Galgiana, ravioli di San Biagio: torna la (gustosa) tradizione
Il profumo dei ravioli dolci torna a riempire l'oratorio di Galgiana: è il segno che la festa di San Biagio è ormai vicina. Anche quest’anno, grazie all’impegno di tantissimi volontari, la tradizionale vendita di ravioli e di chiacchiere rappresenta un momento d’incontro e condivisione per l'intera frazione

Sono circa una cinquantina i volontari che, in occasione della festa patronale che si celebra il 3 febbraio, si radunano già da metà gennaio e si spartiscono il duro e lungo lavoro di produzione e di vendita in diversi turni sempre più organizzati. A coordinare e supervisionare lo svolgimento dell’attività l’immancabile Franco Manzoni, punta di riferimento dell’oratorio casatese e unico depositario della ricetta originale dei ravioli.
''Grazie all’esperienza di Franco, in cucina fin dalle prime luci del mattino, tutti i nuovi collaboratori hanno imparato diverse mansioni che, nel loro piccolo, permettono di realizzare ottimi ravioli e di deliziare il palato di tutti i cittadini di Casatenovo e oltre. È molto significativa per il paese la trasmissione di questa tradizione anche alle nuove generazioni e, sebbene negli ultimi anni tantissimi adulti si siano messi in gioco, speriamo che anche i ragazzi ne capiscano l’importanza'' ha raccontato Alessandra Decio a nome del gruppo di volontari.
I ravioli vengono completamente preparati dal gruppo, a partire dalla realizzazione dell’impasto, il quale viene tirato e tagliato nella forma corretta. Dopo averlo lasciato asciugare, viene farcito con i due tipici ripieni: panettone di San Biagio e marmellata oppure una farcitura al cioccolato dalla consistenza e dal sapore simili alla torta paesana. La friggitura rende i ravioli dorati e croccanti, mentre la spolverata di zucchero a velo successiva li rende ancora più appetitosi e invitanti.
L’introduzione dalla scorsa edizione di un packaging pratico – un vassoio inserito in un sacchetto di carta bianca con un adesivo utile a riconoscere i diversi ripieni – e delle prenotazioni telefoniche stanno riscuotendo anche quest’anno un enorme successo, data la possibilità di portare a casa i dolci senza schiacciarli e di ridurre il rischio (e la delusione) di esaurimento scorte.

La novità di quest’anno tuttavia è rappresentata dal sostegno di diversi sponsor, i quali hanno finanziato l’acquisto degli ingredienti e hanno prestato alcuni strumenti utili alla preparazione dei ravioli e delle chiacchiere. Tra questi impossibile non citare il Sant’Anna Social Club, associazione che ha regalato alcuni carrelli pratici per trasportare i dolci dalla cucina al salone, facilitando i volontari da un punto di vista logistico.

''Non si tratta soltanto di un lavoro su base volontaria o di una ricorrenza tradizionale, ma anche di un’occasione per fare gruppo, per socializzare, per vedersi e scambiare quattro chiacchiere. Il contatto umano è fondamentale in tantissimi ambienti, qui ci permette di cucinare con maggiore sintonia e di preparare i dolci con amore. Inoltre l’intero ricavato della vendita sarà destinato alla Parrocchia'' ha concluso Decio.
Un intreccio tra tradizione e innovazione, in un’atmosfera in cui la frazione di Galgiana si fa sempre più comunità coinvolgendo tantissimi volontari e raggiungendo con i suoi ravioli più cittadini possibili.

Alcune immagini dei volontari impegnati nella preparazione
Sono circa una cinquantina i volontari che, in occasione della festa patronale che si celebra il 3 febbraio, si radunano già da metà gennaio e si spartiscono il duro e lungo lavoro di produzione e di vendita in diversi turni sempre più organizzati. A coordinare e supervisionare lo svolgimento dell’attività l’immancabile Franco Manzoni, punta di riferimento dell’oratorio casatese e unico depositario della ricetta originale dei ravioli.

I ravioli vengono completamente preparati dal gruppo, a partire dalla realizzazione dell’impasto, il quale viene tirato e tagliato nella forma corretta. Dopo averlo lasciato asciugare, viene farcito con i due tipici ripieni: panettone di San Biagio e marmellata oppure una farcitura al cioccolato dalla consistenza e dal sapore simili alla torta paesana. La friggitura rende i ravioli dorati e croccanti, mentre la spolverata di zucchero a velo successiva li rende ancora più appetitosi e invitanti.
L’introduzione dalla scorsa edizione di un packaging pratico – un vassoio inserito in un sacchetto di carta bianca con un adesivo utile a riconoscere i diversi ripieni – e delle prenotazioni telefoniche stanno riscuotendo anche quest’anno un enorme successo, data la possibilità di portare a casa i dolci senza schiacciarli e di ridurre il rischio (e la delusione) di esaurimento scorte.

La novità di quest’anno tuttavia è rappresentata dal sostegno di diversi sponsor, i quali hanno finanziato l’acquisto degli ingredienti e hanno prestato alcuni strumenti utili alla preparazione dei ravioli e delle chiacchiere. Tra questi impossibile non citare il Sant’Anna Social Club, associazione che ha regalato alcuni carrelli pratici per trasportare i dolci dalla cucina al salone, facilitando i volontari da un punto di vista logistico.

''Non si tratta soltanto di un lavoro su base volontaria o di una ricorrenza tradizionale, ma anche di un’occasione per fare gruppo, per socializzare, per vedersi e scambiare quattro chiacchiere. Il contatto umano è fondamentale in tantissimi ambienti, qui ci permette di cucinare con maggiore sintonia e di preparare i dolci con amore. Inoltre l’intero ricavato della vendita sarà destinato alla Parrocchia'' ha concluso Decio.
Un intreccio tra tradizione e innovazione, in un’atmosfera in cui la frazione di Galgiana si fa sempre più comunità coinvolgendo tantissimi volontari e raggiungendo con i suoi ravioli più cittadini possibili.
C.Fu.



















