Molteno: al presepe albero della famiglia Rigamonti il primo premio della Diocesi
Il presepe-albero dei Rigamonti di Molteno conquista il primo premio nella categoria famiglie del concorso indetto dalla Diocesi di Milano. Un’opera originale e profondamente simbolica, capace di coniugare tradizione, creatività e coinvolgimento familiare, distinguendosi tra i circa 170 presepi iscritti all’edizione 2025-2026 del concorso (ne avevamo parlato QUI).

Il presepe premiato nasce da una circostanza particolare: ''Quando ancora il Natale era lontano – racconta Marco Rigamonti - nel mese di agosto, abbiamo vinto, alla lotteria del nostro oratorio, un albero di legno costruito da un artigiano del paese. Abbiamo quindi pensato di trasformarlo nel nostro Presepe''.
Da qui prende forma l’idea del presepe-albero, una struttura lignea a spirale che diventa il cuore dell’intera rappresentazione, come descrive Rigamonti: ''La spirale che forma l'albero ci è sembrata come una scala dove si scende e si sale per raggiungere la Natività, posta al centro''.

Al centro dell’albero, infatti, si trova la scena principale con Maria, Giuseppe e Gesù Bambino, verso la quale tutto converge. Lungo il percorso, i personaggi sono disposti in un movimento continuo che richiama il cammino dell’umanità verso la nascita di Cristo. ''I pastori con le pecore camminano per raggiungere Maria, Giuseppe e Gesù Bambino'' prosegue Rigamonti, sottolineando l’idea del viaggio e dell’attesa. Ma nel presepe non ci sono solo i protagonisti tradizionali del racconto evangelico. ''Verso il basso ci siamo anche noi (Marco, Monica, Giulio e Olivia), quattro omini che rappresentano la nostra famiglia, tutti in cammino verso Gesù''. Un inserimento che rende l’opera profondamente personale e attuale, collocando la famiglia stessa all’interno della scena della Natività.
Il cammino non si esaurisce qui: ''In ultimo, ma non meno importanti, i Re Magi (Melchiorre, Baldassarre e Gaspare), che giungono da lontano. In alto, la stella, che richiama con la sua luce''. Un altro elemento distintivo del presepe Rigamonti è il lavoro manuale condiviso da tutta la famiglia: ''Tutti i personaggi, le casette, gli alberi, le pecorelle, sono stati realizzati da noi, disegnando e colorando figure grezze di legno chiaro'' dice Marco, evidenziando il valore del tempo trascorso insieme e della costruzione paziente, passo dopo passo, del presepe.

La premiazione si è svolta durante la festa dei presepi, che ha avuto luogo domenica 11 gennaio presso il Salone Pio XII della sede della FOM in via Sant’Antonio 5 a Milano. L’evento ha concluso ufficialmente l’edizione 2025-2026 del Concorso presepi per la Città e la Diocesi di Milano, giunto rispettivamente alla settantatreesima e alla trentottesima edizione.
Il salone era gremito di presepisti di ogni età, in particolare bambini e ragazzi, segno di una tradizione che continua a rinnovarsi. A fare gli onori di casa il direttore don Stefano Guidi, mentre a premiare i vincitori è stato l’Abate di Sant’Ambrogio, monsignor Carlo Faccendini, che ha ricordato: ''Il presepe ci aiuta a capire che non solo Gesù nasce ma nasce qui in mezzo a noi!''.
L’edizione di quest’anno ha avuto anche uno sguardo rivolto all’attualità, con l’assegnazione del Premio speciale ''Presepe innevato'', in riferimento ai prossimi Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.
La festa è stata animata dai canti del Coretto San Piergiorgio Frassati di Sesto Calende, contribuendo a rendere l’atmosfera ancora più partecipata e gioiosa.

In questo contesto ricco di creatività, il presepe-albero della famiglia Rigamonti si è distinto per la capacità di raccontare, attraverso una forma semplice ma intensa, un cammino condiviso verso la Natività, dove fede, famiglia e tradizione si intrecciano in un’unica spirale.

La famiglia Rigamonti durante le premiazioni del concorso
Il presepe premiato nasce da una circostanza particolare: ''Quando ancora il Natale era lontano – racconta Marco Rigamonti - nel mese di agosto, abbiamo vinto, alla lotteria del nostro oratorio, un albero di legno costruito da un artigiano del paese. Abbiamo quindi pensato di trasformarlo nel nostro Presepe''.
Da qui prende forma l’idea del presepe-albero, una struttura lignea a spirale che diventa il cuore dell’intera rappresentazione, come descrive Rigamonti: ''La spirale che forma l'albero ci è sembrata come una scala dove si scende e si sale per raggiungere la Natività, posta al centro''.

La Natività
Al centro dell’albero, infatti, si trova la scena principale con Maria, Giuseppe e Gesù Bambino, verso la quale tutto converge. Lungo il percorso, i personaggi sono disposti in un movimento continuo che richiama il cammino dell’umanità verso la nascita di Cristo. ''I pastori con le pecore camminano per raggiungere Maria, Giuseppe e Gesù Bambino'' prosegue Rigamonti, sottolineando l’idea del viaggio e dell’attesa. Ma nel presepe non ci sono solo i protagonisti tradizionali del racconto evangelico. ''Verso il basso ci siamo anche noi (Marco, Monica, Giulio e Olivia), quattro omini che rappresentano la nostra famiglia, tutti in cammino verso Gesù''. Un inserimento che rende l’opera profondamente personale e attuale, collocando la famiglia stessa all’interno della scena della Natività.


I Re Magi
La premiazione si è svolta durante la festa dei presepi, che ha avuto luogo domenica 11 gennaio presso il Salone Pio XII della sede della FOM in via Sant’Antonio 5 a Milano. L’evento ha concluso ufficialmente l’edizione 2025-2026 del Concorso presepi per la Città e la Diocesi di Milano, giunto rispettivamente alla settantatreesima e alla trentottesima edizione.
Il salone era gremito di presepisti di ogni età, in particolare bambini e ragazzi, segno di una tradizione che continua a rinnovarsi. A fare gli onori di casa il direttore don Stefano Guidi, mentre a premiare i vincitori è stato l’Abate di Sant’Ambrogio, monsignor Carlo Faccendini, che ha ricordato: ''Il presepe ci aiuta a capire che non solo Gesù nasce ma nasce qui in mezzo a noi!''.

La festa è stata animata dai canti del Coretto San Piergiorgio Frassati di Sesto Calende, contribuendo a rendere l’atmosfera ancora più partecipata e gioiosa.

La famiglia Rigamonti
In questo contesto ricco di creatività, il presepe-albero della famiglia Rigamonti si è distinto per la capacità di raccontare, attraverso una forma semplice ma intensa, un cammino condiviso verso la Natività, dove fede, famiglia e tradizione si intrecciano in un’unica spirale.
M.Mau.


















