Il Dizionario del referendum/3: che cosa significa “Correntismo”?

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La volta scorsa abbiamo chiarito che sia i sostenitori del “sì”, sia i sostenitori del “no”, sono d’accordo nell’affermare che la riforma, su cui andremo a votare il 22 e il 23 marzo, non abbrevierà i tempi dei processi; non semplificherà le leggi vigenti; non consentirà di accertare più efficacemente i reati. La riforma costituzionale, infatti, si concentra sul fine dichiarato di garantire la Terzietà del Giudice ed eliminare il Correntismo. 
Quindi, dopo aver parlato della “Terzietà”, è necessario capire cos’è il “Correntismo” e perché e come la riforma mira ad eliminarlo.
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Si deve sapere che la grande maggioranza dei magistrati (oltre il 90%) sono associati alla Associazione Nazionale Magistrati, con finalità culturali e sindacali. Nell’ambito dell’ANM gli associati discutono dei problemi del lavoro del Magistrato e dell’organizzazione della Giustizia (dalle carenze di dotazioni alla complessità dei testi normativi), confrontandosi sulle varie questioni e sulle possibili soluzioni. Ovviamente, ci sono diversi punti di vista e sensibilità, così, all’interno dell’ANM, si sono formate varie “anime”, le Correnti, che si distinguono in base alla percezione dei problemi ed alle soluzioni proposte. Sia chiaro, quindi, che le Correnti nulla hanno che fare con i partiti politici. 
Così, quando i magistrati sono chiamati ad eleggere i loro rappresentanti nel Consiglio Superiore della Magistratura (l’organo di autogoverno previsto dalla Costituzione per garantire l’indipendenza e l’autonomia dal Potere Esecutivo), le Correnti propongono i loro candidati, che rappresentano le diverse opinioni dei magistrati che votano. Accanto ai due terzi dei Consiglieri eletti tra i magistrati, detti “togati”, vi è un terzo dei membri nominati dal Parlamento tra professori o avvocati, detti “laici”.
Questo sistema è accusato di aver condotto il CSM a decisioni sulla carriera di singoli magistrati condizionate dall’appartenenza. Dunque, il “Correntismo” sarebbe la degenerazione clientelare, esemplificata dallo “scandalo Palamara”, per cui il magistrato che vuole fare “carriera” deve chiedere favori alle Correnti. Per scongiurare tutto ciò, la riforma prevede il sorteggio dei membri del CSM, invece dell’elezione, e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare, sempre a sorteggio. 
I sostenitori del “sì” sostengono che questo sistema condiziona l’indipendenza dei singoli magistrati, che non sarebbero liberi di decidere ma orienterebbero le loro sentenze in base alle indicazioni della corrente di appartenenza. C’è, anche, chi accusa il sistema delle Correnti di interferire con la vita democratica del Paese, indirizzando indagini per colpire i politici sgraditi. Quindi, il sorteggio dei componenti del CSM spezzerebbe ogni legame tra eletto ed elettore e toglierebbe ogni potere alle Correnti. 
I sostenitori del “no” replicano che descrivere la magistratura come una sorta di associazione mafiosa, che manipola l’esito dei processi ed addirittura fa cadere Governi, sia falso e surreale, mostrando la vera intenzione di delegittimare il lavoro dei magistrati. Invece di modificare la Costituzione e prevedere il sorteggio, sarebbe sufficiente introdurre con legge ordinaria un sistema di punteggi fissi, con minore discrezionalità, così da impedire ogni eventuale favoritismo nelle nomine, sia da parte dei componenti “togati”, sia di quelli nominati dalla politica. Infine, mentre il sorteggio dei “togati” è previsto senza alcun accorgimento che assicuri il merito e la rappresentatività di chi viene estratto, il sorteggio dei “laici” sarebbe “truccato”, perché è previsto che avvenga nell’ambito di una ristretta lista di prescelti dal Parlamento. Ciò determinerebbe, di fatto, la prevalenza di professionisti della politica, legati ai partiti che li hanno nominati, rispetto ai singoli magistrati estratti a caso, senza alcuna garanzia di capacità per i diversi compiti a cui sono chiamati nel CSM e, soprattutto, senza l’autorevolezza che deriva dall’essere stati votati dalla maggioranza dei colleghi. 
Per saperne di più, seguite le prossime puntate…
Dario Colasanti
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