Sanità e RSA al collasso, ma il problema oggi sono...i falò

banner bglobohomebig-55870.jpg
Falò rituali? Una ''vittoria'' che sa di sconfitta per il territorio Mentre si celebrano deroghe per i fuochi tradizionali, il nostro territorio resta lontano dalle posizioni di eccellenza nella qualità della vita. I problemi veri sono altri, e sono sotto gli occhi di tutti.

Leggendo le dichiarazioni del sottosegretario, che definisce questa notizia una “vittoria”, resto perplesso.
Forse manca una conoscenza diretta delle priorità quotidiane dei cittadini, che si aspettano risultati concreti su questioni ben più rilevanti. I dati parlano chiaro.

La provincia di Lecco si colloca al 14° posto nella classifica nazionale della qualità della vita 2025, Monza e Brianza al 13° e Como al 30°. Si tratta di posizioni discrete, sostenute soprattutto dal buon risultato nella sezione Ricchezza e Consumi (provincia di Lecco 5ª), ma molto più deboli in ambiti altrettanto importanti come Cultura e Tempo Libero, dove scivoliamo al 76° posto. (fonte: Il Sole 24 ore).

Le criticità del territorio sono note e diffuse. Traffico in costante aumento su infrastrutture vecchie di mezzo secolo; la SS36 in condizioni indecenti; strade piene di buche; ponti fatiscenti; illuminazione carente e un decoro urbano spesso imbarazzante. Sul fronte sanitario, famiglie senza medico di base da mesi.

I nuovi medici, spesso stranieri, faticano persino a comunicare in italiano. Le scuole? Cadenti. Finestre che non si chiudono, imposte mancanti, palestre inesistenti, aree sportive ridotte al minimo, servizi igienici precari, carenza di personale docente, laboratori tecnici assenti, aule informatiche obsolete.

I parchi pubblici vengono riempiti di attrezzi sportivi “verdi” già rotti e mal manutenuti.

Il trasporto ferroviario è da terzo mondo: ritardi e cancellazioni quotidiane sulla linea Monza–Lecco che costringo studenti, genitori degli studenti e lavoratori in un girono infernale quotidiano.

I nostri paesi si svuotano, i centri storici sono deserti e privi di negozi di vicinato, mentre proliferano i mega centri commerciali.

Ospedali al collasso, con tempi di attesa ben lontani dagli standard a cui eravamo abituati, strumenti e strutture che definire vecchi è persino un complimento.

Case di riposo in overbooking, nemmeno fosse il tour mondiale dei Coldplay. Famiglie disperate nella gestione dei famigliari anziani e malati.

In questo contesto, presentare i falò rituali come una grande conquista appare del tutto sproporzionato. Le tradizioni vanno rispettate e tutelate, ma l’enfasi dedicata a questo tema sembra decisamente fuori misura.

Personalmente continuerò a partecipare con piacere ai falò della Gibiana o di Sant’Antonio, riconoscendone il valore culturale.

Allo stesso tempo, auspico che si possa leggere con la stessa enfasi di nuovi ponti ricostruiti, scuole moderne e sicure, impianti sportivi funzionanti, posti in RSA adeguati e un sistema sanitario più accessibile, tempi ridotti per visite importanti e salvavita, nuove linee ferroviarie, nuovi treni, parchi, piste ciclopedonali, nuovi teatri.

Concludo con una precisazione: non si tratta di una posizione ideologica.  Parlo da padre, preoccupato per il futuro dei propri figli e desideroso di vedere il territorio in cui vivono migliorare, non arretrare, e che insieme possiamo celebrare delle vittorie VERE per tutti i cittadini. 
Un giovane padre
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.