A don Dell'Orto, Francesca Manzoni e suor Galbusera (alla memoria) il Premio per la Pace 2025
Sono nomi che parlano di dedizione, di scelte coraggiose e di vite spese per gli altri. Anche quest'anno il Premio per la Pace dedicato alla memoria di Graziella Fumagalli, Madre Erminia Cazzaniga e Suor Luisa Dell'Orto trova i suoi destinatari: tre persone che, ciascuna a modo proprio, hanno incarnato quello stesso spirito di servizio che ha animato le tre figure a cui il riconoscimento è intitolato. La giuria – composta dai rappresentanti dei Comuni di Casatenovo, Lomagna e Sirtori insieme al Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli – si è riunita online nei giorni scorsi per valutare le candidature e ha individuato i vincitori dell'edizione 2025: don Giuseppe Dell'Orto, suor Augusta Galbusera e Francesca Andrea Manzoni. I loro nomi sono stati resi noti nelle scorse ore.
La vita di Francesca Manzoni è testimonianza concreta di carità e gratuità, radicata nell'incontro con le persone più povere e fragili, soprattutto bambini e ragazzi. Nata nel 1993 a Casatenovo - frazione Cassina de Bracchi, volontaria dal 2011 dell'Operazione Mato Grosso, dal 2019 vive nella Missione di Chacas in Perù, dove ha potuto conoscere da vicino la realtà della missione ed operare nei settori dell'educazione dei bambini e dei ragazzi dell'oratorio, collaborando con i giovani catechisti locali e recentemente anche nell'amministrazione dell'ospedale. Nonostante le varie difficoltà incontrate e i numerosi impegni, se ne è innamorata e ha scelto di restare.
La missione di don Giuseppe Dell’Orto, svolta con grande umiltà e spirito evangelico, si estende a numerosi luoghi e culture, dove attraverso il lavoro e l'annuncio del Vangelo diventa faro di speranza. Originario di Lomagna ha iniziato il suo percorso a Milano. La sua missione lo ha portato a Toulouse, nelle favelas brasiliane di Belo Horizonte e San Paolo, a Friburgo, Berlino, Troyes e Bazoches. Ovunque, il suo compito era stare accanto alle maestranze ed evangelizzare. Membro della Missione Operaia Pietro e Paolo, si è specializzato in teologia pastorale a Friburgo. Ha intrecciato studio, lavoro e pastorale guidando gruppi liturgici e biblici, occupandosi di vocazioni, facendo il catechista e animando giovani. Appassionato di iconografia, ha fatto anche il commentatore e l'animatore di liturgie.

Scomparsa poco più di un anno fa, suor Augusta Galbusera ha dedicato la vita agli ultimi: dalla cura dei lebbrosi in Liberia al progetto ‘Casa Cafasso’ in Kenya per giovani ex detenuti. Il suo servizio con contagioso sorriso è testimonianza di una vita spesa per amore. Originaria di Valaperta (Casatenovo), nata nel 1968, è morta il 21 ottobre scorso a Torino. La vocazione nacque seguendo gli zii – Suor Giuseppina e Padre Giovanni Galbusera – missionari della Consolata. Ha lavorato in America Latina, Stati Uniti e Africa. Significativi gli incarichi in Kenya e Liberia, dove gestì un lebbrosario al confine con la Guinea. Mantenne forte il legame con gli amici dell'oratorio, con cui si intratteneva nei periodi di riposo. Negli anni Ottanta e Novanta era attiva in parrocchia e oratorio, dedicandosi all'accoglienza dei giovani extracomunitari nelle attività del G.O.G. (Gruppo Oratoriano Giovanile) con entusiasmo e serenità. Persona riservata, aveva consacrato la vita ai più bisognosi.

La cerimonia di assegnazione del premio si svolgerà, come da tradizione, il prossimo 8 dicembre presso l'oratorio di Sirtori alle 21. Sarà l'occasione per valorizzare l'impegno profuso dai premiati, ma anche per ricordare Graziella Fumagalli, Madre Erminia e Suor Luisa – missionaria 65enne di Lomagna uccisa nel giugno 2023 ad Haiti, dove da vent'anni prestava servizio sostenendo la popolazione locale. Oggi, quel nome accanto a quelli di Graziella e Madre Erminia continua a ricordare a tutti che il servizio al prossimo, anche fino al sacrificio estremo, è il più alto esempio di pace che si possa dare.

Da sinistra madre Erminia Cazzaniga, suor Luisa Dell'Orto e Graziella Fumagalli
La vita di Francesca Manzoni è testimonianza concreta di carità e gratuità, radicata nell'incontro con le persone più povere e fragili, soprattutto bambini e ragazzi. Nata nel 1993 a Casatenovo - frazione Cassina de Bracchi, volontaria dal 2011 dell'Operazione Mato Grosso, dal 2019 vive nella Missione di Chacas in Perù, dove ha potuto conoscere da vicino la realtà della missione ed operare nei settori dell'educazione dei bambini e dei ragazzi dell'oratorio, collaborando con i giovani catechisti locali e recentemente anche nell'amministrazione dell'ospedale. Nonostante le varie difficoltà incontrate e i numerosi impegni, se ne è innamorata e ha scelto di restare.


Da destra Francesca Manzoni, don Giuseppe Dell'Orto e suor Augusta Galbusera
Scomparsa poco più di un anno fa, suor Augusta Galbusera ha dedicato la vita agli ultimi: dalla cura dei lebbrosi in Liberia al progetto ‘Casa Cafasso’ in Kenya per giovani ex detenuti. Il suo servizio con contagioso sorriso è testimonianza di una vita spesa per amore. Originaria di Valaperta (Casatenovo), nata nel 1968, è morta il 21 ottobre scorso a Torino. La vocazione nacque seguendo gli zii – Suor Giuseppina e Padre Giovanni Galbusera – missionari della Consolata. Ha lavorato in America Latina, Stati Uniti e Africa. Significativi gli incarichi in Kenya e Liberia, dove gestì un lebbrosario al confine con la Guinea. Mantenne forte il legame con gli amici dell'oratorio, con cui si intratteneva nei periodi di riposo. Negli anni Ottanta e Novanta era attiva in parrocchia e oratorio, dedicandosi all'accoglienza dei giovani extracomunitari nelle attività del G.O.G. (Gruppo Oratoriano Giovanile) con entusiasmo e serenità. Persona riservata, aveva consacrato la vita ai più bisognosi.

La cerimonia di assegnazione del premio si svolgerà, come da tradizione, il prossimo 8 dicembre presso l'oratorio di Sirtori alle 21. Sarà l'occasione per valorizzare l'impegno profuso dai premiati, ma anche per ricordare Graziella Fumagalli, Madre Erminia e Suor Luisa – missionaria 65enne di Lomagna uccisa nel giugno 2023 ad Haiti, dove da vent'anni prestava servizio sostenendo la popolazione locale. Oggi, quel nome accanto a quelli di Graziella e Madre Erminia continua a ricordare a tutti che il servizio al prossimo, anche fino al sacrificio estremo, è il più alto esempio di pace che si possa dare.
M.E.



















