Accadeva 40 anni fa/17 - dicembre '82: in azione l’anonima sequestri. Torna a casa suor Rosella. ''Rinasce'' la Casatese

Un fatto drammatico sconvolge la Brianza e l'intera nazione: l'anonima sequestri entra in azione a Monticello e rapisce un bambino di otto anni. Inutile qui riprendere la notizia certamente ancora ben presente nella mente dei casatesi e dei meratesi (non erano "colpiti" da un successivo sequestro). Quel 1° dicembre, mercoledì, ore 12.10 non sarà mai dimenticato. Purtroppo il sequestro del piccolo è solo l'ultimo di una lunga serie iniziata il 21 maggio 1973 col rapimento di un bambino di sei anni di Bergamo all'uscita dalla scuola. Ma la Brianza lecchese era sembrata in quegli anni ottanta diventare la riserva di ''caccia'' dell'anonima sequestri.

L'elenco dei sequestri registratisi fra gli anni Settanta e Ottanta

Con la soppressione dei cosiddetti "enti inutili" la casa di riposo ex OMPI passa alla regione che a sua volta ne affida la gestione al comune di Monticello. Oltre sessanta dipendenti entrano quindi nell'organico comunale con evidenti problemi gestionali da parte degli uffici perennemente sotto organico. Un impegno molto gravoso affrontato dal sindaco Vittorio Cazzaniga coinvolgendo i colleghi di Casatenovo e Missaglia. Nel 2006 con la creazione dell'azienda speciale la casa di riposo ha una gestione autonoma rispetto al Comune.

La Casa di Riposo di Monticello

Il 10 dicembre suor Rosella Casiraghi torna finalmente a Missaglia accompagnata da padre Francisco Adelino Deconceison il sacerdote portoghese rapito con suor Rossella e altre tre religiose. ''Il 19 settembre - racconta - sono arrivati nel nostro villaggio i guerriglieri dicendo che dovevamo seguirli immediatamente, senza neanche il tempo di prendere qualcosa. Abbiamo camminato per ore verso nord fino a una loro base operativa. Da lì dopo qualche giorno di riposo siamo ripartiti verso est per una sessantina di chilometri. Non ci dicevano dove stavamo andando ma la sensazione è che ci avvicinassimo alla frontiera con lo Zimbawe, l'ex Rhodesia.I guerriglieri erano un'ottantina, sembravano decisi a raggiungere un'altra loro base ma via radio sono stati avvertiti di movimenti di truppe governative che già nei giorni scorsi ci avevano attaccato. A pochi chilometri dalla frontiera abbiamo fatto una sosta di 5 giorni. La sera del 30 novembre verso le 21 ci hanno detto che potevamo andarcene. Due guerriglieri ci hanno accompagnato alla frontiera con lo Zimbawe dicendo che avremmo trovato una guida per tornare al nostro villaggio. Ma non c'era nessuno. Abbiamo camminato tutta notte, al buio pregando di non incontrare altri guerriglieri o anche animali feroci. Giunti in un piccolo villaggio, la mattina poco dopo le 4 siamo stati svegliati da militari con le armi spianate. Abbiamo temuto il peggio invece ci hanno caricato sui camion fino alla capitale l'ex Salisbury. In 71 giorni di prigionia abbiamo percorso 1.200 chilometri a piedi mangiando carne secca, qualche radice e bevendo acqua dalle pozze che ci hanno procurato tanti malesseri.. Perché ci hanno sequestrato? Forse per far conoscere il loro movimento. Tutto sommato ci hanno sempre trattato bene''.

Il calendario parlava chiaro: giovedì 9 dicembre era in programma una udienza presso la Pretura di Missaglia. Ma anche questa volta le attese sono andate deluse: porta chiusa. Come da tre anni a questa parte ormai. E come accade anche alla Pretura di Bellano. La Corte d'Appello di Milano continua a inviare il calendario delle udienze a Missaglia ma giudici e avvocati preferiscono Lecco. Così l'edificio, posto accanto alla caserma dei carabinieri resta inesorabilmente vuoto nonostante che il Comune lo mantenga in ottimo stato, pulito e tinteggiato. Per il sindaco Gabriele Castagna è un vero peccato: la Pretura è stata istituita nel 1955 e ha ben funzionato fino a qualche anno fa, dice il primo cittadino. Sarebbe molto utile dato che tante cause hanno per protagonisti gente del posto. Ma, evidentemente gli avvocati per lo più residenti a Lecco preferiscono quella di Pretura costringendo tante persone a continui spostamenti. Lo stallo però è doppiamente dannoso. Se si decidesse per la soppressione definitiva della Pretura i locali servirebbero ai carabinieri per ampliare la caserma, ormai insufficiente. Altrimenti prima o poi - aggiunge Castagna - perderemo anche quel presidio. Cosa che poi è puntualmente accaduta.

Gabriele Castagna, sindaco di Missaglia

Difatti, se Missaglia temporeggia pur essendo sede mandamentale, Casatenovo - con il sindaco Giovanni Maldini - non perde tempo. Il progetto della caserma dei carabinieri da realizzare in via Bixio su area di tremila metri quadrati già di proprietà del Comune è pressoché definito e pronto per essere sottoposto all'approvazione del Consiglio comunale nella prima seduta utile di gennaio 1983. Il progetto prevede due piani fuori terra e un seminterrato per un totale di 1.175 mq. di cui 465 nel seminterrato per le auto militari e un poligono di tiro, 380 al piano terra con gli uffici operativi , la cucina, la sala mensa altri due uffici per i sottufficiali e 360 mq. al primo piano con le stanze e i servizi capaci di ospitare fino a 14 persone. Sempre secondo il progetto accanto all'edificio principale è prevista una palazzina per due appartamenti di 137 mq. cadauno e un'area canile di 140 mq. per il nucleo cinofilo.

Il cantiere della nuova caserma di Via Bixio e il sindaco Giovanni Maldini

Il 13 dicembre davanti al notaio Filippo Carlisi di Casatenovo si costituisce ufficialmente la nuova "Associazione Sportiva Casatese", guidata da Giampaolo Crippa, uno degli artefici della rinascita della squadra di calcio con Rinaldo Galbiati e Mario Sesana. Coordinatori in carica fino al 31 gennaio quando la trentina di soci si riunirà per eleggere gli organismi sociali. Purtroppo da regolamento la squadra deve iniziare dal fondo, come se la gloriosa casatese di Rinaldo Villa non fosse mai esistita.

Il Consiglio comunale di Monticello respinge all'unanimità il progetto di realizzare la "bretella" di collegamento tra la tangenziale Est e la Nuova Valassina. Non solo ma su relazione dell'assessore all'ecologia Mario Villa l'aula approva un documento da inviare in regione con la richiesta di poter entrare a far parte del Parco di Montevecchia e Valle del Curone. Del resto l'intenzione si era già palesata in sede di stesura del piano regolatore. Le aree a ridosso dei confini del parco sono tutte rigidamente vincolate a verde agricolo.

Due tra i primari più noti del San Leopoldo Mandic vanno in pensione. Si tratta di Vincenzo Saputo, a Merate dal 1963, primario di Pediatria e Gianfranco Montanari, primario di Rianimazione e Anestesia dal 1973. I due illustri clinici sono sostituiti da Ferdinando Valli, già "aiuto" di Saputo e Franco Gambera.

17/continua

Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.