non è un atteggiamento consono. C'erano disquisizioni in merito all'assegnamento di un'area che loro avrebbero dovuto riqualificare, ma questo gravissimo fatto ricondiziona tutto il percorso portato avanti dal sindaco''.
Colti in flagranza di reato dai Carabinieri della locale stazione durante un tentativo di furto in Via per Dolzago, l'atteggiamento dei ragazzi - di cui uno minorenne - ha causato un vero e proprio cambio di rotta da parte dell'amministrazione comunale che ad oggi non sembra più intenzionata a collaborare nell'individuazione di una nuova area che possa ospitare la numerosa comunità nomade.

Immagine di repertorio del campo nomadi alle spalle del cimitero oggionese
Le famiglie residenti a ridosso del camposanto erano state aiutate dal Comune oltre quindici anni fa - sotto l'amministrazione Straniero - quando, data la loro precaria situazione economica, era stata individuata una zona ritenuta idonea ad ospitare roulotte e piccoli prefabbricati per soddisfarne le esigenze abitative.
E' da diverso tempo però che si discute sul futuro dell'attuale campo nomade, vista l'esigenza di ampliare il cimitero; è almeno dal 2011 che Comune e Sinti sono in trattativa per trovare una soluzione.
Una questione che ha visto impegnato anche l'attuale sindaco Roberto Ferrari, che proprio poche settimane fa aveva annunciato l'individuazione nel PGT di un'area in località Bersaglio, quindi poco distante dal campo, dove i nomadi avrebbero potuto iniziare dei lavori di manutenzione e creare - con l'appoggio dell'associazione Opera Nomadi - delle vere e proprie abitazioni.
Indignato per il reato commesso lo scorso 30 settembre da alcuni soggetti domiciliati presso il campo oggionese però, il

Il sindaco Ferrari e il consigliere Ceresa
Una notizia che ha gettato nello sconforto la comunità Sinti, che si ritiene estranea a quanto accaduto. "Non vogliamo pagare noi l'errore commesso dai ragazzi'' ci hanno detto quest'oggi alcuni esponenti del campo nomade oggionese. ''La loro famiglia ha capito che cosa hanno fatto i figli e infatti hanno detto che se ne vogliono andare via. A parte che loro erano arrivati da poco - hanno aggiunto - ma comunque anche se qui ci conosciamo tutti fra di noi è come se fossimo un condominio. E ora siamo disperati".
Eppure l'amministrazione oggionese non sembra intenzionata a fare marcia indietro, come ha spiegato il consigliere - e capogruppo - di maggioranza Ferdinando Ceresa, sostenendo la decisione del sindaco. "Quando si è ospiti si devono rispettare le regole - ha commentato riferendosi ai tre fermati - e delinquere non è un atteggiamento consono. C'erano disquisizioni in merito all'assegnamento di un'area che loro avrebbero dovuto riqualificare, ma questo gravissimo fatto ricondiziona tutto il percorso portato avanti dal sindaco''.
A.Ba.


















