Casatenovo: con il prof.Sironi si è aperto il nuovo anno di UTE
Nella serata di lunedì 12 gennaio Alfio Sironi, docente di geografia presso la scuola secondaria di secondo grado, collaboratore con l’Università degli Studi di Milano e organizzatore del Festival delle Geografie – Il Libro del Mondo, ha inaugurato il primo appuntamento dell’anno nuovo di UTE – Università per Tutte le Età. Presso la sala civica di Villa Farina diversi adulti si sono radunati per assistere a una lezione di tema geografico e civico, volta a definire il concetto di “antropocene” attraverso un’analisi documentata delle sue caratteristiche e delle sue problematiche.

Ad aprire l’incontro il presidente dell’UTE Giovanni Cogliati: ''Oggi comincia il nostro secondo semestre con Sironi, un esperto e amico che ormai da diversi anni viene a raccontarci dei suoi viaggi e di realtà geografiche e culturali diverse dalla nostra. Oggi ci parlerà di un argomento particolare, vorrei introdurlo con una massima che afferma che gli alberi sono le braccia che sorreggono il cielo e che quando taglieremo l’ultimo albero il cielo ci cadrà addosso. Ringrazio Alfio per la sua disponibilità e tutti voi per essere qui''.

Il termine antropocene, letteralmente l’epoca dell’uomo, ha fatto molto discutere in ambito scientifico nel momento stesso in cui mette al centro l’essere umano non tanto quanto artefice, ma piuttosto sottolineandone l’impatto sempre più pervasivo sul pianeta. Esemplificative sono alcune immagini di diversi ambienti sparsi per il mondo, come le risaie a terrazze in Cina, le baraccopoli indiane e l’attuale deserto di Aral (in precedenza mare e lago), le quali dimostrano le conseguenze, spesso drammatiche, sull’ambiente delle scelte e delle azioni dell’uomo.

Diversi scienziati si sono interrogati sull’antropocene, affermando come quest’epoca determini una serie di processi interdipendenti di forte impatto ambientale quali l’inquinamento, il consumo di risorse, la crescita accelerata della popolazione e la diffusione di specie alloctone. Sebbene il riconoscimento del valore scientifico di questo concetto sia avvenuto solamente nel 2016, gli studiosi già sul finire del Novecento hanno iniziato a indagare sulle sue origini, attribuendole o alla comparsa dell’agricoltura o alla prima rivoluzione industriale o alle esplosioni delle bombe atomiche durante la Seconda guerra mondiale.
Sironi ha proseguito la lezione delineando alcuni indicatori che possano permettere ai presenti e alla popolazione mondiale di comprendere quanto sia necessario porre la propria attenzione sulle tematiche ambientali. Primo tra tutti il consumo di risorse, analizzato nel dossier scientifico ''Rapporto sui Limiti dello Sviluppo'' del 1972, nel quale viene delineato come tra cento anni la maggior parte delle risorse terminerà o sarà drasticamente ridotta. Succede la perdita di biodiversità globale, la quale non solo appare come una perdita di carattere genetico, ma sta inoltre riducendo i servizi ecosistemici, ovvero la generosità con cui gli ecosistemi stanno fornendo all’uomo servizi naturali essenziali per propagare la vita.

Un altro indicatore è rappresentato dall’aumento delle temperature e dal cambiamento climatico, un evento che non rappresenta una novità in sé, ma che per la prima volta è correlato in un rapporto di diretta interdipendenza alle attività umane. In particolare, secondo l’ultimo rapporto dell’UNFCCC, senza ulteriori misure di mitigazione il mondo è su una traiettoria di aumento della temperatura di 2,4-2,7 gradi entro la fine del secolo. L’ultima misura trattata sull’antropocene è stata la presunzione dell’homo sapiens, presentata attraverso un’espressione di Stefano Mancuso: ''L’idea di essere migliori di qualcos’altro è una delle idee più pericolose che la civiltà abbia prodotto. Se tu ti senti migliore di qualcosa o qualcuno tenderai ad utilizzarlo per i tuoi scopi, senza preoccuparti di lui''.

''Questa serata ha voluto portare all’attenzione il danno che ci stiamo auto-provocando, ricordando che la vita sulla terra va avanti con o senza di noi. Abbiamo le tecnologie e la capacità di cambiare le cose, ma è possibile solo con la giusta consapevolezza'' ha concluso Sironi, invitando i presenti alla prossima lezione sempre da lui tenuta nella serata di lunedì 19 gennaio presso Villa Farina.

Il presidente di UTE Giovanni Cogliati (a sinistra) e il professor Alfio Sironi
Ad aprire l’incontro il presidente dell’UTE Giovanni Cogliati: ''Oggi comincia il nostro secondo semestre con Sironi, un esperto e amico che ormai da diversi anni viene a raccontarci dei suoi viaggi e di realtà geografiche e culturali diverse dalla nostra. Oggi ci parlerà di un argomento particolare, vorrei introdurlo con una massima che afferma che gli alberi sono le braccia che sorreggono il cielo e che quando taglieremo l’ultimo albero il cielo ci cadrà addosso. Ringrazio Alfio per la sua disponibilità e tutti voi per essere qui''.

Il termine antropocene, letteralmente l’epoca dell’uomo, ha fatto molto discutere in ambito scientifico nel momento stesso in cui mette al centro l’essere umano non tanto quanto artefice, ma piuttosto sottolineandone l’impatto sempre più pervasivo sul pianeta. Esemplificative sono alcune immagini di diversi ambienti sparsi per il mondo, come le risaie a terrazze in Cina, le baraccopoli indiane e l’attuale deserto di Aral (in precedenza mare e lago), le quali dimostrano le conseguenze, spesso drammatiche, sull’ambiente delle scelte e delle azioni dell’uomo.

Diversi scienziati si sono interrogati sull’antropocene, affermando come quest’epoca determini una serie di processi interdipendenti di forte impatto ambientale quali l’inquinamento, il consumo di risorse, la crescita accelerata della popolazione e la diffusione di specie alloctone. Sebbene il riconoscimento del valore scientifico di questo concetto sia avvenuto solamente nel 2016, gli studiosi già sul finire del Novecento hanno iniziato a indagare sulle sue origini, attribuendole o alla comparsa dell’agricoltura o alla prima rivoluzione industriale o alle esplosioni delle bombe atomiche durante la Seconda guerra mondiale.


Un altro indicatore è rappresentato dall’aumento delle temperature e dal cambiamento climatico, un evento che non rappresenta una novità in sé, ma che per la prima volta è correlato in un rapporto di diretta interdipendenza alle attività umane. In particolare, secondo l’ultimo rapporto dell’UNFCCC, senza ulteriori misure di mitigazione il mondo è su una traiettoria di aumento della temperatura di 2,4-2,7 gradi entro la fine del secolo. L’ultima misura trattata sull’antropocene è stata la presunzione dell’homo sapiens, presentata attraverso un’espressione di Stefano Mancuso: ''L’idea di essere migliori di qualcos’altro è una delle idee più pericolose che la civiltà abbia prodotto. Se tu ti senti migliore di qualcosa o qualcuno tenderai ad utilizzarlo per i tuoi scopi, senza preoccuparti di lui''.

''Questa serata ha voluto portare all’attenzione il danno che ci stiamo auto-provocando, ricordando che la vita sulla terra va avanti con o senza di noi. Abbiamo le tecnologie e la capacità di cambiare le cose, ma è possibile solo con la giusta consapevolezza'' ha concluso Sironi, invitando i presenti alla prossima lezione sempre da lui tenuta nella serata di lunedì 19 gennaio presso Villa Farina.
C.Fu.



















