Nibionno: teatro dialettale, un nuovo evento con Teca
Si apre nel segno della tradizione la rassegna teatrale 2026 promossa dal Comitato Teca, che propone come primo appuntamento uno spettacolo capace di coniugare comicità, riflessione e memoria popolare. Sabato 31 gennaio alle 21, presso il teatro dell’oratorio di Tabiago di Nibionno, la compagnia teatrale I Catanaji porterà in scena la commedia ''Al mond de là gh’è nagott de portà'', testo di Roberto Santalucia e Pier Giuseppe Vitali, adattato in dialetto milanese da Lucio Calenzano e diretto da Giorgio Mazzoni.
La commedia racconta, con toni brillanti ma mai superficiali, una vicenda familiare in cui si intrecciano ambizioni, fragilità, aspettative e piccoli grandi segreti. Al centro della storia c’è un mondo quotidiano fatto di relazioni complicate e scelte difficili, dove i personaggi si muovono inseguendo sogni di riscatto e felicità, salvo poi fare i conti con la realtà. Il titolo stesso suggerisce una riflessione amara e ironica: in un mondo in cui “non c’è nulla da portare”, ciò che resta davvero sono i legami e i valori.
''Diamo avvio alla nostra rassegna teatrale 2026 – commenta il presidente del Comitato Teca – Portiamo in scena il teatro dialettale perchè crediamo che esso non sia solo intrattenimento, ma un vero e proprio patrimonio culturale. È una lingua che racconta il nostro territorio, le nostre radici e un modo di essere comunità che rischia di andare perduto se non viene coltivato e condiviso''.
Il presidente sottolinea anche il valore sociale dell’iniziativa: ''Portare il teatro nei nostri paesi significa creare occasioni di incontro, offrire momenti di qualità culturale accessibili a tutti e sostenere compagnie che, con passione e competenza, tengono viva una tradizione importantissima. Il dialetto, sul palco, diventa memoria viva e strumento di dialogo tra generazioni''. Attraverso l’ironia, la comicità e il linguaggio della quotidianità, il teatro dialettale riesce a raccontare temi universali e a rafforzare il senso di appartenenza a un territorio.
Il progetto della rassegna è reso possibile grazie al contributo del Fondo Ambiente e Cultura, nell’ambito del fondo ''Sostegno Arti dal Vivo'' e al supporto di importanti realtà del territorio come la Fondazione Comunitaria del Lecchese, ACinque, Lario Reti Holding e Silea, oltre che di numerosi sponsor, a conferma di una sinergia virtuosa tra cultura e comunità.
La commedia racconta, con toni brillanti ma mai superficiali, una vicenda familiare in cui si intrecciano ambizioni, fragilità, aspettative e piccoli grandi segreti. Al centro della storia c’è un mondo quotidiano fatto di relazioni complicate e scelte difficili, dove i personaggi si muovono inseguendo sogni di riscatto e felicità, salvo poi fare i conti con la realtà. Il titolo stesso suggerisce una riflessione amara e ironica: in un mondo in cui “non c’è nulla da portare”, ciò che resta davvero sono i legami e i valori.
Il presidente sottolinea anche il valore sociale dell’iniziativa: ''Portare il teatro nei nostri paesi significa creare occasioni di incontro, offrire momenti di qualità culturale accessibili a tutti e sostenere compagnie che, con passione e competenza, tengono viva una tradizione importantissima. Il dialetto, sul palco, diventa memoria viva e strumento di dialogo tra generazioni''. Attraverso l’ironia, la comicità e il linguaggio della quotidianità, il teatro dialettale riesce a raccontare temi universali e a rafforzare il senso di appartenenza a un territorio.
Il progetto della rassegna è reso possibile grazie al contributo del Fondo Ambiente e Cultura, nell’ambito del fondo ''Sostegno Arti dal Vivo'' e al supporto di importanti realtà del territorio come la Fondazione Comunitaria del Lecchese, ACinque, Lario Reti Holding e Silea, oltre che di numerosi sponsor, a conferma di una sinergia virtuosa tra cultura e comunità.
Date evento
sabato, 31 gennaio 2026


















