Oggiono: come ''difendersi'' da truffatori e raggiri online

Nel pomeriggio di martedì 27 gennaio il Comune di Oggiono, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Carabinieri, ha organizzato un incontro presso il Centro Anziani per parlare con i cittadini delle sempre più frequenti truffe e di come riconoscerle per tutelarsi.
L’incontro - alla presenza del sindaco Chiara Narciso - è stato tenuto dal maresciallo Gaetano Lodato, che ha lavorato come carabiniere a Oggiono per ventun anni, per poi continuare a dedicarsi alla vita sociale della città come presidente della locale sezione dell'ANC.
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Il maresciallo Gaetano Lodato

''Chi fa le truffe non è un ladro qualsiasi, perché la sua arma è l’astuzia''. Così ha introdotto il maresciallo in congedo, sottolineando come il modo di agire dei malviventi non avviene attraverso la violenza, ma attraverso la gentilezza e la disponibilità, atteggiamenti utilizzati per nascondere le loro vere intenzioni nei confronti delle vittime. ''Sono talmente gentili che è difficile non fidarsi''.
I principali obiettivi di questi raggiri sono spesso le persone anziane, che con il passare del tempo perdono quell’elasticità mentale in grado di far individuare l’inganno, cosa che permette ai truffatori di insinuarsi nella loro mente e di indurlo a credere alle sue parole e ai suoi gesti. Lodato ricorda che il reato è punito dall’articolo 640 del codice penale e ha un’aggravante nel caso in cui venga fatto contro delle persone anziane, in quanto soggetti deboli. 
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''Le truffe sono un fenomeno molto diffuso - ha proseguito - e prendono di mira soprattutto i fragili''. Oltre al danno economico, infatti, viene considerato anche quello psicologico subito dalle vittime, che si sentono in colpa per essere state raggirate e per questo non hanno il coraggio di raccontarlo ai parenti, agli amici o alle forze dell'ordine.
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A destra il sindaco Chiara Narciso

L’incontro è proseguito con esempi concreti di truffe, primo fra tutte quella del finto parente, dove il malvivente chiama o si avvicina alla vittima fingendosi un famigliare lontano, un nipote o un amico e la induce a farsi sfuggire il nome di un caro per conquistarsi la fiducia. A questo punto il truffatore proseguirà raccontando le proprio difficoltà economiche e chiedendo dei soldi. La tecnica della falsa identità avviene anche attraverso grandi nomi, come le compagnie di gas o di energia elettrica, la polizia, la banca, l’avvocato: il malintenzionato si finge uno di questi nomi e, facendo leva sulla fiducia e sulla paura delle persone, chiede dati personali, password di conti bancari o di carte di credito. Un altro esempio è la truffa del finto rappresentante di compagnia di fornitura del gas, dell’energia elettrica o simili, che può avvenire porta a porta o per mezzo di un finto call center. I malviventi in questo caso illustrano promozioni più convenienti di quelle attuali e cercheranno di carpire un ''sì'' per aprire abbonamenti a nome della vittima. Esiste anche la tecnica dei finti tecnici di forniture, che si presentano alla porta per un presunto guasto o una sospetta contaminazione e inducono le vittime e mettere oro nel congelatore, con la promessa che così verrà risolto il problema. Durante un momento di distrazione, i gioielli vengono rubati e i truffatori si dileguano. 
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Lodato è passato poi a illustrare la truffa dello specchietto, dove si fa credere alla vittima di essere stata la responsabile di un danno alla macchina, simulando il rumore dell’urto attraverso un sasso lanciato contro la carrozzeria. Una volta agganciata la vittima, vengono chiesti soldi ''in diretta'' per risarcire il danno. 
C'è poi il ''raggiro sentimentale'' dove il delinquente, attraverso un finto profilo social, diventa una presenza costante nella vita della vittima, spesso sola e in cerca di compagnia. Una volta conquistata la sua fiducia e il suo affetto, il truffatore procede chiedendo di mandargli dei soldi per aiutarlo con i suoi problemi economici o per organizzare un modo per vedersi dal vivo. 
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Alcune ''trappole'' utilizzano invece mezzi digitali, come la compravendita online, attraverso finti annunci di vendita, o come i falsi acconti per case vacanza che non esistono. Altri metodi riguardano la clonazione delle carte al bancomat o al distributore di carburante, il blocco dei contanti al momento del prelievo e l’invio di mail, sms o telefonate in cui vengono chiesti codici o autorizzazioni. 
Per non cadere in questi raggiri, bisogna prendere delle precauzioni, come tenere a portata di mano il numero dei figli o delle forze dell’ordine: la tempestività, in questi casi, è fondamentale. ''Il cittadino ha la fortuna di poter utilizzare le forze dell’ordine per essere tutelato ed averle al suo fianco in momenti di difficoltà e impedire danni maggiori. Noi siamo al vostro servizio. Le forze dell’ordine sono al servizio del cittadino''.
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Un altro accorgimento importante, sottolineato dai volontari dell’Associazione Carabinieri di Oggiono, è non dare mai a nessuno i propri codici o i propri dati personali, con la consapevolezza che nessun ente li chiederà mai, e verificare sempre con chi si stia veramente parlando. ''Si sta diffondendo l’idea che non cambierà nulla, ma non bisogna mollare, bisogna permettere alle forze dell’ordine di fare il loro lavoro'' ha concluso infine il sindaco Chiara Narciso, intervenuta durante il pomeriggio informativo e formativo.
G.In.
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