Aderire al board di Trump?
C'è da essere più che esterrefatti nel constatare l'alternarsi di notizie spesso opposte o almeno presunte tali, come da parte di noi comuni mortali sembrerebbe anche occorrere, nel valutarle, il mantenere un certo grado di buon senso e una buona capacità di discernimento.
Basandomi sull'incrocio delle fonti informative e per sintesi massima: che la nostra Premier dichiari di essere interessata ad entrare nel cosiddetto “Board of Peace” di “proprietà” di Trump (che di fatto cerca di sostituirsi all'ONU) ma che, a suo dire, occorra verificarne la congruità con la nostra Costituzione, mi sembra proprio una bella ipocrisia almeno secondo due punti di vista tra di loro comunque collegati.
Uno perché la questione è nient'affatto solo “tecnica, come alcuni soliti commentatori pro governo affermano, e l'altro, ben connesso, è di natura smaccatamente politica.
Infatti seppur il Governo faccia riferimento a doverosi approfondimenti preliminari ad una parte dell'art.11 che in sostanza limita l'adesione ad organismi internazionali che assicurino la pace e la giustizia tra le Nazioni in condizioni di parità con gli altri Stati, dall'altra non si possono non individuare almeno 2 dirimenti e qualificanti questioni politiche sottese.
La prima è quella che già ad occhio nudo evidenzia come privatistico il solo presunto organismo “pacificatorio” proposto da Trump ( di fatto di sua perenne “proprietà costitutiva e gestionale”) che, se non si vuole girargli ipocritamente attorno, già esclude in origine ogni qualsivoglia parità di “peso” degli altri Stati.
L'altra, ancor più grave ed evidente, è che di fatto così si delegittima definitivamente (un'erosione messa in campo da tempo in particolare dagli Usa) l'Organismo per eccellenza sinora preposto a dirimere le controversie internazionali e cioè l'ONU e le sue varie agenzie.
Un organismo pluriennale planetario, quest'ultimo, di cui sicuramente andrebbero rivisti in particolare alcuni meccanismi decisionali, anche alla luce di mutate condizioni storiche, ma che mantiene inalterato il valore ed i principi del suo mandato di tutela umanitaria, da preservare pienamente.
Quindi la nostra Premier non si nasconda, a quanto sembra, dietro strumentali richieste di modifiche al presunto ordinamento del Board trampiano, perché sono già ben evidenti la natura ed i suoi contenuti. Caratteristiche che, per qualsiasi persona di buon senso, non possono che apparire quello che sono: un rovesciamento del Diritto Internazionale che perlomeno ha garantito per decine di anni il contenimento degli impulsi guerrafondai.
Quindi se Meloni, con la sua predominanza in Parlamento,vorrà aderirvi se ne assumerà la piena e gravissima responsabilità.
Aggiungo solo un paio di altre sconfortanti considerazioni a dimostrazione del periodo buio (più che nebuloso) che stiamo attraversando: la patetica e ingrata arringa di Zelensky contro il presunto attendismo dell'Europa (sich, con tutti gli aiuti ricevuti) per aggraziarsi le simpatie dell'energumeno Trump; il fumoso ( di effettivo non se ne sa proprio nulla) quanto “inginocchiato” accordo sulla Groenlandia tra il segretario generale NATO Rutte e l'onnipresente quanto prepotente Presidente Usa.
Ad ognuno trarre conseguenti valutazioni.
Di mio aggiungo solo che se tutti gli Uomini di Buona Volontà non faranno la propria parte nel contrastare a tutti i livelli ( dal macro al micro e viceversa) questa vera e propria deriva planetaria, tutto ciò cambierà gli interi connotati del nostro vivere.
Del resto stiamo già da tempo purtroppo costatando quanto questi modelli di “bullismo macro” influiscono ben negativamente sul livello quotidiano di noi tutti ed in primis sul mondo giovanile, con le collegate responsabilità del mondo adulto.
Basandomi sull'incrocio delle fonti informative e per sintesi massima: che la nostra Premier dichiari di essere interessata ad entrare nel cosiddetto “Board of Peace” di “proprietà” di Trump (che di fatto cerca di sostituirsi all'ONU) ma che, a suo dire, occorra verificarne la congruità con la nostra Costituzione, mi sembra proprio una bella ipocrisia almeno secondo due punti di vista tra di loro comunque collegati.
Uno perché la questione è nient'affatto solo “tecnica, come alcuni soliti commentatori pro governo affermano, e l'altro, ben connesso, è di natura smaccatamente politica.
Infatti seppur il Governo faccia riferimento a doverosi approfondimenti preliminari ad una parte dell'art.11 che in sostanza limita l'adesione ad organismi internazionali che assicurino la pace e la giustizia tra le Nazioni in condizioni di parità con gli altri Stati, dall'altra non si possono non individuare almeno 2 dirimenti e qualificanti questioni politiche sottese.
La prima è quella che già ad occhio nudo evidenzia come privatistico il solo presunto organismo “pacificatorio” proposto da Trump ( di fatto di sua perenne “proprietà costitutiva e gestionale”) che, se non si vuole girargli ipocritamente attorno, già esclude in origine ogni qualsivoglia parità di “peso” degli altri Stati.
L'altra, ancor più grave ed evidente, è che di fatto così si delegittima definitivamente (un'erosione messa in campo da tempo in particolare dagli Usa) l'Organismo per eccellenza sinora preposto a dirimere le controversie internazionali e cioè l'ONU e le sue varie agenzie.
Un organismo pluriennale planetario, quest'ultimo, di cui sicuramente andrebbero rivisti in particolare alcuni meccanismi decisionali, anche alla luce di mutate condizioni storiche, ma che mantiene inalterato il valore ed i principi del suo mandato di tutela umanitaria, da preservare pienamente.
Quindi la nostra Premier non si nasconda, a quanto sembra, dietro strumentali richieste di modifiche al presunto ordinamento del Board trampiano, perché sono già ben evidenti la natura ed i suoi contenuti. Caratteristiche che, per qualsiasi persona di buon senso, non possono che apparire quello che sono: un rovesciamento del Diritto Internazionale che perlomeno ha garantito per decine di anni il contenimento degli impulsi guerrafondai.
Quindi se Meloni, con la sua predominanza in Parlamento,vorrà aderirvi se ne assumerà la piena e gravissima responsabilità.
Aggiungo solo un paio di altre sconfortanti considerazioni a dimostrazione del periodo buio (più che nebuloso) che stiamo attraversando: la patetica e ingrata arringa di Zelensky contro il presunto attendismo dell'Europa (sich, con tutti gli aiuti ricevuti) per aggraziarsi le simpatie dell'energumeno Trump; il fumoso ( di effettivo non se ne sa proprio nulla) quanto “inginocchiato” accordo sulla Groenlandia tra il segretario generale NATO Rutte e l'onnipresente quanto prepotente Presidente Usa.
Ad ognuno trarre conseguenti valutazioni.
Di mio aggiungo solo che se tutti gli Uomini di Buona Volontà non faranno la propria parte nel contrastare a tutti i livelli ( dal macro al micro e viceversa) questa vera e propria deriva planetaria, tutto ciò cambierà gli interi connotati del nostro vivere.
Del resto stiamo già da tempo purtroppo costatando quanto questi modelli di “bullismo macro” influiscono ben negativamente sul livello quotidiano di noi tutti ed in primis sul mondo giovanile, con le collegate responsabilità del mondo adulto.
Germano Bosisio



















