Monticello, violenza contro le donne: condanna unanime del consiglio
Anche il consiglio comunale di Monticello ha voluto lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne, nella settimana in cui si sono susseguite, nell'intero pianeta, una serie di iniziative a contrasto di un fenomeno divenuto purtroppo di estrema attualità. In apertura di seduta, l'altra sera, il capogruppo di maggioranza Davide Gatti e il collega di opposizione John Best si sono alternati nella lettura di un testo che pubblichiamo integralmente di seguito:

Buonasera a tutte e a tutti,
oggi, 28 novembre, il nostro Consiglio Comunale si riunisce a pochi giorni dalla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata il 25 novembre.
Non vogliamo che quella data resti confinata in un calendario: vogliamo che il suo significato attraversi anche questo momento istituzionale, perché il tema che porta con sé riguarda profondamente ogni comunità.
La violenza contro le donne non è un fatto isolato, non è un destino inevitabile, non è qualcosa che accade “altrove”.
È una violazione dei diritti umani, una ferita aperta che ancora segna le nostre città, le nostre famiglie, le nostre relazioni.
Dietro ogni caso non c’è un numero: c’è una persona.
Una figlia, una sorella, una madre, una collega, un’amica.
C’è una donna che chiede ascolto, rispetto, protezione. Troppe volte non li trova.
Siamo qui per affermare con chiarezza che nessuna forma di violenza è accettabile: fisica, psicologica, economica, verbale, digitale.
E siamo qui per ribadire che il silenzio non protegge, che l’indifferenza non è neutralità, e che una comunità ha il dovere di essere rifugio, sostegno e presenza.
Questa non è solo una giornata di memoria: è una chiamata all’impegno.
Impegno delle istituzioni, che devono garantire strumenti reali di prevenzione, tutela e giustizia.
Impegno della scuola, che educa alla parità e al rispetto reciproco.
Impegno degli uomini e delle donne, affinché nessuna forma di sopraffazione venga minimizzata o normalizzata.
Impegno di ciascuno di noi, perché la violenza non si ferma solo nei tribunali: si ferma nelle case, nei luoghi di lavoro, nelle strade, nelle relazioni quotidiane.
Oggi ricordiamo chi non c’è più, chi ha trovato il coraggio di denunciare, chi sta lottando per ricostruire la propria vita.
A tutte loro va il nostro pensiero, ma soprattutto la nostra responsabilità concreta.
Che il 25 novembre non sia un semplice momento formale, ma un’occasione per rinnovare un impegno quotidiano.
Per scegliere una comunità in cui nessuna donna debba temere per la propria libertà o la propria dignità.
Desideriamo una società in cui rispetto, libertà e parità non siano eccezioni, ma normalità.
Una società in cui la violenza venga riconosciuta, contrastata e infine sradicata.
Insieme possiamo affermarlo, con una voce chiara e determinata: basta violenza.
Perché il cambiamento inizia da noi.
Grazie.

Buonasera a tutte e a tutti,
oggi, 28 novembre, il nostro Consiglio Comunale si riunisce a pochi giorni dalla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata il 25 novembre.
Non vogliamo che quella data resti confinata in un calendario: vogliamo che il suo significato attraversi anche questo momento istituzionale, perché il tema che porta con sé riguarda profondamente ogni comunità.
La violenza contro le donne non è un fatto isolato, non è un destino inevitabile, non è qualcosa che accade “altrove”.
È una violazione dei diritti umani, una ferita aperta che ancora segna le nostre città, le nostre famiglie, le nostre relazioni.
Dietro ogni caso non c’è un numero: c’è una persona.
Una figlia, una sorella, una madre, una collega, un’amica.
C’è una donna che chiede ascolto, rispetto, protezione. Troppe volte non li trova.
Siamo qui per affermare con chiarezza che nessuna forma di violenza è accettabile: fisica, psicologica, economica, verbale, digitale.
E siamo qui per ribadire che il silenzio non protegge, che l’indifferenza non è neutralità, e che una comunità ha il dovere di essere rifugio, sostegno e presenza.
Questa non è solo una giornata di memoria: è una chiamata all’impegno.
Impegno delle istituzioni, che devono garantire strumenti reali di prevenzione, tutela e giustizia.
Impegno della scuola, che educa alla parità e al rispetto reciproco.
Impegno degli uomini e delle donne, affinché nessuna forma di sopraffazione venga minimizzata o normalizzata.
Impegno di ciascuno di noi, perché la violenza non si ferma solo nei tribunali: si ferma nelle case, nei luoghi di lavoro, nelle strade, nelle relazioni quotidiane.
Oggi ricordiamo chi non c’è più, chi ha trovato il coraggio di denunciare, chi sta lottando per ricostruire la propria vita.
A tutte loro va il nostro pensiero, ma soprattutto la nostra responsabilità concreta.
Che il 25 novembre non sia un semplice momento formale, ma un’occasione per rinnovare un impegno quotidiano.
Per scegliere una comunità in cui nessuna donna debba temere per la propria libertà o la propria dignità.
Desideriamo una società in cui rispetto, libertà e parità non siano eccezioni, ma normalità.
Una società in cui la violenza venga riconosciuta, contrastata e infine sradicata.
Insieme possiamo affermarlo, con una voce chiara e determinata: basta violenza.
Perché il cambiamento inizia da noi.
Grazie.














