Bulciago, ex ''chimica'': il 22/1 si farà il punto sulla bonifica
Giovedì 22 gennaio alle 20.45 la sala conferenze della Biblioteca Comunale di Bulciago tornerà ad essere luogo di confronto rispetto ad una delle vicende più delicate degli ultimi anni: la bonifica dell'area ex ''chimica'', oggi di proprietà di FLAMMA S.p.A. L’appuntamento, organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con FLAMMA, vuole dare continuità al percorso preannunciato in Consiglio Comunale e riportare al centro dell’attenzione pubblica due temi strettamente intrecciati: la tutela dell’ambiente e quella del lavoro.
Nel corso della serata l’ingegner Ferruccio Grasso, procuratore speciale per gli interventi di messa in sicurezza, illustrerà gli aggiornamenti sul Progetto Operativo di Bonifica e le attività previste per il potenziamento degli interventi di risanamento ambientale, con l’obiettivo dichiarato di garantire la messa in sicurezza dell’area e la protezione della salute pubblica.
Per capire la portata dell’incontro di giovedì, occorre tornare al Consiglio comunale del 19 novembre 2025, quando l’aula aveva discusso – e approvato all’unanimità, con la minoranza al completo – l’adeguamento dello strumento urbanistico per consentire la costruzione di un nuovo impianto di bonifica nella cosiddetta ''chimica''. Un passaggio tecnico solo in apparenza, che in realtà rappresentava una tappa cruciale in una vertenza complessa, aperta nel momento in cui la chiusura improvvisa dello stabilimento aveva lasciato senza lavoro 120 famiglie del territorio.

''In un primo momento la notizia ci aveva lasciati fortemente basiti, pertanto ci siamo subito attivati'', aveva ricordato in aula il vicesindaco Puricelli, ripercorrendo le tappe del confronto con l’azienda e con le parti sociali. L’Amministrazione aveva convocato un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali e avanzato quattro richieste precise, con un duplice obiettivo: non abbandonare le persone rimaste senza occupazione e, allo stesso tempo, evitare che l’area industriale si trasformasse in un sito degradato o in un deposito abbandonato. A distanza di un anno, l’acquisizione del sito da parte di FLAMMA e il riassorbimento dei lavoratori hanno aperto uno scenario diverso, nel quale il presidio ambientale diventa decisivo.
Proprio per rendere possibile la realizzazione di una struttura di bonifica di nuova generazione, alta non oltre i sei metri, il Consiglio era stato chiamato a votare la modifica del Piano di Governo del Territorio, dato che l’area risultava classificata come agricola non edificabile. ''La modifica viene fatta esclusivamente per permettere alla struttura di bonifica di essere costruita; essa non avrà funzione produttiva, nè un volume ingombrante'', aveva spiegato Puricelli, chiarendo la natura puntuale dell’intervento urbanistico.
L’incontro del 22 gennaio si inserisce dunque in questo quadro: non si tratta di un episodio isolato, ma di un momento di restituzione pubblica all’interno di un percorso che ha avuto il suo passaggio istituzionale in Consiglio e che ora si apre in modo più diretto al confronto con la cittadinanza. Nel corso della serata, i cittadini e le cittadine di Bulciago potranno ascoltare nel dettaglio quali interventi siano stati messi in campo per la messa in sicurezza del sito, quali tecnologie saranno adottate nell’impianto di bonifica e quali tempi si prevedono per le diverse fasi del risanamento.
È previsto anche uno spazio per le domande, occasione importante per chiarire dubbi, chiedere approfondimenti e portare punti di vista, in un ambito, quello della bonifica ambientale, spesso percepito come molto tecnico e distante, ma che incide direttamente sulla qualità della vita del territorio.
Nel corso della serata l’ingegner Ferruccio Grasso, procuratore speciale per gli interventi di messa in sicurezza, illustrerà gli aggiornamenti sul Progetto Operativo di Bonifica e le attività previste per il potenziamento degli interventi di risanamento ambientale, con l’obiettivo dichiarato di garantire la messa in sicurezza dell’area e la protezione della salute pubblica.
Per capire la portata dell’incontro di giovedì, occorre tornare al Consiglio comunale del 19 novembre 2025, quando l’aula aveva discusso – e approvato all’unanimità, con la minoranza al completo – l’adeguamento dello strumento urbanistico per consentire la costruzione di un nuovo impianto di bonifica nella cosiddetta ''chimica''. Un passaggio tecnico solo in apparenza, che in realtà rappresentava una tappa cruciale in una vertenza complessa, aperta nel momento in cui la chiusura improvvisa dello stabilimento aveva lasciato senza lavoro 120 famiglie del territorio.

''In un primo momento la notizia ci aveva lasciati fortemente basiti, pertanto ci siamo subito attivati'', aveva ricordato in aula il vicesindaco Puricelli, ripercorrendo le tappe del confronto con l’azienda e con le parti sociali. L’Amministrazione aveva convocato un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali e avanzato quattro richieste precise, con un duplice obiettivo: non abbandonare le persone rimaste senza occupazione e, allo stesso tempo, evitare che l’area industriale si trasformasse in un sito degradato o in un deposito abbandonato. A distanza di un anno, l’acquisizione del sito da parte di FLAMMA e il riassorbimento dei lavoratori hanno aperto uno scenario diverso, nel quale il presidio ambientale diventa decisivo.
Proprio per rendere possibile la realizzazione di una struttura di bonifica di nuova generazione, alta non oltre i sei metri, il Consiglio era stato chiamato a votare la modifica del Piano di Governo del Territorio, dato che l’area risultava classificata come agricola non edificabile. ''La modifica viene fatta esclusivamente per permettere alla struttura di bonifica di essere costruita; essa non avrà funzione produttiva, nè un volume ingombrante'', aveva spiegato Puricelli, chiarendo la natura puntuale dell’intervento urbanistico.

È previsto anche uno spazio per le domande, occasione importante per chiarire dubbi, chiedere approfondimenti e portare punti di vista, in un ambito, quello della bonifica ambientale, spesso percepito come molto tecnico e distante, ma che incide direttamente sulla qualità della vita del territorio.
M.E.
Date evento
giovedì, 22 gennaio 2026


















