Tre bulciaghesi percorrono 900 km (in un mese) lungo il Cammino di Santiago
"Io e Giovanni avevamo questo sogno da anni e anni, ma lavorando non avevamo mai potuto realizzarlo dato che l'intera esperienza dura cinque settimane. Finalmente con la pensione siamo riusciti a partire".

Roberto Bonacina inizia da qui il racconto dell'esperienza che, insieme all'amico Giovanni Riva con la moglie Milena Fumagalli, ha recentemente intrapreso: il celebre Cammino di Santiago.
Partiti qualche settimana fa da Saint Jean Pied de Port, punto di partenza classico del Cammino francese, i bulciaghesi hanno raggiunto Santiago de Compostela in un mese, completando quotidianamente una tappa.

"Da Saint Jean fino a Finisterre abbiamo camminato in totale 900 chilometri per 20 o 25 km al giorno" spiega Bonacina. "Io, ma soprattutto Giovanni, siamo grandi camminatori, specialmente in montagna. Dopo i primi giorni ci siamo abituati subito e abbiamo smesso di sentire la fatica, abbracciando l’esperienza con gioia''.

Il cammino si è ben presto trasformato in un qualcosa di più profondo di una semplice escursione: "Era come una meditazione che durava un giorno intero, dove ognuno procedeva a proprio ritmo, con il tempo e la cura di riflettere su di sé e sul mondo circostante''. Infatti, il percorso ha offerto ai tre pellegrini scenari naturali di straordinaria bellezza.

"Il paesaggio era stupendo: abbiamo attraversato la Navarra, La Rioja, Castiglia, mesetas, tutti luoghi spettacolari. Il percorso attraverso l'altopiano è durato una settimana con giorni e giorni di deserto verde, circondati unicamente dalla natura e dalla sua forza" racconta con entusiasmo Bonacina.

Ma non sono stati solo i paesaggi a rendere unica questa esperienza. "L'altra cosa che ci è piaciuta parecchio sono state tutte le persone incontrate, un miscuglio di nazionalità ed età eterogenee. Abbiamo trovato tutto il mondo in un mese, un micro-universo dove si condivideva tutto".

Il bulciaghese sottolinea come uno degli aspetti più significativi sia stata proprio questa condivisione quotidiana con gli altri: "Abbiamo sempre dormito in ostelli municipali o parrocchiali. Ciascun pellegrino metteva in campo le proprie competenze. Alla sera, dove fosse possibile, abbiamo sempre fatto la cena condivisa, durante la quale ciascuno cucinava quello che sapeva preparare meglio, che per noi è stato rigorosamente la pasta. Senz'altro uno dei momenti più belli della giornata".

Anche la popolazione locale ha lasciato un segno profondo nei ricordi dei tre: "Gli spagnoli che abitavano per quelle terre erano parecchio disponibili: la gran parte di quelli incontrati, specialmente nei paesi piccoli e gli anziani, salutavano con rispetto e auguravano un buon cammino". Bonacina ricorda un episodio particolare a tal proposito: "Una volta ero stanco e mi sono seduto a bordo della strada. Un contadino vedendomi è accorso subito per chiedermi se avessi bisogno di aiuto. È triste notare che ormai atteggiamenti come questo ci stupiscano perché inusuali''.

Il Cammino ha, come è ben noto, anche una forte componente spirituale: "L'aspetto religioso è centrale perché l'obiettivo finale è quello di arrivare a pregare sulla tomba di San Giacomo Apostolo. La cosa più bella è stata arrivare alla piazza, dove vengono proclamate le diverse nazionalità dei pellegrini giunti quel giorno, che poi abbracciano o semplicemente toccano la statua di San Giacomo dedicandogli una preghiera''.

A distanza di tempo, l'esperienza ha lasciato un segno profondo in Roberto, Giovanni e Milena: "Dopo qualche settimana dal nostro ritorno, abbiamo capito che quello che ci rimane è la consapevolezza che la nostra vera ricchezza è il tempo che dedichiamo agli altri e a noi, senza guardare alle cose superflue. Uno zaino ci è bastato per vivere tutte quelle settimane serenamente''.

Un’esperienza che può sicuramente ispirare e far comprendere quanto spesso siano il silenzio, la natura e la compagnia ad essere fondamentali nelle nostre vite, nonostante fin troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Roberto Bonacina inizia da qui il racconto dell'esperienza che, insieme all'amico Giovanni Riva con la moglie Milena Fumagalli, ha recentemente intrapreso: il celebre Cammino di Santiago.
Partiti qualche settimana fa da Saint Jean Pied de Port, punto di partenza classico del Cammino francese, i bulciaghesi hanno raggiunto Santiago de Compostela in un mese, completando quotidianamente una tappa.

"Da Saint Jean fino a Finisterre abbiamo camminato in totale 900 chilometri per 20 o 25 km al giorno" spiega Bonacina. "Io, ma soprattutto Giovanni, siamo grandi camminatori, specialmente in montagna. Dopo i primi giorni ci siamo abituati subito e abbiamo smesso di sentire la fatica, abbracciando l’esperienza con gioia''.

Il cammino si è ben presto trasformato in un qualcosa di più profondo di una semplice escursione: "Era come una meditazione che durava un giorno intero, dove ognuno procedeva a proprio ritmo, con il tempo e la cura di riflettere su di sé e sul mondo circostante''. Infatti, il percorso ha offerto ai tre pellegrini scenari naturali di straordinaria bellezza.

"Il paesaggio era stupendo: abbiamo attraversato la Navarra, La Rioja, Castiglia, mesetas, tutti luoghi spettacolari. Il percorso attraverso l'altopiano è durato una settimana con giorni e giorni di deserto verde, circondati unicamente dalla natura e dalla sua forza" racconta con entusiasmo Bonacina.

Ma non sono stati solo i paesaggi a rendere unica questa esperienza. "L'altra cosa che ci è piaciuta parecchio sono state tutte le persone incontrate, un miscuglio di nazionalità ed età eterogenee. Abbiamo trovato tutto il mondo in un mese, un micro-universo dove si condivideva tutto".

Il bulciaghese sottolinea come uno degli aspetti più significativi sia stata proprio questa condivisione quotidiana con gli altri: "Abbiamo sempre dormito in ostelli municipali o parrocchiali. Ciascun pellegrino metteva in campo le proprie competenze. Alla sera, dove fosse possibile, abbiamo sempre fatto la cena condivisa, durante la quale ciascuno cucinava quello che sapeva preparare meglio, che per noi è stato rigorosamente la pasta. Senz'altro uno dei momenti più belli della giornata".

Anche la popolazione locale ha lasciato un segno profondo nei ricordi dei tre: "Gli spagnoli che abitavano per quelle terre erano parecchio disponibili: la gran parte di quelli incontrati, specialmente nei paesi piccoli e gli anziani, salutavano con rispetto e auguravano un buon cammino". Bonacina ricorda un episodio particolare a tal proposito: "Una volta ero stanco e mi sono seduto a bordo della strada. Un contadino vedendomi è accorso subito per chiedermi se avessi bisogno di aiuto. È triste notare che ormai atteggiamenti come questo ci stupiscano perché inusuali''.

Il Cammino ha, come è ben noto, anche una forte componente spirituale: "L'aspetto religioso è centrale perché l'obiettivo finale è quello di arrivare a pregare sulla tomba di San Giacomo Apostolo. La cosa più bella è stata arrivare alla piazza, dove vengono proclamate le diverse nazionalità dei pellegrini giunti quel giorno, che poi abbracciano o semplicemente toccano la statua di San Giacomo dedicandogli una preghiera''.

A distanza di tempo, l'esperienza ha lasciato un segno profondo in Roberto, Giovanni e Milena: "Dopo qualche settimana dal nostro ritorno, abbiamo capito che quello che ci rimane è la consapevolezza che la nostra vera ricchezza è il tempo che dedichiamo agli altri e a noi, senza guardare alle cose superflue. Uno zaino ci è bastato per vivere tutte quelle settimane serenamente''.

Un’esperienza che può sicuramente ispirare e far comprendere quanto spesso siano il silenzio, la natura e la compagnia ad essere fondamentali nelle nostre vite, nonostante fin troppo spesso ce ne dimentichiamo.
M.E.