Cassago: la mostra 'Eggs on  the Moon' con la S.Agostino

In conclusione, dell’anno giubilare, Cassago ospita la mostra ''Eggs on the Moon'', promossa dall’Associazione Sant’Agostino e dedicata alle opere di Giorgio Arrigoni, bulciaghese di origine. La mostra è allestita nella chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Brigida ed è visitabile fino a oggi, martedì 6 gennaio.
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Giorgio Arrigoni (a destra) con Luigi Beretta dell'Associazione Sant'Agostino

L’esposizione si inserisce nel contesto delle celebrazioni per il Giubileo della Speranza e per la chiusura dell’Anno Santo, con l’obiettivo di restituire valore e dignità alla devozione popolare del passato, riletta attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.
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Come racconta lo stesso Arrigoni, l’idea della mostra nasce dal ritrovamento di due oggetti emblematici della religiosità popolare del Novecento da parte dello stesso artista: una collana giubilare composta da sedici medaglie raffiguranti santi, Madonne e papa Pio XI, realizzata in occasione del Giubileo del 1925 e recuperata in discarica, e una statua della Madonna Assunta con le mani spezzate, rinvenuta al mercatino Emmaus di Erba. 
''Da questi due oggetti, carichi di storia e significato – spiega l’artista – ha preso forma un percorso artistico ispirato al Giubileo della Speranza 2025''.
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Le opere in esposizione propongono temi e simboli centrali della tradizione cristiana, realizzate dall’artista. Nella prima sezione del percorso compaiono Madonne classiche, immagini di consolazione e speranza, accanto a reinterpretazioni in chiave street art, capaci di tenere insieme sofferenza e fiducia nel futuro.
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Segue una riflessione più ampia sui simboli della fede: la Croce, proposta in forme espressive insolite e priva della figura di Cristo, diventa segno non di un punto di arrivo ma di partenza. Dolore, peccato e miseria non sono visti come fallimenti, bensì come punti di partenza verso una vita nuova; anche la morte è riletta come soglia verso una dimensione di libertà e pienezza.
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L'artista Giorgio Arrigoni

Ricorrenti sono inoltre i simboli del pane e del vino, legati al Padre Nostro e alla transustanziazione, l’uovo, emblema di creazione e resurrezione, la luna e le stelle, tradizionali attributi mariani, e antichi libri di preghiera appartenuti alle bisnonne e alle nonne provenzali dell’artista, a testimonianza di un profondo legame familiare e spirituale. Il piatto vuoto, infine, richiama le ferite del presente: fame, solitudine e guerre. Non manca il riferimento alla situazione attuale di Gaza con un’opera intitolata la fragilità della pace.
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''Ho voluto questa mostra – sottolinea Arrigoni – per celebrare non solo la chiusura dell’Anno Santo, ma anche per ricordare la devozione della gente, soprattutto quella dei tempi passati, antica e profonda. Una religiosità a cui hanno creduto le generazioni passate''.
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A suggello del valore spirituale e sociale del progetto, da menzionare le parole che Papa Leone XIV ha indirizzato all’artista a seguito dell’invio di alcune opere: «Il suo talento artistico sia messo a sostegno dei valori della solidarietà e della fratellanza, affinché le nuove generazioni possano riscoprire la vera bellezza che salva».
La mostra resterà visitabile fino al 6 gennaio con orario continuato dalle 9 alle 18. Nella stessa giornata, in occasione della chiusura ufficiale del Giubileo 2025, dalle 10.30 alle 16.30, presso la sede dell’Associazione Sant’Agostino (piazza don Motta 2) sarà attivo un ufficio temporaneo di Poste Italiane con uno speciale annullo filatelico a tema Jubil-Art.
G.S.
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