Bulciago: incontro dedicato a Flamma e agli interventi di bonifica già attuati e previsti

Il problema dell’area dell’ex chimica, oggi di proprietà di Flamma Spa, è un tema fortemente sentito a Bulciago e l’Amministrazione comunale ha deciso così di organizzare una serata rivolta a tutti cittadini per aggiornarli sulla situazione dell’impianto.
Giovedì 22 gennaio nella sala conferenze della biblioteca in Via del Beneficio 1, i bulciaghesi hanno avuto l’occasione di confrontarsi con l’ingegnere Ferruccio Grasso, procuratore speciale per gli interventi di messa in sicurezza, ponendo domande ed esponendo tutti i loro dubbi. È stata una presentazione molto sentita che ha visto la partecipazione di diversi cittadini, del sindaco Luca Cattaneo, di alcuni membri del gruppo di maggioranza e dei dirigenti di Flamma Spa. 
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Il team di Flamma Spa con gli amministratori comunali di Bulciago

Le operazioni di bonifica dell’area sono iniziate nel lontano 2002, un intervento lungo e complesso che ha cercato di sistemare una situazione disastrosa lasciata dai precedenti proprietari della fabbrica. L’ingegnere Grasso ne ha seguito gli sviluppi fin dalle prime fasi e in modo chiaro ha spiegato ai cittadini le azioni e anche le numerose criticità con cui purtroppo ci si è dovuti confrontare. 
''Questa bonifica dura veramente da molto tempo, quasi infinito oserei dire: non era stata assolutamente prevista una durata così eccessiva, ma purtroppo ci sono state delle problematiche che dipendono dal terreno su cui è ubicata la fabbrica. Durante tutte le nostre operazioni abbiamo sempre avuto a cuore la salvaguardia dei corpi idrici a valle del sito senza dimenticare la presenza del torrente Bevera. Sono stati tutti efficacemente protetti e non sono a rischio contaminazione. Attualmente abbiamo una bonifica quasi totale, ma non è sufficiente'' ha detto l’ingegner Grasso mostrando ai presenti, tramite immagini, i concreti interventi effettuati nel corso degli anni. 
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Il problema è sempre stato molto complesso e ricade a vecchie produzioni quando si sono verificate delle perdite nel terreno, ed è stato rilasciato un quantitativo importante di solventi clorurati che hanno contaminato la falda acquifera sottostante. 
''Nel sottosuolo c’è un primo strato costituito da alluvione e poi ulteriori stratificazioni che purtroppo sono irregolari, creano delle sacche in cui si bloccano i contaminati. La parte più complicata è quella nella zona a sud, il sito industriale poggia su uno strato impermeabile che forma una conca, il substrato è profondo fino a 25 metri e questo ha creato un catino che ha raccolto tutti gli inquinanti. Inoltre non bisogna dimenticare la presenza del torrente Bevera che attraversa tutta l’area dello stabilimento, c’è sempre stato il rischio di commistione tra acque pulite ed inquinate. Il nostro intervento è stato proprio quello di creare una barriera idraulica per abbassare il livello della falda ed impedire l’entrata dell’acqua contaminata nel torrente Bevera, ma è stato solo il primo passo'' ha proseguito l’ingegnere Grasso, passando poi a spiegare gli interventi successivi.
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Il sindaco Luca Cattaneo (a sinistra) e l'ingegnere Ferruccio Grasso

Dal 2006 al 2008 è stata utilizzata una tecnica di trattamento in ambiente anossico (ovvero in carenza di ossigeno) rivoluzionaria per l’epoca perché non era mai stata applicata con acque clorurate. L’intervento consiste nel creare, tramite punti di iniezione, delle situazioni di assenza di ossigeno stimolando così l’attività batterica, in questo modo si agisce per eliminare la quantità di elementi pericolosi. Il metodo ha avuto un esito molto buono su quasi tutta l’area tranne nelle zone in cui è presente la sacca più in profondità. 
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Attualmente l’area dell’ex chimica è stata in gran parte bonificata, ma per raggiungere anche le zone più critiche è stata necessaria la pianificazione di un nuovo progetto che ha generato ulteriori malumori tra i cittadini. Proprio per rendere possibile l’impianto, il consiglio comunale era stato chiamato a votare una modifica del piano di governo del territorio nel quale l'area presentava la classificazione in agricola non edificabile. Questo cambio nel piano urbanistico, approvato all’unanimità, è stato fondamentale per realizzare il nuovo progetto di bonifica. Il trattamento messo in campo e analogo a quello già presente con l’eccezione che ci sarà un’ulteriore fase di pompaggio dell’acqua nel momento successivo al trattamento per potenziare l’azione. È stata proprio questa novità a generare dubbi tra i presenti, ma anche un’immediata delucidazione da parte dell’ingegner Grasso. 
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''Questo nuovo impianto sarà leggermente più grande del precedente, ma avrà comunque dimensioni limitate, sorgerà sul terreno di proprietà della fabbrica e ci sarà un serbatoio con altezza massima di 6 metri. Il complesso non impatterà sulla visibilità, richiederà un anno di realizzazione e circa quattro anni di esercizio con la speranza che tutto venga risolto. Mi rendo conto che attendete da tempo una risoluzione definitiva, ma purtroppo stiamo lavorando al meglio per completare la bonifica, resta il nostro obiettivo principale e speriamo di raggiungerlo il prima possibile'' ha spiegato.
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Al termine dell’intervento dell’ingegnere Grasso è stato concesso spazio per le domande dei cittadini. La sala era gremita rispetto al solito: molti dei presenti erano coloro che attualmente abitano in prossimità della ex chimica e sono ormai provati dei continui interventi di bonifica e soprattutto dell’impatto della fabbrica. E' dopo tutto una questione molto accesa, resa ancora più complicata dall’equilibrio assai precario della posta in gioco: da una parte le evidenti lamentele dai cittadini e dall’altra l’importanza di un impianto che garantisce lavoro a centinaia di persone. Tra i molti dubbi emersi la maggior parte riguardano la grandezza del nuovo impianto di depurazione e l’effettiva durata del progetto, ma soprattutto la situazione attuale della fabbrica riguardo il pericolo di inquinamento. 
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''Purtroppo è una situazione che ci siamo ritrovati stiamo cercando di risolverla. Il sito di Bulciago è costantemente monitorato, è dotato dell’impianto sme (Sistema monitoraggio emissioni) che permette di controllare h24 le emissioni, i dati vengono mandati ad Arpa ed ai gruppi competenti. I controlli sul sito sono costanti sia per quanto riguarda la qualità dell’aria che i rumori, i dati sono pubblici e possiamo assicurarvi che non c’è alcun pericolo di inquinamento per l’uomo. E’ una situazione totalmente sotto controllo e che non deve creare preoccupazioni'' ha detto la responsabile della sicurezza dell’impianto rassicurando i molti presenti e dimostrandosi aperta a rispondere a tutte le domande. 
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A destra l'assessore e vicesindaco Raffaella Puricelli

''Come amministrazione comunale ci abbiamo tenuto fortemente ad organizzare un evento di questo tipo per discutere di un argomento che ha un’assoluta importanza. La bonifica rappresenta una questione aperta da oltre 20 anni ed è giusto che voi siate informati su tutto ciò che sta succedendo sul nostro territorio. Capisco la vostra frustrazione, è da tempo che aspettate una soluzione e vi assicuro che stiamo facendo il possibile per risolverla. Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e vi assicuro che la modifica del piano regolatore del territorio è solo temporanea, una volta completate le operazioni di bonifica la struttura che è stata costruita verrà smantellata. Questo nuovo impianto sarà totalmente a carico dell’azienda senza alcun costo per il comune di Bulciago e per i cittadini'' ha aggiunto il sindaco di Bulciago annunciando anche un prossimo incontro per parlare meglio ai cittadini delle attività dell'azienda.
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Al centro Gian Paolo Negrisoli, patron di Flamma Spa

Durante la serata era presente anche Gian Paolo Negrisoli, proprietario di Flamma Spa, che si è reso disponibile ad ulteriori incontri con la cittadinanza per spiegare meglio l’effettiva produzione dell’azienda, ma anche per realizzare strutture per schermare meglio l’impatto della fabbrica. Chiunque avesse domande da rivolgergli, può riportarle al sindaco e agli assessori comunali così che verranno portate alla luce, insieme ad ulteriori criticità, nella serata dedicata alla realtà aziendale bulciaghese.
G.M.
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