Cronache dal Lido/1: primo giorno e grandi emozioni, da Servillo a Coppola
Il primo giorno di Venezia è andato e meno male. Poteva succedere il delirio ma ci siamo salvati con un piccolo acquazzone e un red carpet di apertura con tante piccole soddisfazioni. La sera della vigilia ero totalmente stravolta, ma ora posso dire di aver vissuto un primo giorno insolitamente rilassante con tante emozioni grazie al mio regista preferito. Prima di raccontarvi del carpet però riavvolgo un attimo il nastro per parlarvi del cinema puro.
Paolo Sorrentino è il mio regista preferito, per lui ho una vera e propria devozione che si trascina negli anni e che mi ha portato, tra le varie cose, a dedicargli la mia tesi di laurea magistrale. A questo punto è inutile dirvi che il film che attendevo di più in tutta la Mostra era proprio il suo “la grazia”, la settima collaborazione con Toni Servillo e dalla trama sconosciuta.

Non ho perso tempo e già alle 8,30 ero in sala a gustarmi un altro piccolo capolavoro e ad immergermi in poco più di 2 ore pazzesche. Servillo interpreta un presidente della Repubblica Italiana palesemente ispirato a Sergio Mattarella che negli ultimi sei mesi di mandato si ritrova a decidere sulla firma dello spinoso diritto all’eutanasia e sulla concessione di due grazie.

La storia è però molto più ampia e intensa di quella che può essere raccontata da una semplice trama striminzita, è un nuovo viaggio tra i palazzi del potere in cui regna una profonda solitudine nel difficile tentativo di bilanciare le scelte del passato con le sfide del presente. Durante la Grazia si ride a crepapelle, eppure si riflette sulla fragilità della vita inaspettatamente sulle note di Gue Pequeno, l’uscita è prevista per il 15 gennaio 2026 e so già che mi fionderò al cinema per rivederlo.

Sapevo benissimo che dopo il film di Sorrentino sarebbe stato difficile vedere qualcosa di meglio e infatti la pellicola successiva mi è sembrata tutto tranne che interessante. Mother di Teona Strugar Mitevska era stato presentato dal direttore Barbera come “un ritratto di Madre Teresa i Calcutta come non l’avete mai visto”, le aspettative erano molto alte, ero pronta a vedere la più totale trasgressione e invece nulla, un film totalmente inutile e dimenticabile.

Il vero cuore pulsante del primo giorno è stato però il red carpet. Da qualche anno non mi apposto più ogni giorno in attesa delle star, è diventata una cosa totalmente fuori da farci scegliere di presenziare solamente per l’apertura e la chiusura. Se l’anno scorso credevamo di averle viste tutte con gente accampata per un’intera settimana in attesa di Lady Gaga questa volta è stato addirittura peggio con qualche folle già all’arrembaggio da lunedì pomeriggio. Ve la faccio breve risparmiandovi il delirio, noi il posto assicurato lo avevamo ed eravamo pronti a dare il solito show in prima fila, peccato che il tempo atmosferico abbia pensato di precederci e così verso le 16.00 è iniziata a scendere qualche goccia che presto si è trasformata in pioggia. Attrezzandoci con ombrelli e giacche a vento abbiamo cercato di proteggerci il più possibile con l’enorme paura di dover rinunciare a tutto quanto. Fortunatamente poi all’improvviso si è interrotto tutto quanto e abbiam potuto goderci anche noi un’apertura davvero speciale.

Ad inaugurare il carpet è stata, come da tradizione, la madrina che da quest’anno ha il titolo di “conduttrice”. Emanuela Fanelli non solo ha sfilato ma con la simpatia che la contraddistingue è venuta a salutarci tutti quanti nonostante ci fosse ancora qualche goccia di pioggia. Mi viene difficile descrivervi quello che è successo perché è stata una serie di urla, deliri e tante emozioni e quindi cercherò di farlo nel modo più sensato possibile. Dopo Emanuela Fanelli è stato il turno delle istituzioni con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della biennale Pietrangelo Buttafuoco.

Ecco quindi le giurie del concorso, della sezione orizzonti ed opera prima tutti incredibilmente seri ad eccezione di una gentilissima Fernanda Torres, la protagonista di I’m still here. I veri plot twist sono stati invece regalati da Tilda Swinton e dalla divina Cate Blanchett, mentre io ho approfittato della simpatia di Giorgio Pasotti per aggiungere un autografo al mio poster della Grande Bellezza che poco alla volta si sta arricchendo.

Logicamente il punto più alto della serata è arrivato proprio alla fine con l’apparizione del cast de la Grazia e di sua Maestà Paolo Sorrentino. Con lui mi sono posta una regola, niente urla e schiamazzi, non volevo chiamarlo, mi bastava esserci, e invece travolta dall’emozione sono riuscita anche a scambiarci anche qualche parola. Toni Servillo è arrivato in tutta la sua eleganza così come Anna Ferzetti che è stata accompagnata dal marito Pierfrancesco Favino, ma le vere icone della serata sono stati però Gue Pequeno, la guest star del film e Milvia Marigliano che interpreta Coco Valori, l’amica del protagonista e vero nucleo comico del film, spaziale.
Al termine di tutto il corteo si sono fatti largo Werner Herzog che ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera e un claudicante Francis Ford Coppola. Lo so, sembro sminuire l’apparizione di un grande del cinema, ma il tutto si è risolto con un rapido saluto da lontano, peccato.
Il primo giorno è andato e ora mi aspetta un’altra avventura, al Lido sono attesi George Clooney, Adam Sandler, Emma Stone e Yorgos Lanthimos. Intanto io sono alla disperata ricerca di una proiezione per Bugonia, pregate per me e a presto.
Paolo Sorrentino è il mio regista preferito, per lui ho una vera e propria devozione che si trascina negli anni e che mi ha portato, tra le varie cose, a dedicargli la mia tesi di laurea magistrale. A questo punto è inutile dirvi che il film che attendevo di più in tutta la Mostra era proprio il suo “la grazia”, la settima collaborazione con Toni Servillo e dalla trama sconosciuta.
Toni Servillo
Non ho perso tempo e già alle 8,30 ero in sala a gustarmi un altro piccolo capolavoro e ad immergermi in poco più di 2 ore pazzesche. Servillo interpreta un presidente della Repubblica Italiana palesemente ispirato a Sergio Mattarella che negli ultimi sei mesi di mandato si ritrova a decidere sulla firma dello spinoso diritto all’eutanasia e sulla concessione di due grazie.

La storia è però molto più ampia e intensa di quella che può essere raccontata da una semplice trama striminzita, è un nuovo viaggio tra i palazzi del potere in cui regna una profonda solitudine nel difficile tentativo di bilanciare le scelte del passato con le sfide del presente. Durante la Grazia si ride a crepapelle, eppure si riflette sulla fragilità della vita inaspettatamente sulle note di Gue Pequeno, l’uscita è prevista per il 15 gennaio 2026 e so già che mi fionderò al cinema per rivederlo.

Scatto con Gue Pequeno
Sapevo benissimo che dopo il film di Sorrentino sarebbe stato difficile vedere qualcosa di meglio e infatti la pellicola successiva mi è sembrata tutto tranne che interessante. Mother di Teona Strugar Mitevska era stato presentato dal direttore Barbera come “un ritratto di Madre Teresa i Calcutta come non l’avete mai visto”, le aspettative erano molto alte, ero pronta a vedere la più totale trasgressione e invece nulla, un film totalmente inutile e dimenticabile.

Il vero cuore pulsante del primo giorno è stato però il red carpet. Da qualche anno non mi apposto più ogni giorno in attesa delle star, è diventata una cosa totalmente fuori da farci scegliere di presenziare solamente per l’apertura e la chiusura. Se l’anno scorso credevamo di averle viste tutte con gente accampata per un’intera settimana in attesa di Lady Gaga questa volta è stato addirittura peggio con qualche folle già all’arrembaggio da lunedì pomeriggio. Ve la faccio breve risparmiandovi il delirio, noi il posto assicurato lo avevamo ed eravamo pronti a dare il solito show in prima fila, peccato che il tempo atmosferico abbia pensato di precederci e così verso le 16.00 è iniziata a scendere qualche goccia che presto si è trasformata in pioggia. Attrezzandoci con ombrelli e giacche a vento abbiamo cercato di proteggerci il più possibile con l’enorme paura di dover rinunciare a tutto quanto. Fortunatamente poi all’improvviso si è interrotto tutto quanto e abbiam potuto goderci anche noi un’apertura davvero speciale.

Selfie con la madrina
Ad inaugurare il carpet è stata, come da tradizione, la madrina che da quest’anno ha il titolo di “conduttrice”. Emanuela Fanelli non solo ha sfilato ma con la simpatia che la contraddistingue è venuta a salutarci tutti quanti nonostante ci fosse ancora qualche goccia di pioggia. Mi viene difficile descrivervi quello che è successo perché è stata una serie di urla, deliri e tante emozioni e quindi cercherò di farlo nel modo più sensato possibile. Dopo Emanuela Fanelli è stato il turno delle istituzioni con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della biennale Pietrangelo Buttafuoco.

Foto col ministro Giuli
Ecco quindi le giurie del concorso, della sezione orizzonti ed opera prima tutti incredibilmente seri ad eccezione di una gentilissima Fernanda Torres, la protagonista di I’m still here. I veri plot twist sono stati invece regalati da Tilda Swinton e dalla divina Cate Blanchett, mentre io ho approfittato della simpatia di Giorgio Pasotti per aggiungere un autografo al mio poster della Grande Bellezza che poco alla volta si sta arricchendo.

Selfie con Milvia Marigliano
Logicamente il punto più alto della serata è arrivato proprio alla fine con l’apparizione del cast de la Grazia e di sua Maestà Paolo Sorrentino. Con lui mi sono posta una regola, niente urla e schiamazzi, non volevo chiamarlo, mi bastava esserci, e invece travolta dall’emozione sono riuscita anche a scambiarci anche qualche parola. Toni Servillo è arrivato in tutta la sua eleganza così come Anna Ferzetti che è stata accompagnata dal marito Pierfrancesco Favino, ma le vere icone della serata sono stati però Gue Pequeno, la guest star del film e Milvia Marigliano che interpreta Coco Valori, l’amica del protagonista e vero nucleo comico del film, spaziale.
Coppola ed Herzog
Al termine di tutto il corteo si sono fatti largo Werner Herzog che ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera e un claudicante Francis Ford Coppola. Lo so, sembro sminuire l’apparizione di un grande del cinema, ma il tutto si è risolto con un rapido saluto da lontano, peccato.
Il primo giorno è andato e ora mi aspetta un’altra avventura, al Lido sono attesi George Clooney, Adam Sandler, Emma Stone e Yorgos Lanthimos. Intanto io sono alla disperata ricerca di una proiezione per Bugonia, pregate per me e a presto.
Giorgia Monguzzi