Annone: in oratorio l'analisi di Mauro Magatti sul mondo che verrà

Un’analisi storica dei decenni che ci hanno preceduto per arrivare all’assunto finale: non sappiamo dove andrà il mondo ma, con la consapevolezza dei problemi e della complessità della nostra società, potremo cercare una strada da seguire per gli anni a venire. 
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Mauro Magatti e don Maurizio Mottadelli

Mauro Magatti, docente di sociologia presso l'Università Cattolica di Milano, editorialista del Corriere della Sera e Avvenire, è stato l’ospite del terzo incontro del ciclo ''Adamo dove sei?'' promosso dalla comunità pastorale San Giovanni Battista di Oggiono presso il teatro dell’oratorio di Annone lunedì 27 febbraio. 
Secondo il docente, occorre una prospettiva storica per comprendere quello che sta accadendo in questi ultimi anni. Ed è partito dalla visione auto deterministica divenuta popolare nel Dopoguerra.
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''Pensiamo di essere a una svolta di quel percorso cominciato negli anni ‘60-‘70 quando, per la prima volta, ogni singolo individuo, grazie al fatto che si era raggiunto un certo benessere e a una migliore scolarizzazione, si è sentito titolato al diritto all’autorealizzazione, cioè al diritto di fare le proprie scelte e vivere il proprio desiderio – ha detto il professore Magatti - Da qui è arrivata l’idea di crescita economica, che ancora oggi significa aumento delle possibilità di vita per miliardi di singoli individui: l’aspettativa di tutti era di vedere allargarsi le proprie possibilità di vita''.
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Al termine possibilità di vita il docente dà un’accezione ampia, includendo il consumo, l’accesso a cure più avanzate, una migliore comunicazione, una maggiore conoscenza. La combinazione dei due elementi si è fatta più forte dopo la caduta del muro di Berlino e l’avvio della globalizzazione, dove ogni cosa è cresciuto e nuovi attori si sono affacciati nel mondo geopolitico (Cina, India, Russia, i paesi arabi del petrolio).
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“Quella stagione ha portato grandi risultati: il globo ha registrato un enorme salto: pensiamo al Pil che è raddoppiato dal 1990 al 2010 e poi fino a oggi è aumentato del 70%. Ci abbiamo messo millenni a raddoppiarlo, prima di questo grande salto. Oggi noi siamo a valle di quella stagione e quello che sta succedendo ha a che fare con le conseguenze di quel salto storico – ha proseguito Magatti - Abbiamo alle spalle una stagione straordinaria in cui miliardi di individui (all’inizio del 900 eravamo 1 miliardo, oggi siamo 8 miliardi) hanno detto di volere più vita. Più vita, moltiplicata per miliardi di individui, che significa maggiore produzione, consumo, mobilità, manifesta effetti crescenti sull’ecosistema planetario''.
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L’aumento delle possibilità di vita ha prodotto anche conseguenze sulla vita psichica e sociale, ma questa grande crescita è stata disordinata, con una serie di scompensi sociali, instabilità politica e internazionale. ''Sono due i grandi rischi: entriamo in una stagione di grandi conflitti (all’interno dei paesi e tra paesi) e andiamo verso un’epoca in cui la complessità del mondo e altri problemi saranno affrontati da gruppi ristretti in chiave politica e politico-economica'' ha proseguito il professore, offrendo una personale visione su come affrontare il futuro, almeno nel mondo occidentale.
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''L’idea del secolo scorso, di desiderare più vita, è inadeguata se non sbagliata perché i fatti ci stanno dicendo che non esiste forma di vita sulla terra che si sia fuori da una relazione con ciò che viene prima, con ciò che sta intorno e ciò che viene dopo. L’idea individualista che ha messo insieme la liberazione del desiderio individuale e la crescita economica, oggi è il nostro problema. Il problema non è combatterci o qualcuno che metta ordine. Il nostro problema è che l’avere più vita personale è intimamente connesso a quello che ci sta intorno. In un mondo piccolo come quello di oggi, dobbiamo trovare il modo di convivere pacificamente tra nazioni. Il tema è riconoscere la costitutiva relazionalità della vita, in cui gli uomini e le donne libere non generano distruzione''.
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Don Maurizio Mottadelli, ringraziando l’ospite per le prospettive offerte all’interno di un percorso pensato per individuare una luce in questo mondo, ha anticipato i prossimi appuntamenti. A marzo, non si conosce ancora da data, ci sarà un incontro con alcuni esponenti del mondo carcerario di Lecco, mentre martedì 12 aprile è atteso lo spettacolo teatrale della comunità Kayròs di don Claudio Burgio.
M.Mau.
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