Gamba rotta nello scontro tra due giocatori finisce in Aula, attaccante accusato di lesioni

La giustizia sportiva ha già fatto il proprio corso, comminando un paio di giornate di squalifica all'attaccante, espulso per gioco scorretto. Ora la palla è però... rimbalzata in Tribunale. Ebbene sì, il giudice monocratico Paolo Salvatore, si trova a dover valutare – dal punto di vista penale – un episodio commesso su un campo da calcio. Lesioni (aggravate) il reato in contestazioni, per una tibia fratturata nel corso un un match del campionato di Eccellenza del CSI. Al banco degli imputati – assistito dagli avvocati Michele Cervati e Laura Redaelli – vi è Mario P., classe 1983, attaccante, denunciato da Enrico R., calolziese, di poco più giovane, portiere della formazione avversaria.
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Calciatori di lungo corso entrambi, il 9 ottobre 2021 i due si erano trovati a giocare l'uno contro l'altro, sul campo della Polisportiva Castello Brianza, società di appartenenza dell'imputato che, in quel campionato, il primo dopo lo stop imposto dal covid, vestiva anche la fascia da capitano. Attorno al ventesimo minuto del primo tempo, con la formazione ospite – la Polisportiva 2001 di Lecco-Maggianico già avanti di una rete – l'estremo difensore di quest'ultima, appena fuori dalla propria area, avrebbe stoppato un tiro in arrivo dalla metà campo opposta, spazzando via la palla in direzione di un proprio compagno, trovandosi però poi a terra, con una gamba spezzata dopo un contatto con l'attaccante della squadra di casa. Contatto a detta del portiere, costituitosi parte civile e rappresentato oggi in Aula dall'avvocato Laura Lodato, avvenuto intenzionalmente, a pallone già allontanato da sé. ''Avrebbe potuto fare di tutto per schivarmi'' ha sostenuto Enrico R. dinnanzi al giudice, sintetizzando poi le conseguenze patite, tra operazioni e riabilitazione.
Seppur ciascuno con sfumature diverse, anche il mister della Polisportiva 2001 e tre suoi ragazzi introdotti come testimoni, dalla Procura rappresentata in Aula dal VPO Caterina Scarselli e dalla parte civile, hanno confermato come la punta del Castello fosse in netto ritardo rispetto alla palla. L'allenatore, poi, parrebbe aver proprio visto la gamba tesa dell'attaccante, che, in Aula, rendendo esame, si è chiaramente difeso, rigettando ogni accusa, sostenendo di essere andato sul pallone, con la palla che ''si trovava in prossimità sia mia che del portiere''. Negato poi anche l'ipotizzato nesso tra ''l'entrata'' oggetto del procedimento con un ''battibecco'' avuto nei primi minuti di gioco sempre con Enrico R., in quel caso per un contatto col gomito dopo un calcio d'angolo.
Da parte sua, poi, Mario P., ha altresì sottolineando di non aver mai rimediato, in oltre trent'anni di calcio, espulsioni per gioco scorretto. ''Tranne in questo caso'' la puntualizzazione, referto arbitrale tra le mani, del giudice, chiamato al non facile compito di stabilire se l'infortunio patito dal denunciate sia da attribuire o meno alla volontà dell'imputato di ''far male''.
L'istruttoria proseguirà ora il prossimo 14 febbraio con l'escussione di tre testimoni citati dalla difesa, per arrivare poi alla discussione finale.
A.M.
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