Brucia la Gibiana: in tanti a Cremella, Bevera e Bulciago
Con l’arrivo degli ultimi giorni di gennaio, anche in Brianza si rinnova l’antica tradizione della Gibiana (o Giubiana), il rito popolare che celebra simbolicamente la fine dell’inverno e l’auspicio di un nuovo inizio. Adulti e bambini di diversi comuni si sono radunati nella serata di sabato 31 gennaio muniti di pentole e campanacci per allontanare i pensieri negativi e per assistere al rogo della tradizionale forma in paglia della strega. Una tradizione che non rappresenta unicamente una consuetudine popolare, ma che si propone ogni anno come occasione di convivialità e di divertimento in compagnia.
CREMELLA
Il falò della Gibiana si è accesso in zona Isola verso le 18.30 grazie all’organizzazione e all’impegno della Pro Loco. Tantissimi i bambini ''armati'' di pentole e mestoli che sono stati sorpresi dall’arrivo della strega e che sono rimasti meravigliati dal racconto della sua storia.

''I bambini una volta erano abituati a giocare nel bosco – ha narrato la maga – ma un giorno alcuni di loro durante la notte sparirono e iniziò a girare la voce della presenza di una strega che li rapiva e li mangiava. Le mamme allora decisero di cucinare il risotto giallo con la luganega da offrirle al posto dei figli e alla strega piacque così tanto che non si accorse del sorgere del sole. Così bruciò e ogni anno ricordiamo questo evento con un grande fuoco che brucia i pensieri brutti e le paure''.


Famiglie, giovani e piccini hanno poi assistito al grande rogo, condividendo un momento di autentica convivialità attorno al fuoco, accompagnato dai sapori della tradizione: risotto con la luganega, tè caldo e vin brulé, che hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più accogliente e festosa, nonostante il freddo della sera.
BULCIAGO
Un breve corteo da piazza Aldo Moro al Piccolo Museo della tradizione contadina ha preceduto l’accensione del falò delle 19 nel comune di Bulciago. Un’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale e dall’associazione Terza Età ''Insieme si può'', con la volontà di riproporre un rito divenuto ormai tradizione e di coinvolgere il più possibile bambini e ragazzi di diverse fasce d’età.

Prima di accendere il fuoco l’assessore Raffaella Puricelli si è rivolta a tutti i presenti lanciando un appello: ''Vi invito a pensare a tutte le cose negative che ci sono nel mondo e che vorremmo che questo rogo porti via; sappiamo che sono tante e abbiamo bene in mente le immagini che passano sotto i nostri occhi alla televisione e ai media. Noi siamo qui per un momento di festa, ma questo non è possibile in gran parte del mondo. Lanciamo dunque un grido di pace e di speranza con questo falò, con l’augurio che le famiglie in difficoltà possano un giorno trovarsi a condividere momenti di gioia come noi''.

Ha avuto dunque inizio il rito propiziatorio del fuoco, caratterizzato da un momento di sorpresa quando il fantoccio in paglia della strega al posto di bruciare immediatamente si è staccato dal palo in legno da cui era sostenuto ed è caduto, quasi a voler scappare dalle fiamme.

L’intervento dei volontari ha riportato subito l’equilibrio, restituendo un clima di serenità e permettendo di gustarsi poi un ottimo piatto di risotto con luganega.
BEVERA
Nonostante il freddo pungente, tantissimi i cittadini che si sono recati in oratorio presso il Santuario di Santa Maria Nascente a Bevera di Barzago per assistere al tradizionale falò delle 19.30.

I bambini più curiosi, mantenendosi sempre fuori dall’area delimitata, correvano intorno all’enorme catasta di bancali dominata in cima dal grande fantoccio della Gibiana, impazienti dell’accensione del fuoco. Un rogo giunto alla sua trentaseiesima edizione, che ogni anno conduce famiglie e amici a mantenere viva una tradizione popolare e a condividere un momento di convivialità.

A seguito del falò infatti per tutti i presenti è stata offerta la possibilità di gustare un ottimo risotto allo zafferano con luganega, una ricca varietà di panini, un tè caldo e del vin brulè in compagnia.
CREMELLA
Il falò della Gibiana si è accesso in zona Isola verso le 18.30 grazie all’organizzazione e all’impegno della Pro Loco. Tantissimi i bambini ''armati'' di pentole e mestoli che sono stati sorpresi dall’arrivo della strega e che sono rimasti meravigliati dal racconto della sua storia.

''I bambini una volta erano abituati a giocare nel bosco – ha narrato la maga – ma un giorno alcuni di loro durante la notte sparirono e iniziò a girare la voce della presenza di una strega che li rapiva e li mangiava. Le mamme allora decisero di cucinare il risotto giallo con la luganega da offrirle al posto dei figli e alla strega piacque così tanto che non si accorse del sorgere del sole. Così bruciò e ogni anno ricordiamo questo evento con un grande fuoco che brucia i pensieri brutti e le paure''.


Famiglie, giovani e piccini hanno poi assistito al grande rogo, condividendo un momento di autentica convivialità attorno al fuoco, accompagnato dai sapori della tradizione: risotto con la luganega, tè caldo e vin brulé, che hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più accogliente e festosa, nonostante il freddo della sera.
BULCIAGO
Un breve corteo da piazza Aldo Moro al Piccolo Museo della tradizione contadina ha preceduto l’accensione del falò delle 19 nel comune di Bulciago. Un’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale e dall’associazione Terza Età ''Insieme si può'', con la volontà di riproporre un rito divenuto ormai tradizione e di coinvolgere il più possibile bambini e ragazzi di diverse fasce d’età.

Prima di accendere il fuoco l’assessore Raffaella Puricelli si è rivolta a tutti i presenti lanciando un appello: ''Vi invito a pensare a tutte le cose negative che ci sono nel mondo e che vorremmo che questo rogo porti via; sappiamo che sono tante e abbiamo bene in mente le immagini che passano sotto i nostri occhi alla televisione e ai media. Noi siamo qui per un momento di festa, ma questo non è possibile in gran parte del mondo. Lanciamo dunque un grido di pace e di speranza con questo falò, con l’augurio che le famiglie in difficoltà possano un giorno trovarsi a condividere momenti di gioia come noi''.

Ha avuto dunque inizio il rito propiziatorio del fuoco, caratterizzato da un momento di sorpresa quando il fantoccio in paglia della strega al posto di bruciare immediatamente si è staccato dal palo in legno da cui era sostenuto ed è caduto, quasi a voler scappare dalle fiamme.

L’intervento dei volontari ha riportato subito l’equilibrio, restituendo un clima di serenità e permettendo di gustarsi poi un ottimo piatto di risotto con luganega.
BEVERA
Nonostante il freddo pungente, tantissimi i cittadini che si sono recati in oratorio presso il Santuario di Santa Maria Nascente a Bevera di Barzago per assistere al tradizionale falò delle 19.30.

I bambini più curiosi, mantenendosi sempre fuori dall’area delimitata, correvano intorno all’enorme catasta di bancali dominata in cima dal grande fantoccio della Gibiana, impazienti dell’accensione del fuoco. Un rogo giunto alla sua trentaseiesima edizione, che ogni anno conduce famiglie e amici a mantenere viva una tradizione popolare e a condividere un momento di convivialità.

A seguito del falò infatti per tutti i presenti è stata offerta la possibilità di gustare un ottimo risotto allo zafferano con luganega, una ricca varietà di panini, un tè caldo e del vin brulè in compagnia.
C.Fu.


















