Mandic: il dg Trivelli è in partenza. Tante incompiute al Commissario  

Abbiamo sempre diffidato delle pagelle che Regione lombarda redige per valutare l’operato dei direttori generali di ASST e ATS. La sensazione è che il voto alto risponda direttamente agli interessi regionali e inversamente a quelli degli ospedali diretti dai top manager valutati.

Del resto la componente valutativa “discrezionale”, quella cioè in capo all’assessorato alla sanità – quindi alla politica – è del 30% e anche il 70% che dovrebbe afferire alla parte tecnica è molto influenzata da obiettivi mirati imposti dalla stessa Giunta regionale.

Un grande manager come Piero Caltagirone, anni fa dissero che non riuscì a superare una nuova prova predisposta per la riscrittura degli elenchi dei candidati direttori generali. Naturalmente fu conteso dalle migliori cliniche private.

Il dottor Marco Trivelli, dal 1° gennaio 2024 direttore generale dell’ASST Lecco, ha ottenuto uno dei voti più alti. Si dirà, è di Comunione e Liberazione, ovvio che sia così. Non proprio. Sì è di CL e assiduo frequentatore del Meeting di Rimini che dubitiamo abbia ancora qualcosa dello spirito di don Luigi Giussani.

Ma ci sono altri elementi che fanno pensare. Per esempio, dopo 60 anni di incessante lavoro di qualità nel maggio 2025 il dottor Trivelli ha chiuso definitivamente Ostetricia-Ginecologia. Così a Merate non si nasce più. Doveva essere rimpiazzata dall’attività ambulatoriale ma i risultati non ci sono stati.

Non ha riaperto Psichiatria, nonostante le promesse e nemmeno è stata avviata la procedura per una Pneumologia dell’ASST e non dell’Inrca, la quale, non inviando infermieri in numero sufficiente, ha già ridotto al lumicino l’attività del reparto al quinto piano del Mandic.

Nel dicembre 2023 Valentina Bettamio, direttrice medica di presidio, facente funzioni, lasciava Merate per un’azienda milanese. Il 27 febbraio 2025 veniva varato il concorso per la ricerca di un dirigente effettivo. La partecipazione della Bettamio era scontata. Così come la sua vittoria. Dunque predisporre subito un nuovo bando e nel frattempo nominare un facente funzioni scegliendo tra i candidati al concorso poteva essere la prima soluzione. Invece siamo al palo. Il concorso è stato fatto ma manca ancora la nomina.

Nei mesi scorsi abbiamo cautamente ispirato e promosso un incontro pubblico – che si terrà forse il 17 gennaio – allo scopo di presentare alla cittadinanza i nostri primari. Senza quel camice bianco che può incutere timore, riverenza, in abiti borghesi, sul palco dell’auditorium a raccontare i punti di forza dei rispettivi reparti e rispondere alle domande del pubblico. L’idea era un dialogo diretto, mai realizzato prima, tra chi rappresenta il nostro ospedale, compreso il capo degli infermieri, e i potenziali clienti-pazienti. Una mattinata per conoscersi, dialogare, chiedere, protestare, suggerire. Fare amicizia, insomma. 
L’inserimento nel progetto della Direzione strategica ha via via snaturato l’idea. La scaletta – a parte l’interessante anteprima storica – è fitta di interventi di personaggi diversi tra cui la dottoressa Grappiolo, direttrice sanitaria d’azienda, solitamente di stanza al Manzoni. Il “cuore” del progetto doveva essere tutto meratese. Invece è finito travolto da altre logiche. 
Non saremo della partita, ovviamente.

Nel frattempo attendiamo di ascoltare dalla viva voce di Marco Trivelli la data della sua partenza anticipata dall’ASST Lecco. Si dice maggio. Al suo posto arriverà un commissario col compito di gestire gli ospedali fino a fine anno quando ci sarà la nuova tornata di nomine. 

Messa così tante cose che prima non tornavano ora sono chiare come il sole a mezzogiorno. Su tutto incombe il decreto 2 aprile 2015, n. 70, più noto come D.M. 70, il regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera. I cui parametri, se trovassero applicazione, degraderebbero il Manzoni a ospedale di 1° livello e il Mandic a presidio ospedaliero di base. Per insufficienza di abitanti e accessi.
Claudio Brambilla
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