Sirone: Simone Santoro e il debutto al cinema
Debuttare al cinema è stato come aprire una porta che non si richiuderà più. Per Simone Santoro, sironese di 21 anni e un sogno cucito addosso, quella porta si è spalancata la sera del 14 novembre, quando le luci della sala si sono abbassate e il suo nome è apparso per la prima volta sul grande schermo. È questa la data della première cinematografica che oggi racconta con l’entusiasmo ancora vivo: ''L’esperienza è andata molto bene. Mi sono sentito a mio agio anche se, all’inizio, soprattutto prima del red carpet, un po’ di tensione c’era. Era la prima volta che partecipavo a un evento del genere da protagonista, con 400-500 persone lì per te… e senti quella responsabilità addosso. Poi però mi sono lasciato trasportare dal momento, dalle sensazioni, e alla fine è stato bello, coinvolgente''.

La prima di ''Risotto Western'', il nuovo film scritto, diretto e interpretato da Stefano Scala visibile su Prime Video, si è tenuta alle Giraffe di Paderno Dugnano, nella sala più grande. Santoro era arrivato da Roma, dove vive oggi, un giorno prima per essere parte del processo, dando una mano alla produzione a sistemare red carpet e scenografia.
La serata è stata un susseguirsi di emozioni con i saluti iniziali e il tappeto rosso: ''Sul red carpet mi sono divertito, ho cercato di non essere né troppo rigido né troppo leggero, lasciandomi andare''.
Sono poi seguite la presentazione degli attori, la visione del film e del backstage-documentario sulla realizzazione. C’è stata anche una performance di ballo e canto a tema western. Infine i discorsi del regista e del presentatore hanno chiuso la serata.

La pellicola è un metacinema, un ''film nel film'', che segue il regista e il produttore alle prese con questo ''risotto western'', un film totalmente immerso nell’immaginario western, ma con tanta ironia e simpatia: la storia mostra tutto il percorso di produzione e il rapporto con i vari personaggi.

Simone ha superato il casting nel febbraio 2025 e gli è stato assegnato il personaggio di Lester: ''Mi ha colpito molto la sua complessità: da fuori sembra un bulletto, ma in realtà è fragile dentro. Quella fragilità mi ha legato molto a lui''.
Simone confida di aver trovato un punto di contatto personale con Lester: ''Condividiamo questa rabbia interiore che tratteniamo finché poi esplode in base alle situazioni. Mi ha aiutato molto a lavorare sul ruolo. Dalle prove alle riprese il personaggio è proprio cambiato: modo di camminare, voce, sguardo… tutto si è evoluto''.

Il lavoro sul personaggio è stato intenso, anche se Santoro compare in un’unica scena, quella più complessa dell’intero film, girata in un giorno: la sparatoria. ''È la scena clou. Il mio personaggio è infatti il cattivo del film, un villain western insieme a Slim, interpretato da Federico Assini''.

Nonostante la presenza sul set in un solo giorno, il percorso di costruzione del personaggio è stato lungo e profondo. ''La difficoltà principale è stata capirlo. All’inizio non avevo un’idea chiara di chi fosse, quindi ho dovuto conoscerlo piano piano: i suoi tempi di reazione, lo sguardo, il modo di parlare… È molto egocentrico, quasi da far sembrare che la coppia di cattivi sia composta da uno solo''.

Laddove ci sono ombre, ci sono anche spiragli. ''La parte più semplice è stata la sua esagerazione: è un personaggio che nella rabbia si diverte, è teatrale, molto fisico. Avendo una base teatrale, questo mi ha permesso di sbizzarrirmi e divertirmi molto nell’interpretarlo''.

Simone ha già trovato la sua dimensione: il cinema. E lo dice con chiarezza. ''Mi sento molto più a mio agio sul grande schermo''. L’anno scorso aveva debuttato in Rai come protagonista di un reality show (QUI l’intervista) e oggi mette a confronto le due importanti esperienze vissute: ''Sono due mondi totalmente diversi: da una parte il cinema, dall’altra un reality di appuntamenti su Rai, dove non avevo un personaggio vero e proprio, ma dovevo ''copiare'' delle parole di altri. È un lavoro completamente differente. Dopo questa esperienza ho capito che il mio ruolo appartiene al cinema: è lì che voglio costruire la mia carriera, più che in reality, show o pubblicità''.

Fino a poco tempo fa ha vissuto vicino Milano e ha lavorato in spot e pubblicità, come per McDonald’s e Bullfrog: ''esperienze utili'', dice, che gli hanno permesso di capire che quello non è il suo percorso. Parallelamente ha girato cortometraggi: ''La Realtà'', presto in uscita e ''La Danza degli Agnelli'' in Svizzera, una piccola produzione sebbene sia ''un’esperienza importante a livello attoriale''. Il suo percorso è in piena ascesa: ''Adesso sto lavorando insieme al regista di risotto western ad altri progetti legati sempre all’universo di risotto. Perché non è un film che nasce e finisce lì''.

Perché il debutto è solo l’inizio e Simone, con la determinazione che lo accompagna, è pronto ad affrontare il percorso che ha scelto: il cinema, là dove si sente a casa. E chissà, forse, tra qualche anno parleremo ancora di lui: non più come un giovane attore al debutto, ma come qualcuno che quel sogno se l’è preso tutto, scena dopo scena.

Simone Santoro
La prima di ''Risotto Western'', il nuovo film scritto, diretto e interpretato da Stefano Scala visibile su Prime Video, si è tenuta alle Giraffe di Paderno Dugnano, nella sala più grande. Santoro era arrivato da Roma, dove vive oggi, un giorno prima per essere parte del processo, dando una mano alla produzione a sistemare red carpet e scenografia.
La serata è stata un susseguirsi di emozioni con i saluti iniziali e il tappeto rosso: ''Sul red carpet mi sono divertito, ho cercato di non essere né troppo rigido né troppo leggero, lasciandomi andare''.
Sono poi seguite la presentazione degli attori, la visione del film e del backstage-documentario sulla realizzazione. C’è stata anche una performance di ballo e canto a tema western. Infine i discorsi del regista e del presentatore hanno chiuso la serata.

Il gruppo di attori alla première
La pellicola è un metacinema, un ''film nel film'', che segue il regista e il produttore alle prese con questo ''risotto western'', un film totalmente immerso nell’immaginario western, ma con tanta ironia e simpatia: la storia mostra tutto il percorso di produzione e il rapporto con i vari personaggi.

Simone ha superato il casting nel febbraio 2025 e gli è stato assegnato il personaggio di Lester: ''Mi ha colpito molto la sua complessità: da fuori sembra un bulletto, ma in realtà è fragile dentro. Quella fragilità mi ha legato molto a lui''.
Simone confida di aver trovato un punto di contatto personale con Lester: ''Condividiamo questa rabbia interiore che tratteniamo finché poi esplode in base alle situazioni. Mi ha aiutato molto a lavorare sul ruolo. Dalle prove alle riprese il personaggio è proprio cambiato: modo di camminare, voce, sguardo… tutto si è evoluto''.

Il lavoro sul personaggio è stato intenso, anche se Santoro compare in un’unica scena, quella più complessa dell’intero film, girata in un giorno: la sparatoria. ''È la scena clou. Il mio personaggio è infatti il cattivo del film, un villain western insieme a Slim, interpretato da Federico Assini''.

Nonostante la presenza sul set in un solo giorno, il percorso di costruzione del personaggio è stato lungo e profondo. ''La difficoltà principale è stata capirlo. All’inizio non avevo un’idea chiara di chi fosse, quindi ho dovuto conoscerlo piano piano: i suoi tempi di reazione, lo sguardo, il modo di parlare… È molto egocentrico, quasi da far sembrare che la coppia di cattivi sia composta da uno solo''.

L'attore con il regista Stefano Scala
Laddove ci sono ombre, ci sono anche spiragli. ''La parte più semplice è stata la sua esagerazione: è un personaggio che nella rabbia si diverte, è teatrale, molto fisico. Avendo una base teatrale, questo mi ha permesso di sbizzarrirmi e divertirmi molto nell’interpretarlo''.

Simone ha già trovato la sua dimensione: il cinema. E lo dice con chiarezza. ''Mi sento molto più a mio agio sul grande schermo''. L’anno scorso aveva debuttato in Rai come protagonista di un reality show (QUI l’intervista) e oggi mette a confronto le due importanti esperienze vissute: ''Sono due mondi totalmente diversi: da una parte il cinema, dall’altra un reality di appuntamenti su Rai, dove non avevo un personaggio vero e proprio, ma dovevo ''copiare'' delle parole di altri. È un lavoro completamente differente. Dopo questa esperienza ho capito che il mio ruolo appartiene al cinema: è lì che voglio costruire la mia carriera, più che in reality, show o pubblicità''.

Fino a poco tempo fa ha vissuto vicino Milano e ha lavorato in spot e pubblicità, come per McDonald’s e Bullfrog: ''esperienze utili'', dice, che gli hanno permesso di capire che quello non è il suo percorso. Parallelamente ha girato cortometraggi: ''La Realtà'', presto in uscita e ''La Danza degli Agnelli'' in Svizzera, una piccola produzione sebbene sia ''un’esperienza importante a livello attoriale''. Il suo percorso è in piena ascesa: ''Adesso sto lavorando insieme al regista di risotto western ad altri progetti legati sempre all’universo di risotto. Perché non è un film che nasce e finisce lì''.

Perché il debutto è solo l’inizio e Simone, con la determinazione che lo accompagna, è pronto ad affrontare il percorso che ha scelto: il cinema, là dove si sente a casa. E chissà, forse, tra qualche anno parleremo ancora di lui: non più come un giovane attore al debutto, ma come qualcuno che quel sogno se l’è preso tutto, scena dopo scena.
M.Mau.














