Tra Civici e centrosinistra c’è chi pensa di essere in un talk show

Il caso per certi versi più sconcertante ma per altri più divertente è quello di Brivio. Il Sindaco del comune fluviale è stato tra i fondatori della lista “Civica”. Uno dei Civici della primissima ora, assieme proprio a Fabio Vergani. Ma il Sindaco di Imbersago ha commesso una grave manchevolezza: non ha avvertito Federico Airoldi che si sarebbe candidato alla presidenza della Provincia di Lecco. Una omissione da lesa maestà. E così l’Airoldi ha votato e fatto votare per Alessandra Hofmann, uscita vincitrice dalla competizione. E per primo ha esultato sul suo social, in estasi. Tiè Fabio mi dovevi avvertire prima. Ecco, la politica è ridotta così, a una sorta di portineria dove il pettegolezzo la fa da padrone. A un talk show modello “Uomini e donne”, dove Federico Airoldi incarna alla perfezione Tina Cipollari.
Peraltro l’anomalo comune di Brivio dove, unico tra gli 84 della Provincia dove un Consiglio comunale dura tra 10 e 20 minuti, non è nuovo a queste bassezze. Qualcuno ricorderà la sofferta vicenda che ha visto Retesalute, l’azienda pubblica che gestisce i servizi alla persona finire in liquidazione volontaria, salvo poi tornare in bonis lasciando in giro 400-500mila euro in parcelle e prebende varie. Ebbene allora sul tavolo c’era il piano di rilancio che avrebbe evitato il delirio successivo. Ma il piano fu bocciato per pochissimi millesimi. E chi non si presentò al voto? Federico Airoldi che con qualche amichetto vicino aveva calcolato come l’assenza avrebbe affossato il piano (più volte richiamato come salvifico anche dalla Corte dei Conti).
Ma detto ciò, perché la cronaca vuole la sua parte, va rilevata la compattezza del centrodestra meratese nel sostenere la Sindaca di Monticello, evitandole così la sindrome da trauma del ritorno nell’anonimato. Ci permetta la Presidente, una preghiera: semmai dovesse tornare a Made in Sud per una pizza e un paio di birrette (facciamo tre e crepi l’avarizia) con gli amici leghisti meratesi, prima andarsene allunghi di una cinquantina di metri e faccia un giro dentro il San Leopoldo Mandic. Lo sappiamo, la sanità non è tra le sue competenze ma l’ospedale è di tutti, un bene comune, una struttura preziosa che merita la tutela del livello istituzionale provinciale più alto.
Il centrosinistra, invece, dovrà interrogarsi su questa dura sconfitta. E’ evidente che, a parte la defezione di tutti i civici lecchesi, perché indigeribile l’accordo col PD – ma allora con chi pensano di vincere? – qualche franco tiratore c’è stato, da Valmadrera a Casatenovo.
Noi, storicamente, siamo dalla parte del territorio, schieramenti e appartenenze non ci hanno mai interessato – e perciò, pur tra mille difficoltà, siamo ancora una voce libera – per cui auguriamo a Alessandra Hofmann buon lavoro e le raccomandiamo di raddoppiare le attenzioni sui grandi temi della viabilità nella Brianza sud-orientale quella economicamente più avanzata ma peggio dotata di infrastrutture.
A partire dalla risoluzione individuata per il nuovo ponte. Perché tra alcuni grandi imprenditori già gira la preoccupazione di trovarsi immersi in ingorghi permanenti. Prima che,  di fronte a un simile scenario, decidano di portare altrove i propri centri direzionali.
Claudio Brambilla
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