Bachelet: una mostra d'arte dedicata agli artisti del '900
L’arte entra all’istituto superiore Vittorio Bachelet di Oggiono con una mostra realizzata interamente dai ragazzi. Non solo nell'ambito di una materia di studio, ma per vivere un'esperienza diretta e creativa. È questo l’obiettivo del progetto realizzato dalle classi 5°C e 5°D del liceo scientifico delle scienze applicate dell’istituto, che, come attività finale del percorso di storia dell’arte, hanno progettato una mostra virtuale dedicata ad alcuni dei più significativi artisti contemporanei e del Novecento, portando a compimento il loro percorso di studi.

A spiegare il senso del lavoro è la docente di disegno e storia dell’arte, nonché referente di progetto, profesoressa Stefania Coppetti: ''Come attività finale del percorso di studi, i ragazzi sono stati chiamati a organizzare una mostra virtuale su un artista contemporaneo. L’idea era quella di fare entrare i visitatori nella mostra attraverso locandine introduttive e, da lì, visitarla virtualmente, cliccando sui singoli elementi esposti per approfondire le informazioni''.
Gli studenti hanno lavorato su artisti diversi, confrontandosi con linguaggi, poetiche e stili molto differenti tra loro: Lucio Fontana, Keith Haring, Christo & Jeanne-Claude, Banksy, Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Marc Chagall e Frida Kahlo. Questa scelta ha permesso di spaziare ad ampio spettro negli stili novecenteschi, passando dall’arte concettuale alla street art e dall’espressionismo alla dimensione autobiografica.

L’attività è stata preceduta da una fase propedeutica, durante la quale i ragazzi hanno realizzato locandine grafiche di presentazione delle mostre, con tanto di informazioni pratiche per la visita, come orari e luogo della mostra. Il lavoro è stato svolto in piccoli gruppi, un metodo molto apprezzato dagli studenti che hanno avuto l’occasione di sperimentare la cooperazione all’interno di un contesto creativo. Dopo cinque anni trascorsi insieme, ci hanno spiegato, la conoscenza reciproca ha favorito la collaborazione, rendendo più semplice il confronto e portando alla realizzazione di manifesti migliori. ''È stato un progetto pensato per far capire che l’arte non è solo qualcosa da studiare e che viene insegnato attraverso una lezione frontale, ma è anche qualcosa che possono fare direttamente'' ha sottolineato la docente.
Il progetto, visibile nell’atrio della scuola, si inserisce in un più ampio percorso del dipartimento di arte, che sta lavorando alla creazione di uno spazio espositivo all’interno della scuola, pensato per valorizzare le capacità degli studenti e mettere in mostra gli elaborati più significativi. Un’idea pensata per dare visibilità ai lavori nei quali i ragazzi mettono molto impegno e passione, insieme a una dose di libertà creativa che consente la massima espressione della loro personalità. E non è un caso che spesso, come ha aggiunto la professoressa Coppetti, tali lavori spesso diventano anche il ''capolavoro'' che i ragazzi indicano nelle attività di orientamento. Si tratta infatti di un lavoro nel quali gli studenti hanno sperimentato se stessi, mettendosi in gioco e mostrando capacità che, durante una lezione frontale, non avrebbero possibilità di emergere. Questo progetto è fortemente preso in considerazione dai ragazzi, in quanto concepito da zero e seguito in ogni sua fase: per questo viene indicato come espressione del loro talento.
Per la realizzazione degli elaborati, è stato fondamentale l’utilizzo delle aule STEAM, ambienti informatici dotati di software di grafica, che gli studenti hanno imparato a usare in modo sempre più approfondito. Il progetto è stato seguito dal team del dipartimento di arte, composto dalla professoressa Cristina Spaggiari, capo dipartimento e dalle docenti Arianna Mancini e Grazia Guerra, unitamente alla collega Coppetti.
Dal punto di vista degli studenti, il progetto ha rappresentato un’occasione di crescita e sperimentazione, come hanno messo in luce i portavoce dei gruppi. Francesco, che ha lavorato su Jean-Michel Basquiat, ha raccontato: ''Abbiamo creato un manifesto per una mostra ipotetica a Palazzo Reale. Il cuore del nostro pannello è una sua opera, a cui abbiamo aggiunto dettagli e indicazioni. La cosa più bella è stata unire le informazioni su come si legge un’opera d’arte con la rielaborazione personale per l’attività per la quale abbiamo utilizzato anche le nostre competenze artistiche e grafiche''.
Aissatou, che ha lavorato su Banksy, ha evidenziato la fase di studio iniziale: ''Prima di realizzare i manifesti, ogni gruppo ha preparato una presentazione sull’artista. Questo ci ha permesso di conoscerlo meglio e di creare una grafica che lo rappresentasse davvero, tanto che anche la scelta della palette di colori dei manifesti rispecchia pienamente la concezione dell’artista''.

Oliver, impegnato su Lucio Fontana, ha sottolineato l’importanza dell’aspetto espressivo: ''Nonostante il nostro sia un indirizzo scientifico, questo progetto ci ha dato l’opportunità di dare sfogo alla nostra parte creativa''.
Anche Julia, che ha lavorato su Frida Kahlo, ha evidenziato un approccio diverso allo studio dell’arte: ''Ho apprezzato molto questo progetto perché ci ha permesso di conoscere l’artista in maniera diversa. Abbiamo unito le nostre conoscenze per creare un pannello che raccontasse non solo le opere, ma anche la sua vita, come nella nostra mostra che si intitola “attraverso gli occhi di Frida Kahlo” per includere la prospettiva dell’artista''.
Un elemento qualificante del lavoro dal punto di vista dei ragazzi è stato la libertà di organizzare il lavoro in piena autonomia con possibilità di muoversi e sperimentare di fare brainstorming con il gruppo.
Quest’esperienza ha permesso agli allievi di coniugare lo studio, l’approfondimento, la creatività e le competenze digitali, dimostrando come l’arte, anche in un liceo scientifico dove non è una materia d’indirizzo, possa essere un linguaggio traversale e universale. vivo, attuale e profondamente formativo.
I ragazzi coinvolti con le docenti Coppetti, Mancini e Guerra
A spiegare il senso del lavoro è la docente di disegno e storia dell’arte, nonché referente di progetto, profesoressa Stefania Coppetti: ''Come attività finale del percorso di studi, i ragazzi sono stati chiamati a organizzare una mostra virtuale su un artista contemporaneo. L’idea era quella di fare entrare i visitatori nella mostra attraverso locandine introduttive e, da lì, visitarla virtualmente, cliccando sui singoli elementi esposti per approfondire le informazioni''.
Gli studenti hanno lavorato su artisti diversi, confrontandosi con linguaggi, poetiche e stili molto differenti tra loro: Lucio Fontana, Keith Haring, Christo & Jeanne-Claude, Banksy, Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Marc Chagall e Frida Kahlo. Questa scelta ha permesso di spaziare ad ampio spettro negli stili novecenteschi, passando dall’arte concettuale alla street art e dall’espressionismo alla dimensione autobiografica.
L’attività è stata preceduta da una fase propedeutica, durante la quale i ragazzi hanno realizzato locandine grafiche di presentazione delle mostre, con tanto di informazioni pratiche per la visita, come orari e luogo della mostra. Il lavoro è stato svolto in piccoli gruppi, un metodo molto apprezzato dagli studenti che hanno avuto l’occasione di sperimentare la cooperazione all’interno di un contesto creativo. Dopo cinque anni trascorsi insieme, ci hanno spiegato, la conoscenza reciproca ha favorito la collaborazione, rendendo più semplice il confronto e portando alla realizzazione di manifesti migliori. ''È stato un progetto pensato per far capire che l’arte non è solo qualcosa da studiare e che viene insegnato attraverso una lezione frontale, ma è anche qualcosa che possono fare direttamente'' ha sottolineato la docente.
Il progetto, visibile nell’atrio della scuola, si inserisce in un più ampio percorso del dipartimento di arte, che sta lavorando alla creazione di uno spazio espositivo all’interno della scuola, pensato per valorizzare le capacità degli studenti e mettere in mostra gli elaborati più significativi. Un’idea pensata per dare visibilità ai lavori nei quali i ragazzi mettono molto impegno e passione, insieme a una dose di libertà creativa che consente la massima espressione della loro personalità. E non è un caso che spesso, come ha aggiunto la professoressa Coppetti, tali lavori spesso diventano anche il ''capolavoro'' che i ragazzi indicano nelle attività di orientamento. Si tratta infatti di un lavoro nel quali gli studenti hanno sperimentato se stessi, mettendosi in gioco e mostrando capacità che, durante una lezione frontale, non avrebbero possibilità di emergere. Questo progetto è fortemente preso in considerazione dai ragazzi, in quanto concepito da zero e seguito in ogni sua fase: per questo viene indicato come espressione del loro talento.
Per la realizzazione degli elaborati, è stato fondamentale l’utilizzo delle aule STEAM, ambienti informatici dotati di software di grafica, che gli studenti hanno imparato a usare in modo sempre più approfondito. Il progetto è stato seguito dal team del dipartimento di arte, composto dalla professoressa Cristina Spaggiari, capo dipartimento e dalle docenti Arianna Mancini e Grazia Guerra, unitamente alla collega Coppetti.
Dal punto di vista degli studenti, il progetto ha rappresentato un’occasione di crescita e sperimentazione, come hanno messo in luce i portavoce dei gruppi. Francesco, che ha lavorato su Jean-Michel Basquiat, ha raccontato: ''Abbiamo creato un manifesto per una mostra ipotetica a Palazzo Reale. Il cuore del nostro pannello è una sua opera, a cui abbiamo aggiunto dettagli e indicazioni. La cosa più bella è stata unire le informazioni su come si legge un’opera d’arte con la rielaborazione personale per l’attività per la quale abbiamo utilizzato anche le nostre competenze artistiche e grafiche''.
Aissatou, che ha lavorato su Banksy, ha evidenziato la fase di studio iniziale: ''Prima di realizzare i manifesti, ogni gruppo ha preparato una presentazione sull’artista. Questo ci ha permesso di conoscerlo meglio e di creare una grafica che lo rappresentasse davvero, tanto che anche la scelta della palette di colori dei manifesti rispecchia pienamente la concezione dell’artista''.
Oliver, impegnato su Lucio Fontana, ha sottolineato l’importanza dell’aspetto espressivo: ''Nonostante il nostro sia un indirizzo scientifico, questo progetto ci ha dato l’opportunità di dare sfogo alla nostra parte creativa''.
Anche Julia, che ha lavorato su Frida Kahlo, ha evidenziato un approccio diverso allo studio dell’arte: ''Ho apprezzato molto questo progetto perché ci ha permesso di conoscere l’artista in maniera diversa. Abbiamo unito le nostre conoscenze per creare un pannello che raccontasse non solo le opere, ma anche la sua vita, come nella nostra mostra che si intitola “attraverso gli occhi di Frida Kahlo” per includere la prospettiva dell’artista''.
Un elemento qualificante del lavoro dal punto di vista dei ragazzi è stato la libertà di organizzare il lavoro in piena autonomia con possibilità di muoversi e sperimentare di fare brainstorming con il gruppo.
Quest’esperienza ha permesso agli allievi di coniugare lo studio, l’approfondimento, la creatività e le competenze digitali, dimostrando come l’arte, anche in un liceo scientifico dove non è una materia d’indirizzo, possa essere un linguaggio traversale e universale. vivo, attuale e profondamente formativo.
M.Mau.


















