Oggiono: ancora gravi i due giovani feriti nell'esplosione

Non verserebbero in pericolo di vita, ma le loro condizioni permangono gravi. Si trova ancora ricoverata al Centro Ustioni dell'Ospedale Niguarda di Milano, la coppia di origini nigeriane rimasta coinvolta nell'incendio divampato – a seguito dello scoppio di una bombola a gas – nella serata di venerdì 16 gennaio a Oggiono, in un complesso residenziale ubicato in Salita Bosisiolo al civico 27.
L'episodio – come si ricorderà - si era verificato poco dopo le ore 20 alle spalle dell'ex ospedale, più precisamente nell'appartamento all'ultimo piano di una palazzina, occupato anche da altri tre connazionali.
Una deflagrazione riconducibile al malfunzionamento di una stufa alimentata da bombole di gas metano. Lo scoppio, violentissimo, aveva sventrato alcune parti dell'edificio, provocando un incendio che aveva interessato anche parte del tetto della struttura. 
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Scattato l'allarme al 112, sul posto si erano precipitati in forze i Vigili del fuoco del comando provinciale di Lecco e del distaccamento di volontari di Valmadrera, con sei mezzi complessivamente. 
Allertato anche il personale sanitario, con ambulanze supportate da personale infermieristico giunto da Lecco e Molteno. In posto pure i Carabinieri della stazione di Oggiono e della Compagnia di Merate per gli accertamenti finalizzati a risalire alle cause della deflagrazione.
Cinque – come dicevamo – i feriti. Oltre alla coppia di fidanzati di circa trent'anni che ha riportato le conseguenze più gravi, in ospedale a Erba erano state trasportate altre tre persone: un nucleo familiare composto da mamma (incinta), papà e bambina di sette anni. 
Per fortuna tutti loro se la sono cavata con ferite di lieve entità e con un grosso spavento, tanto che nelle ore successive il rogo hanno potuto fare ritorno a casa. Il Comune ha messo loro a disposizione un alloggio di emergenza poiché quello scenario del rogo risulta ancora inagibile.
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Nella giornata di lunedì il sindaco Chiara Narciso ha infatti firmato un'ordinanza che sancisce (per via dei danni da acqua e pericolosità indotta da elementi pericolanti che insistono sull’ingresso dell’abitazione) l'inabitabilità dell'appartamento occupato dai nuclei di origine nigeriana e anche di quello sottostante, dove vive una coppia di anziani che, nell'immediatezza dei fatti ha trovato ospitalità da parenti. 
Il documento dispone altresì ''l'immediato sgombero a tutti gli occupanti delle due unità immobiliari'', imponendo al proprietario e agli aventi causa degli immobili ''di mantenere inaccessibili le due unità immobiliari al fine di interdire l’accesso a chiunque non preventivamente autorizzato'' e ''di presentare, ove necessario, idoneo progetto, corredato da perizia asseverato dal tecnico abilitato che attesti lo stato dei luoghi, nonché la natura e l’estensione delle opere necessarie per la verifica, la messa in sicurezza definitiva, il ripristino delle condizioni igieniche-sanitarie e il consolidamento strutturale ove necessario delle porzioni delle unità interessate dall’incendio''.
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Ci vorrà ancora del tempo prima che la palazzina possa tornare ad accogliere le famiglie coinvolte; in questo momento tuttavia la priorità resta il miglioramento delle condizioni dei due feriti. L'auspicio è che il trascorrere delle ore possa fornire aggiornamenti positivi in questo senso.
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