Ello: con biblioteca e alunni un allestimento sulla Memoria
Una mostra per non dimenticare, un'esposizione che parla ai più giovani attraverso colori, disegni e parole cariche di significato. È l'iniziativa che ha preso vita a Ello in occasione della Giornata della Memoria, frutto della collaborazione tra gli Amici della biblioteca e le classi quarta e quinta della scuola primaria Cadorna.
Fino a domenica, chi passerà davanti allo storico lavatoio del paese potrà ammirare un allestimento che rende omaggio a due figure simbolo della Resistenza e della memoria: Giorgio Perlasca, il "giusto tra le nazioni" che salvò migliaia di ebrei ungheresi spacciandosi per console spagnolo, e Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e oggi senatrice a vita.
L'iniziativa si inserisce nel percorso di Educazione civica e Animazione alla Lettura che le insegnanti della primaria hanno costruito insieme ai loro alunni. "Quest'anno abbiamo risposto nuovamente e con piacere alla proposta della Commissione Biblioteca di 'fare memoria' della Shoah agli alunni più grandi", spiegano le insegnanti.
Due i libri scelti per accompagnare i ragazzi in questo viaggio nella storia: l'insegnante Mariagrazia Panzeri ha raccontato la vita di Liliana Segre attraverso ''Fin quando la mia stella brillerà'', mentre Flavia Caroi ha fatto conoscere l'eroica figura di Giorgio Perlasca grazie al volume ''Giorgio Perlasca, un giusto tra le nazioni'' di Luca Cognolato e Silvia del Francia.
I bambini, guidati dalle loro insegnanti e dalla maestra Luisa Negri, hanno poi ''tradotto emozioni e riflessioni in elaborati grafico-pittorici che oggi impreziosiscono l'allestimento curato dalle volontarie della biblioteca'' come raccontato dalle docenti. ''Sul lavatoio - hanno descritto i membri del ‘Amici della biblioteca di Ello - spiccano le stelle di David, disposte con cura per ricordare le vittime dei campi di prigionia, mentre una luce gialla illumina sia il lavatoio che il municipio''.
I pannelli esposti riportano frasi significative dei due protagonisti, disegni che riproducono luoghi e simboli di quel periodo tanto cupo della storia, ma anche immagini cariche di speranza che invitano a rispettare le persone e a ricercare la pace tra i popoli.
Un'esposizione che riesce nell'intento di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio accessibile ma profondo, trasformando il 27 gennaio da ricorrenza a momento di vera riflessione collettiva.









M.E.


















