Oggiono, Casa di Comunità: sistema in blocco...si attende
E 2!
Non è la formula di un nuovo elemento chimico, ma è quanto purtroppo sto direttamente registrando in tema di Sanità pubblica locale. Infatti E 2 è quanto mi sono detto: dopo la "bella" esperienza al PS di Lecco di pochi giorni fa, non avrei certamente voluto bissarla in tempi così ristretti qui al poliambulatorio di Oggiono dell'ASST di Lecco, pardon Casa di Comunità (che bell'effetto d'immagine ha quella targa affissa da non molto tempo).
Sta di fatto che per circa 1 ora in quell'ambiente è andato in scena un piccolo caos per fortuna sapientemente gestito dal personale degli sportelli.
Arrivo attorno alle 8 e noto subito una certa concitazione ma soprattutto sui monitor un'eloquente scritta che indica il blocco del sistema, con tutte le conseguenze del caso.
Questa volta si tratterebbe di blocco dell'intero sistema centrale per cui cortesemente, non conoscendone la durata (che potrebbe essere sì, ci dicono, nell'ordine di un'ora ma ovviamente senza certezze) si avvertono i presenti, potenzialmente con urgenze particolari, che possono eventualmente recarsi in qualche struttura convenzionata, ma non in quelle pubbliche, a partire dall'Ospedale di Lecco stesso, perché interessate dal medesimo blocco.
Di fatto la cosiddetta utenza (ma sarebbe sempre importante ricordare di essere in primis Cittadini portatori di Doveri ma anche di Diritti) si sfoltisce un po'.
Poi per chi resta (ma anche per gli sportellisti del front office) inizia un piccolo calvario con persone variamente ''rumoreggianti'' perché ''non è possibile che succedano queste cose e perché chi è arrivato dopo può recarsi prima di me allo sportello (che nel frattempo sta riprendendo a singhiozzo)'' e simili intuibili commenti certamente non sempre fondati.
Un paziente operatore del front office con calma spiega ulteriormente cosa sta succedendo e io mi inserisco, con altri “utenti”, dicendo che semmai gli sportellisti sono vittime come noi di queste disfunzioni.
Sorvolando sul descrivere altri ben immaginabili annessi e connessi dopo circa 1 ora, come scrivevo, il problema si è risolto ma questo non mi ha impedito poi, dopo aver espletato le mie incombenze, di assumere qui e là alcune altre informazioni pur sempre da verificare.
A seguito di ciò aggiungo questi altri interrogativi (in particolare sul Cup – Centro Unico di Prenotazione lombardo che informaticamente rappresenta solo una parte del ''Sistema Centrale'' andato in blocco) alle domande che pubblicamente già ponevo alle competenti autorità nel mio scritto sul PS di Lecco (ma non solo) sopra riportato:
E' vero che ci sono varie frequenti disfunzioni (quasi giornalmente?) nel suo utilizzo causando ovviamente ''disagi'' sia a operatori che “utenti”? Perché questo sistema è utilizzato solo da 8 Asst rispetto al totale di esse in Regione? Potrebbe essere un indice di non affidabilità? e soprattutto perché non si risolvono alla radice queste disfunzioni?
Sempre ritornando ai ''salati'' commenti in occasione (ma non solo) di questo blocco del Sistema Informatico più d'uno aveva sconsolatamente sostenuto che ''nel Privato queste cose non succedono e se succedono vengono risolte''. Non solo io, ben conoscendo anche in termini più generali le disfunzioni anche del Privato, non posso però non ravvedere l'evidente problema delle inefficienze del Pubblico, per non dire altro, pur tra le sue innegabili virtù.
Quindi le domande che sempre più in tanti ci stiamo ponendo è se (usando un eufemismo e pur considerando la complessità e gli intrecci delle varie componenti del grande Sistema Sanitario Pubblico) gran parte del problema non sia ascrivibile ai ''piani alti'', compresi anche e forse sopratutto i livelli politici.
Livelli politici orientati più a privilegiare il sovvenzionamento del sistema Privato che quello Pubblico determinando il graduale affossamento dell'importantissimo sistema universalistico, uno dei perni centrali del nostro Sistema Sociale. Della serie stiamo perdendo i connotati di una Convivenza Civile degna di tale nome?
A questo riguardo basterebbe domandarsi perché stanno sorgendo sempre più cliniche o strutture private mentre sempre più persone sono costrette a rinunciare per motivi economici all'Assistenza Pubblica.
Mi fermo qui ritornando doverosamente al livello territoriale, vera cartina tornasole di possibili quanto auspicabili concreti miglioramenti: perché dopo varie perorazioni passate, certamente non solo mie, il Poliambulatorio alias Casa di Comunità di Oggiono è ancora soggetto a elementi di sottoorganicità?
Dalle competenti Autorità mi aspetterei cortesi risposte a quelle che non sono certamente solo le mie pur semplici e mirate domande, grazie.
Non è la formula di un nuovo elemento chimico, ma è quanto purtroppo sto direttamente registrando in tema di Sanità pubblica locale. Infatti E 2 è quanto mi sono detto: dopo la "bella" esperienza al PS di Lecco di pochi giorni fa, non avrei certamente voluto bissarla in tempi così ristretti qui al poliambulatorio di Oggiono dell'ASST di Lecco, pardon Casa di Comunità (che bell'effetto d'immagine ha quella targa affissa da non molto tempo).
Sta di fatto che per circa 1 ora in quell'ambiente è andato in scena un piccolo caos per fortuna sapientemente gestito dal personale degli sportelli.
Arrivo attorno alle 8 e noto subito una certa concitazione ma soprattutto sui monitor un'eloquente scritta che indica il blocco del sistema, con tutte le conseguenze del caso.
Questa volta si tratterebbe di blocco dell'intero sistema centrale per cui cortesemente, non conoscendone la durata (che potrebbe essere sì, ci dicono, nell'ordine di un'ora ma ovviamente senza certezze) si avvertono i presenti, potenzialmente con urgenze particolari, che possono eventualmente recarsi in qualche struttura convenzionata, ma non in quelle pubbliche, a partire dall'Ospedale di Lecco stesso, perché interessate dal medesimo blocco.
Di fatto la cosiddetta utenza (ma sarebbe sempre importante ricordare di essere in primis Cittadini portatori di Doveri ma anche di Diritti) si sfoltisce un po'.
Poi per chi resta (ma anche per gli sportellisti del front office) inizia un piccolo calvario con persone variamente ''rumoreggianti'' perché ''non è possibile che succedano queste cose e perché chi è arrivato dopo può recarsi prima di me allo sportello (che nel frattempo sta riprendendo a singhiozzo)'' e simili intuibili commenti certamente non sempre fondati.
Un paziente operatore del front office con calma spiega ulteriormente cosa sta succedendo e io mi inserisco, con altri “utenti”, dicendo che semmai gli sportellisti sono vittime come noi di queste disfunzioni.
Sorvolando sul descrivere altri ben immaginabili annessi e connessi dopo circa 1 ora, come scrivevo, il problema si è risolto ma questo non mi ha impedito poi, dopo aver espletato le mie incombenze, di assumere qui e là alcune altre informazioni pur sempre da verificare.
A seguito di ciò aggiungo questi altri interrogativi (in particolare sul Cup – Centro Unico di Prenotazione lombardo che informaticamente rappresenta solo una parte del ''Sistema Centrale'' andato in blocco) alle domande che pubblicamente già ponevo alle competenti autorità nel mio scritto sul PS di Lecco (ma non solo) sopra riportato:
E' vero che ci sono varie frequenti disfunzioni (quasi giornalmente?) nel suo utilizzo causando ovviamente ''disagi'' sia a operatori che “utenti”? Perché questo sistema è utilizzato solo da 8 Asst rispetto al totale di esse in Regione? Potrebbe essere un indice di non affidabilità? e soprattutto perché non si risolvono alla radice queste disfunzioni?
Sempre ritornando ai ''salati'' commenti in occasione (ma non solo) di questo blocco del Sistema Informatico più d'uno aveva sconsolatamente sostenuto che ''nel Privato queste cose non succedono e se succedono vengono risolte''. Non solo io, ben conoscendo anche in termini più generali le disfunzioni anche del Privato, non posso però non ravvedere l'evidente problema delle inefficienze del Pubblico, per non dire altro, pur tra le sue innegabili virtù.
Quindi le domande che sempre più in tanti ci stiamo ponendo è se (usando un eufemismo e pur considerando la complessità e gli intrecci delle varie componenti del grande Sistema Sanitario Pubblico) gran parte del problema non sia ascrivibile ai ''piani alti'', compresi anche e forse sopratutto i livelli politici.
Livelli politici orientati più a privilegiare il sovvenzionamento del sistema Privato che quello Pubblico determinando il graduale affossamento dell'importantissimo sistema universalistico, uno dei perni centrali del nostro Sistema Sociale. Della serie stiamo perdendo i connotati di una Convivenza Civile degna di tale nome?
A questo riguardo basterebbe domandarsi perché stanno sorgendo sempre più cliniche o strutture private mentre sempre più persone sono costrette a rinunciare per motivi economici all'Assistenza Pubblica.
Mi fermo qui ritornando doverosamente al livello territoriale, vera cartina tornasole di possibili quanto auspicabili concreti miglioramenti: perché dopo varie perorazioni passate, certamente non solo mie, il Poliambulatorio alias Casa di Comunità di Oggiono è ancora soggetto a elementi di sottoorganicità?
Dalle competenti Autorità mi aspetterei cortesi risposte a quelle che non sono certamente solo le mie pur semplici e mirate domande, grazie.
Germano Bosisio


















