Il grande bluff della pari dignità

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Era finito sotto, 13 a 9. Il Congresso in realtà avrebbe legittimato solo 14 membri, coordinatore compreso, ma questi ha dato diritto al voto a 30 persone (su 120 iscritti).  Dunque, 13 a 9 dicevamo, la maggioranza del Direttivo è disposta a un accordo con gli altri partiti del centrodestra. Ancorché senza evidente equilibrio. Ma Roberto Gagliardi, nella sua ormai leggendaria incoerenza voleva a tutti i costi presentarsi a Milano con candidature forti e sostenibili, come quella di Alessandro Milani a Airuno e Dario Perego a Merate. Soprattutto quest’ultimo di cui aveva ascoltato l’intervento di presentazione in piazza Prinetti, magnificandolo poi ai suoi del direttivo. Salvo ricevere un no secco al simbolo da parte dell’ex sindaco di Merate.

Così, nella notte tra mercoledì e giovedì il coordinatore provinciale chiama al telefono alcuni colleghi per sollecitare il voto contrario all’intesa. Riuscendo a ribaltare il risultato. Ma qualcosa succede nella giornata di giovedì tanto da indurlo a richiedere mandato a trattare con gli altri coordinatori provinciali. Torna quindi al tavolo e venerdì sigla l’accordo.

Subito parte l’ennesimo polpettone per rivendicare il ruolo protagonista di Forza Italia, la pari dignità, il futuro radioso e financo il sol dell’avvenire.

A differenza del suicida giovane Werther, il giovane Roberto non vuole rischiare, resta in gara e assicura i suoi che il partito farà la differenza. A cominciare da Merate dove secondo l’accordo Forza Italia avrà due assessori, due Fratelli d’Italia e uno oltre al sindaco la Lega.

Chi sono i due, che cosa fanno, dove sono stati sinora, quali conoscenze hanno della macchina comunale, di quante competenze sono dotati sono tutte questioni futili, non degne di nota.

Il manuale Cencelli, del resto è ampiamente superato. Massimiliano, nome di battesimo del notissimo democristiano, aveva teorizzato che l’assegnazione delle cariche deve avvenire in base al peso del singolo partito o della singola corrente. Raccomandando nella scelta un occhio di riguardo alle capacità individuali.

Qui si è andati oltre: Oggiono, candidato sindaco di Fratelli d’Italia (il coordinatore Alessandro Negri), due assessori alla Lega, uno a FdI, uno a F.I. uno alla civica. Casatenovo candidato Angelo Perego, lista civica, ben visto da FdI, due assessori alla Lega, due a F.I., uno a FdI.

E via di questo passo per Valmadrera, Monticello, Vercurago, oltre a riottenere un consigliere a Lecco dei tre scippati dalla Lega.

Firmato l’accordo con Butti e Negri, Gagliardi comunica subito che: “Forza Italia si dichiara soddisfatta dall'esito delle trattative scaturito dal franco confronto avvenuto nelle scorse settimane con gli storici alleati di Centrodestra e che in provincia di Lecco gli ha consentito di trovare proficui accordi anche per quanto riguarda le candidature nei comuni di Oggiono, Valmadrera, Casatenovo e Merate oltre che in altre significative realtà territoriali del panorama politico ecc. ecc”.

Ora non resta che attendere il prossimo giro di valzer, col dubbio che di questo passo Roberto Gagliardi farà rimpiangere il suo predecessore Davide Bergna. 
Claudio Brambilla
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