Casatenovo: Augusto Daolio al centro di una serata fatta di musica, parole ed emozioni
''Cosa sarei stato senza i Nomadi e senza Augusto Daolio? Sarei stato molte meno cose, molto meno ricco di vita e pienezza sicuramente''. Ha esordito così Paolo Montanari, cantante della cover band ''Ma noi no'', intervistato insieme a Rosanna Fantuzzi, compagna del compianto leader dei Nomadi, da Ernesto Motto durante la serata evento dedicata alla celebre band in scena in Auditorium a Casatenovo nella serata di venerdì 28 novembre.

Da diversi anni Rosanna e Paolo portano in giro per l’Italia un ''progetto-concerto'' volto a far conoscere la storia di Augusto, voce storica, impegnata e inesauribile dei Nomadi, e dell'associazione ''Augusto per la vita'', fondata dopo la sua scomparsa nel 1992, per aiutare tutti coloro che continuano a combattere la malattia che se l'è portato via.

Ernesto Motto, organizzatore dell’evento e grande fan della band, ha introdotto gli ospiti e i musicisti, iniziando con i ringraziamenti e coinvolgendo subito il pubblico di appassionati nella serata, scaldando immediatamente l’atmosfera.

Seduto sul palco tra Rosanna e Paolo, Motto - presidente degli Amici del Teatro e dello Sport di Monticello - ha intervistato e condotto le risposte per tracciare un racconto della figura di Augusto, della sua importanza e del personaggio che si è creato attorno a lui il più vero possibile, attraverso le parole della moglie e di un fan incredibilmente appassionato.

Come prima domanda, impegnativa ma fondamentale, Ernesto ha chiesto a Rosanna di parlare di Augusto e del suo rapporto con i conflitti del mondo. "Lui soffriva perché capiva che le ingiustizie di cui cantava le vedeva in televisione'' ha iniziato Rosanna.

''Non so cosa Augusto provasse nel guardare quelle notizie. Di sicuro soffriva tantissimo. Se avesse potuto aiutare qualcuno avrebbe fatto di tutto. Non a caso la canzone "I ragazzi dell'olivo" è dedicata a loro. Con la sua arma più potente, il microfono, ha proclamato la sua delusione per il mondo che lo circondava''.

A Paolo Montanari invece, è stato chiesto di raccontare il primo contatto con Augusto e i Nomadi. ''Il mio è stato un incontro quasi inconsapevole: ero appassionato di altri generi, ma mio fratello li ascoltava. D'un tratto rimasi folgorato: fu una sorta di colpo di fulmine. Avevo dieci anni e da lì in poi la voce di Augusto ha cambiato le cose nella mia vita, anche a partire dal primo concerto nel 1981, e poi si è svolto tutto quello che è avvenuto''.

Anche Rosanna ha raccontato del primo incontro con colui che sarebbe diventato il suo compagno di vita: durante un concerto, tramite un’amica aveva scambiato quattro chiacchiere con il cantante, un ragazzo attraente, con un’energia particolare.
''Galeotto fu il lento'' ha detto sorridendo Rosanna, ricordando il momento che avrebbe poi deciso molto della loro vita insieme.
Rosanna e Paolo hanno ripercorso a voci alterne la storia e le coincidenze storiche che hanno avvicinato i ragazzi ai Nomadi grazie alle visioni e alla personalità poliedrica e autentica di Augusto.

Aneddoti, vicende di vita privata, tensioni sociali convogliate in parole e prese di posizioni che si incardinavano in un contesto politico e temporale e lontanissimo dai oggi odierni. ''Si cercava un senso di appartenenza, si cercava un attaccamento alle cose e alle persone per raggiungere qualcosa insieme'' ha raccontato Montanari, condividendo la sua personale esperienza con il pubblico.

''Penso che ci fosse ancora qualcosa da costruire, per questo si andava ai concerti dei Nomadi. Quei personaggi che si esponevano, che raccontavano cose importanti e rappresentative della nostra vita erano individui ai quali veniva abbastanza facile affezionarsi. Quello che Augusto raccontava con le parole e la voce era intriso di un amore per la gente. Il suo modo di amare molto le persone e i giovani gli permetteva di raccogliere intorno a sé moltissimi ragazzi e adulti, di età e provenienze differenti''.

''La mia vita è cambiata con Augusto - ha continuato l'artista - in un modo molto chiaro. E’ stato un incontro che mi ha procurato una sorta di innamoramento e che ha cambiato tutto. Nel corso di questi quasi cinquant'anni ho cercato Augusto in tanti modi: cantando le sue canzoni, ascoltando storie su di lui, andando a trovarlo al cimitero, in un modo che è sempre ritrovarlo. Sono certo che la mia vita sia cambiata in meglio''.

Dopo l’intervista mediata da Ernesto Motto, la cover band ''Ma noi no'' si è esibita con i primi pezzi dei Nomadi, stabilendo una connessione temporale e di significato con l’originale band, permettendo al pubblico di ritrovare nei testi e nelle melodie le vere intenzioni e le promesse mantenute raccontate dagli ospiti.

Poi di nuovo spazio all'intervista. ''Rosanna, raccontaci il periodo musicale del tempo, gli inizi, i primi sviluppi, così che possiamo capire da dove e perché è nato il grande Augusto che oggi ricordiamo e tutta la band dei Nomadi''.

''I primi anni i Nomadi facevano soprattutto cover, canzoni tradotte. Le loro interpretazioni avevano grande forza. Con l'andare del tempo la casa discografica offrì Lucio Battisti e Francesco Guccini come artisti da interpretare. Le canzoni di Guccini sembravano tagliate su di noi, poteva essere solo lui. I valori, i sentimenti, i segnali corrispondevano'' ha risposto la compagna, prima testimone di un’importantissima scelta musicale che avrebbe inciso un segno indelebile nel futuro e nell'identità del gruppo.

Paolo Montanari invece, ha specificato le somiglianze e le differenze che caratterizzano i ''Ma noi no'', i caratteri comuni ai Nomadi che animano la band e invece ciò che distanzia più nello specifico i due gruppi musicali.

La seconda parte del concerto ha passato in rassegna le canzoni e i testi più famosi degli anni '90, i successi più conosciuti, l’impatto delle nuove influenze dei personaggi nuovi della band, con grande entusiasmo del pubblico.

L’ultimo intermezzo della serata ha invece approfondito le interazione dei fan con Augusto, le dinamiche dei bigliettini lasciati sul palco a fine concerto, la contaminazione proficua e preziosa con Guccini: ogni domanda posta da Ernesto ha svelato un piccolo mondo nascosto di un personaggio eccentrico e autentico, il cui carisma ha continuamente attratto ragazzi e giovani, a tal punto da cambiarne la visione della vita e la vita stessa, come nel caso di Paolo Montanari.

Le trasformazioni e i cambiamenti radicali nell’assetto della band degli anni ‘90, la malattia di Augusto, la sua scomparsa e la fondazione dell'associazione sono stati raccontati dettagliatamente da Rosanna.

''Il giorno del funerale Augusto fu esposta la sua salma, e i fan lasciarono parecchi soldi accanto al feretro. Io e Beppe decidemmo allora di cercare un modo utile e in linea con il suo pensiero e con la sua vita per utilizzare quel denaro. Abbiamo chiesto all'oncologo Veronesi di darci qualche indicazione, e siamo giunti alla conclusione che sarebbe stato molto utile stanziare delle borse di studio per la ricerca nell'oncologia. Mai avremmo pensato che da tutto quello saremmo arrivati qui. In tanti si sono trovati, con le mostre, con le cene, con i concerti, a raccogliere fondi per l’associazione. E oggi siamo orgogliosi di annunciare che dopo più di trenta anni abbiamo donato circa 1.123.000 euro''.

L’evento si è concluso con una lettura di una poesia, composta per l’occasione da Pietro, uno dei fan del pubblico, e con il dono di un’opera artistica ad Elisa, bassista del gruppo, che per anni ha suonato con Augusto e i Nomadi.

Infine, Rosanna ha regalato un'opera di Augusto ad Ernesto Motto, per dimostrare la stima e la riconoscenza per l’aiuto che il volontario da anni offre portando avanti il progetto-concerto e mantenendo alta l’attenzione su ''Augusto per la vita''.

''Se lo merita più di ogni altro, glielo regalo con il cuore'' ha affermato Rosanna, in piedi sul palco insieme a paolo, pronta ad assistere a una chiusura di concerto emozionante e viva, vibrante dell'energia che per anni Augusto ha trasmesso ai Nomadi e a tutti i loro fan.
Contributo fotografico: Carlo Monguzzi

Ernesto Motto tra Rosanna Fantuzzi e Paolo Montanari
Da diversi anni Rosanna e Paolo portano in giro per l’Italia un ''progetto-concerto'' volto a far conoscere la storia di Augusto, voce storica, impegnata e inesauribile dei Nomadi, e dell'associazione ''Augusto per la vita'', fondata dopo la sua scomparsa nel 1992, per aiutare tutti coloro che continuano a combattere la malattia che se l'è portato via.

Ernesto Motto, organizzatore dell’evento e grande fan della band, ha introdotto gli ospiti e i musicisti, iniziando con i ringraziamenti e coinvolgendo subito il pubblico di appassionati nella serata, scaldando immediatamente l’atmosfera.

Seduto sul palco tra Rosanna e Paolo, Motto - presidente degli Amici del Teatro e dello Sport di Monticello - ha intervistato e condotto le risposte per tracciare un racconto della figura di Augusto, della sua importanza e del personaggio che si è creato attorno a lui il più vero possibile, attraverso le parole della moglie e di un fan incredibilmente appassionato.

Come prima domanda, impegnativa ma fondamentale, Ernesto ha chiesto a Rosanna di parlare di Augusto e del suo rapporto con i conflitti del mondo. "Lui soffriva perché capiva che le ingiustizie di cui cantava le vedeva in televisione'' ha iniziato Rosanna.

''Non so cosa Augusto provasse nel guardare quelle notizie. Di sicuro soffriva tantissimo. Se avesse potuto aiutare qualcuno avrebbe fatto di tutto. Non a caso la canzone "I ragazzi dell'olivo" è dedicata a loro. Con la sua arma più potente, il microfono, ha proclamato la sua delusione per il mondo che lo circondava''.

A Paolo Montanari invece, è stato chiesto di raccontare il primo contatto con Augusto e i Nomadi. ''Il mio è stato un incontro quasi inconsapevole: ero appassionato di altri generi, ma mio fratello li ascoltava. D'un tratto rimasi folgorato: fu una sorta di colpo di fulmine. Avevo dieci anni e da lì in poi la voce di Augusto ha cambiato le cose nella mia vita, anche a partire dal primo concerto nel 1981, e poi si è svolto tutto quello che è avvenuto''.

Anche Rosanna ha raccontato del primo incontro con colui che sarebbe diventato il suo compagno di vita: durante un concerto, tramite un’amica aveva scambiato quattro chiacchiere con il cantante, un ragazzo attraente, con un’energia particolare.
''Galeotto fu il lento'' ha detto sorridendo Rosanna, ricordando il momento che avrebbe poi deciso molto della loro vita insieme.
Rosanna e Paolo hanno ripercorso a voci alterne la storia e le coincidenze storiche che hanno avvicinato i ragazzi ai Nomadi grazie alle visioni e alla personalità poliedrica e autentica di Augusto.

Aneddoti, vicende di vita privata, tensioni sociali convogliate in parole e prese di posizioni che si incardinavano in un contesto politico e temporale e lontanissimo dai oggi odierni. ''Si cercava un senso di appartenenza, si cercava un attaccamento alle cose e alle persone per raggiungere qualcosa insieme'' ha raccontato Montanari, condividendo la sua personale esperienza con il pubblico.

''Penso che ci fosse ancora qualcosa da costruire, per questo si andava ai concerti dei Nomadi. Quei personaggi che si esponevano, che raccontavano cose importanti e rappresentative della nostra vita erano individui ai quali veniva abbastanza facile affezionarsi. Quello che Augusto raccontava con le parole e la voce era intriso di un amore per la gente. Il suo modo di amare molto le persone e i giovani gli permetteva di raccogliere intorno a sé moltissimi ragazzi e adulti, di età e provenienze differenti''.

''La mia vita è cambiata con Augusto - ha continuato l'artista - in un modo molto chiaro. E’ stato un incontro che mi ha procurato una sorta di innamoramento e che ha cambiato tutto. Nel corso di questi quasi cinquant'anni ho cercato Augusto in tanti modi: cantando le sue canzoni, ascoltando storie su di lui, andando a trovarlo al cimitero, in un modo che è sempre ritrovarlo. Sono certo che la mia vita sia cambiata in meglio''.

Dopo l’intervista mediata da Ernesto Motto, la cover band ''Ma noi no'' si è esibita con i primi pezzi dei Nomadi, stabilendo una connessione temporale e di significato con l’originale band, permettendo al pubblico di ritrovare nei testi e nelle melodie le vere intenzioni e le promesse mantenute raccontate dagli ospiti.

Poi di nuovo spazio all'intervista. ''Rosanna, raccontaci il periodo musicale del tempo, gli inizi, i primi sviluppi, così che possiamo capire da dove e perché è nato il grande Augusto che oggi ricordiamo e tutta la band dei Nomadi''.

''I primi anni i Nomadi facevano soprattutto cover, canzoni tradotte. Le loro interpretazioni avevano grande forza. Con l'andare del tempo la casa discografica offrì Lucio Battisti e Francesco Guccini come artisti da interpretare. Le canzoni di Guccini sembravano tagliate su di noi, poteva essere solo lui. I valori, i sentimenti, i segnali corrispondevano'' ha risposto la compagna, prima testimone di un’importantissima scelta musicale che avrebbe inciso un segno indelebile nel futuro e nell'identità del gruppo.

Paolo Montanari invece, ha specificato le somiglianze e le differenze che caratterizzano i ''Ma noi no'', i caratteri comuni ai Nomadi che animano la band e invece ciò che distanzia più nello specifico i due gruppi musicali.

La seconda parte del concerto ha passato in rassegna le canzoni e i testi più famosi degli anni '90, i successi più conosciuti, l’impatto delle nuove influenze dei personaggi nuovi della band, con grande entusiasmo del pubblico.

L’ultimo intermezzo della serata ha invece approfondito le interazione dei fan con Augusto, le dinamiche dei bigliettini lasciati sul palco a fine concerto, la contaminazione proficua e preziosa con Guccini: ogni domanda posta da Ernesto ha svelato un piccolo mondo nascosto di un personaggio eccentrico e autentico, il cui carisma ha continuamente attratto ragazzi e giovani, a tal punto da cambiarne la visione della vita e la vita stessa, come nel caso di Paolo Montanari.

Le trasformazioni e i cambiamenti radicali nell’assetto della band degli anni ‘90, la malattia di Augusto, la sua scomparsa e la fondazione dell'associazione sono stati raccontati dettagliatamente da Rosanna.

''Il giorno del funerale Augusto fu esposta la sua salma, e i fan lasciarono parecchi soldi accanto al feretro. Io e Beppe decidemmo allora di cercare un modo utile e in linea con il suo pensiero e con la sua vita per utilizzare quel denaro. Abbiamo chiesto all'oncologo Veronesi di darci qualche indicazione, e siamo giunti alla conclusione che sarebbe stato molto utile stanziare delle borse di studio per la ricerca nell'oncologia. Mai avremmo pensato che da tutto quello saremmo arrivati qui. In tanti si sono trovati, con le mostre, con le cene, con i concerti, a raccogliere fondi per l’associazione. E oggi siamo orgogliosi di annunciare che dopo più di trenta anni abbiamo donato circa 1.123.000 euro''.

L’evento si è concluso con una lettura di una poesia, composta per l’occasione da Pietro, uno dei fan del pubblico, e con il dono di un’opera artistica ad Elisa, bassista del gruppo, che per anni ha suonato con Augusto e i Nomadi.

Infine, Rosanna ha regalato un'opera di Augusto ad Ernesto Motto, per dimostrare la stima e la riconoscenza per l’aiuto che il volontario da anni offre portando avanti il progetto-concerto e mantenendo alta l’attenzione su ''Augusto per la vita''.

''Se lo merita più di ogni altro, glielo regalo con il cuore'' ha affermato Rosanna, in piedi sul palco insieme a paolo, pronta ad assistere a una chiusura di concerto emozionante e viva, vibrante dell'energia che per anni Augusto ha trasmesso ai Nomadi e a tutti i loro fan.
Contributo fotografico: Carlo Monguzzi
Letizia Fumagalli














