Sirone: il coro al raduno a Roma da Papa Leone XIV
Lo scorso fine settimana il Chorus Sancti Caroli di Sirone ha vissuto un’esperienza intensa e memorabile partecipando al Giubileo dei Cori e delle Corali svoltosi a Roma il 22 e 23 novembre.

Il gruppo, composto da venticinque persone - tra coristi e familiari - ha preso parte ai principali appuntamenti del raduno nazionale promosso dall’Associazione Italiana Santa Cecilia, condividendo momenti di fede, musica e comunità nella cornice unica della Capitale.

La due giorni è iniziata sabato mattina con l’Udienza generale in Piazza San Pietro con Papa Leone XIV, seguita dal passaggio attraverso la Porta Santa, un gesto carico di significato spirituale.

Nel pomeriggio i coristi hanno partecipato alla celebrazione nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, animata da decine di cori provenienti da tutta Italia, un momento suggestivo che ha trasformato la liturgia in un grande abbraccio sonoro di voci unite.

Domenica mattina il gruppo ha fatto nuovamente tappa in Piazza San Pietro per la Santa Messa nella Solennità di Cristo Re dell’Universo. L’omelia di Papa Leone XIV, particolarmente coinvolgente e sentita dal gruppo, ha saputo valorizzare il ruolo dei cori all’interno delle comunità cristiane (https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2025/documents/20251123-messa-cristo-redelluniverso.html).

Il Pontefice ha ricordato come l’impegno dei coristi sia un “ministero che esige preparazione, fedeltà, reciproca intesa e, soprattutto, una vita spirituale profonda”. Ha sottolineato che chi canta nella liturgia non offre solo musica, ma aiuta l’intera assemblea a pregare, diventando parte viva della comunità e contribuendo a renderla più unita.

Ha inoltre paragonato il coro a una “piccola famiglia”, con le sue gioie, le inevitabili incomprensioni e l’obiettivo comune di camminare insieme: “Possiamo dire che il coro è un po’ un simbolo della Chiesa che, protesa verso la sua meta, cammina nella storia lodando Dio”.

Tra un impegno liturgico e l’altro, i coristi hanno avuto modo di scoprire la città. Il venerdì pomeriggio il gruppo aveva dedicato del tempo alla visita dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina, lasciandosi incantare dai capolavori dell’arte sacra. Immancabile anche un momento di raccoglimento presso la tomba di Papa Francesco.

Il Chorus Sancti Caroli rientra da Roma con un bagaglio di emozioni, gratitudine e rinnovata consapevolezza del valore del proprio servizio: questa esperienza ha unito ancora di più il gruppo e resterà a lungo nel cuore di tutti i partecipanti.

Il gruppo, composto da venticinque persone - tra coristi e familiari - ha preso parte ai principali appuntamenti del raduno nazionale promosso dall’Associazione Italiana Santa Cecilia, condividendo momenti di fede, musica e comunità nella cornice unica della Capitale.

La due giorni è iniziata sabato mattina con l’Udienza generale in Piazza San Pietro con Papa Leone XIV, seguita dal passaggio attraverso la Porta Santa, un gesto carico di significato spirituale.

Nel pomeriggio i coristi hanno partecipato alla celebrazione nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, animata da decine di cori provenienti da tutta Italia, un momento suggestivo che ha trasformato la liturgia in un grande abbraccio sonoro di voci unite.

Domenica mattina il gruppo ha fatto nuovamente tappa in Piazza San Pietro per la Santa Messa nella Solennità di Cristo Re dell’Universo. L’omelia di Papa Leone XIV, particolarmente coinvolgente e sentita dal gruppo, ha saputo valorizzare il ruolo dei cori all’interno delle comunità cristiane (https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2025/documents/20251123-messa-cristo-redelluniverso.html).

Il Pontefice ha ricordato come l’impegno dei coristi sia un “ministero che esige preparazione, fedeltà, reciproca intesa e, soprattutto, una vita spirituale profonda”. Ha sottolineato che chi canta nella liturgia non offre solo musica, ma aiuta l’intera assemblea a pregare, diventando parte viva della comunità e contribuendo a renderla più unita.

Ha inoltre paragonato il coro a una “piccola famiglia”, con le sue gioie, le inevitabili incomprensioni e l’obiettivo comune di camminare insieme: “Possiamo dire che il coro è un po’ un simbolo della Chiesa che, protesa verso la sua meta, cammina nella storia lodando Dio”.

Tra un impegno liturgico e l’altro, i coristi hanno avuto modo di scoprire la città. Il venerdì pomeriggio il gruppo aveva dedicato del tempo alla visita dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina, lasciandosi incantare dai capolavori dell’arte sacra. Immancabile anche un momento di raccoglimento presso la tomba di Papa Francesco.

Il Chorus Sancti Caroli rientra da Roma con un bagaglio di emozioni, gratitudine e rinnovata consapevolezza del valore del proprio servizio: questa esperienza ha unito ancora di più il gruppo e resterà a lungo nel cuore di tutti i partecipanti.


















